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Un Villaggio per ogni era

Dal "Villaggio Locale" dellera agricola, al "Villaggio Globale " dellera industriale-post industriale, ai "Villaggi Glocali" dellera telematica

di Giuseppe Silvi

Attualmente gli oltre 6 miliardi di abitanti della Terra vivono, almeno nei paesi più industrializzati, su un territorio urbanizzato intessuto di reti tecnologiche ideate, progettate e realizzate principalmente nel corso di questultimo secolo.

Le "reti" di trasporto (auto, treni, navi, aerei, ecc.) e dellenergia (luce, gas, petrolio, ecc.), ma anche quelle di telecomunicazioni sempre più diffuse e capillari (radio, televisione, telefono, fax, cellulare, internet, ecc.), hanno fatto sì che si affermasse, in meno di cento anni, il cosidetto "Villaggio Globale".

In questo Villaggio è possibile spostarsi sia "fisicamente" da un luogo ad un altro alla velocità massima dei circa 1.000 Km/h dellaereo, sia "virtualmente" tramite terminali telematici alla velocità di 300.000 Km/s della luce, senza ostacoli di spazio, né di tempo.

I circa 80 milioni di esseri umani di 4000-5000 anni fa, a differenza di quanto avviene oggi, abitavano in tanti "Villaggi Locali" non collegati tra di loro da strade, né da reti di telecomunicazioni; qui vi trascorrevano lintera esistenza, salvo dei periodi più o meno lunghi in cui si allontanavano dal villaggio per esplorazioni del territorio o a seguito di guerre e di catastrofi naturali come terremoti, inondazioni, ecc..

Nel corso dei secoli il "Villaggio Locale" ha subito profonde evoluzioni modellandosi anche sul piano strutturale in modo da favorire al massimo la comunicazione e lo scambio di informazioni tra i suoi abitanti.

La Piazza al centro del villaggio era il luogo dello scambio di informazioni, di esperienze e conoscenze utili anche per poter prevedere e fronteggiare fenomeni naturali non noti, quali cambiamenti climatici legati ai cicli stagionali, o improvvisi, quali temporali e uragani.

Quando scendeva la notte, il Fuoco non serviva soltanto a riscaldarsi, a vincere paura e solitudine, ma a creare ancora una volta un ulteriore Punto Magico intorno al quale ritrovarsi per continuare a comunicare.

Persino la maggior parte delle danze primitive si svolgeva in circolo tra i partecipanti per favorirne il contatto fisico e la comunicazione.

I modi di comunicare intorno a questi Punti Magici tramite lincontro fisico, il "faccia a faccia", sono rimasti prevalenti ed immutati attraverso i millenni fin verso la fine dell800 e ancora in uso nellItalia della civiltà contadina della prima metà di questo secolo, basti pensare alle tradizioni, ai canti popolari, agli insegnamenti tramandati oralmente di padre in figlio.

Per i milioni di esseri umani che hanno vissuto in "Villaggi Locali", piccoli o grandi che fossero, la sfida di ogni giorno era quella di sopravvivere in un Mondo dominato dalle forze ignote della natura.

Una sfida in cui comunicazione e cooperazione erano le basi indispensabili per poter fronteggiare fenomeni naturali imprevedibili, per poter scoprire e gestire le risorse naturali necessarie a nutrirsi, a vestirsi, ecc..

A distanza di millenni, e in meno di cento anni, il grande sviluppo delle reti tecnologiche ha fatto sì che i "Villaggi Locali" si siano trasformati in un unico "Villaggio Globale", nel quale è possibile avere disponibili in pochi secondi le previsioni meteorologiche a mezzo audiotel, radio, televisione, internet.

Anche il censimento della maggior parte delle risorse naturali e minerali è disponibile tramite laccesso a banche dati, aggiornate in tempo reale tramite telerilevamento.

Ciò che oggi sfugge totalmente al controllo degli abitanti del "Villaggio Globale", non sono più quindi i fenomeni naturali o i dati sulle risorse alimentari ed energetiche della Terra, bensì i fenomeni che vengono innescati dallinterdipendenza di funzionamento tra le varie reti tecnologiche che avvolgono letteralmente il Mondo.

Esempi di queste interdipendenze sono sempre più frequenti e coinvolgono sempre più un numero maggiore di persone. Una notizia apparsa recentemente sui giornali di mezzo mondo titolava: "USA/impazzisce il satellite: vanno in tilt i "cercapersone teledrin" Spariti 40 milioni di yankee". Il Messaggero del 21 maggio 1998 riportava testualmente : "Le conseguenze sono state incalcolabili. Lintero sistema sanitario è andato in crisi per limprovvisa irreperibilità dei medici di guardia negli ospedali. I distretti centrali della polizia, in molte grandi città, non hanno potuto raggiungere le pattuglie. E ancora telegiornali interrotti, "bancomat" e altri sistemi computerizzati in tilt. E milioni di medici, avvocati, agenti di cambio disperati. Mentre ferve il lavoro alla PanAmSat per riposizionare il satellite ribelle".

Episodi come questo dimostrano che, nonostante teledrin e telefono consentano di scambiare messaggi interattivamente e a distanza, tutti i 40 milioni di yankee americani dovevano da qualche parte incontrarsi di persona, avendo conservato inalterata la profonda esigenza del comunicare "faccia a faccia" come gli abitanti del "Villaggio Locale" di secoli addietro.

Ogni giorno milioni di persone, dopo lo scambio di alcune informazioni tramite telefono, terminano la loro conversazione fissando un appuntamento per incontrarsi, sia pure per il solo tempo di stringersi la mano e guardarsi negli occhi, per uscire dallisolamento delle mura domestiche, del quartiere o della stanza dellufficio.

Così i pochi BIT scambiati "virtualmente" per via telematica si trasformano in "spostamenti fisici" delle persone lungo le tradizionali vie di "acciaio" e "petrolio" a mezzo auto, treni, aerei, ecc..

In questa trasformazione "BIT virtuali" in "spostamenti fisici", oltre alla messa in gioco di migliaia di "WATT" di potenza/energia, cè linnesco di fenomeni di interdipendenza tra reti telematiche e le altre reti tecnologiche e di trasporto, con effetti sulla mobilità fisica, sulle stesse reti telematiche (es.: intasamento linee o black out), sullutilizzo delle risorse naturali.

Effetti che potrebbero rivelarsi totalmente imprevedibili e non noti, come a suo tempo lo erano, per gli esseri umani primitivi, gli effetti generati dai fenomeni naturali.

Per alcuni miliardi di esseri umani che vivono nel "Villaggio Globale" la sfida di ogni giorno è quella di sopravvivere in un Mondo dominato dallinterdipendenza di funzionamento tra le varie reti tecnologiche.

A distanza di millenni si ripropone per gli esseri umani di nuovo la sfida in cui comunicazione e cooperazione dovranno essere le basi indispensabili per governare non solo gli effetti generati dalle reti telematiche sulle reti di trasporto e sulle altre reti tecnologiche, ma anche per gestire in modo innovativo le risorse naturali ed energetiche.

Esiste realmente la necessità e lurgenza del superamento del "Villaggio Globale" dando vita a un nuovo Villaggio, il "Villaggio Glocale" (Globale+Locale), con nuovi Punti Magici di comunicazione e cooperazione più avanzati a livello globale e locale.

Essi dovranno prender vita da un armonioso mix tra quelli - danza in circolo, focolare domestico, piazza, ecc. - dellantica struttura del "Villaggio Locale" e gli attuali Punti Magici del "Villaggio Globale" - megadiscoteche, televisione, cinema, uffici, bar, ristoranti, supermercati, strade, stazioni ferroviarie, aereoporti, ecc..

Mancano appena due anni e qualche mese per entrare nel nuovo millennio e nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere come vivremo, come sarà costituto e che dimensioni avrà un "Villaggio Glocale", se nelle città sarà un intero quartiere o un intero isolato o forse un condominio, e se esisterà davvero un giorno.

I "Villaggi Locali" sono stati , tra la fine dell800 e quella di questo secolo, collegati tra di loro tramite reti tecnologiche diventando un unico "Villaggio Globale"; il XX secolo sarà ricordato nella storia dell'umanità come il "secolo ponte" tra l'ultimo secolo degli insediamenti rurali e quello degli insediamenti urbani.

In meno di 10-15 "anni ponte", grazie al rapido sviluppo di Internet e alla comparsa sulla scena del telefono satellitare, il "Villaggio Globale" potrebbe subire una metamorfosi in migliaia di "Villaggi Glocali".


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