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Telematica e sviluppo del territorio

di Giuseppe Silvi

Dal Globale al Glocale

Larrivo di Internet tra il 1994 e il 1995, e più recentemente quello del telefono satellitare, stanno aprendo da un lato nuove straordinarie prospettive di sviluppo, daltro canto però danno vita a fenomeni che generano nuovi rischi e nuovi problemi.

In particolare ci riferiamo ai fenomeni di potenziale schizofrenia tra il vivere Virtuale Globale e i problemi e i bisogni del vivere il territorio Locale.

Lutilizzo diffuso delle reti telematiche tende a globalizzare tutte le realtà, portando le nostre menti fuori dal contesto territoriale in cui si vive e/o si lavora, con conseguente tendenza alla "globalizzazione" mentale personale, alla diffusione di quantità di informazioni impensabili solo qualche anno addietro, allomologazione degli stili di vita, di lavoro, di consumo, di impiego del tempo libero, ecc..

A fronte della "globalizzazione mentale", resta il fatto comunque che la vita di ogni giorno necessita del contesto territoriale locale per svilupparsi e per soddisfare i bisogni primari legati alla sopravvivenza quali il mangiare, il vestirsi, lo spostarsi da un luogo ad un altro, ecc..

Una politica di sviluppo del territorio deve assolutamente tenere conto di questi fattori mitigando la schizofrenia tra Globale e Locale.

LAssociazione non profit "Piazze Telematiche" nasce nel 1993 con lo scopo di promuovere e sensibilizzare enti istituzionali centrali e locali, imprenditori, associazioni, liberi professionisti e i cittadini tutti sulla necessità di trovare nuove forme di mediazione tra la Globalizzazione e le esigenze di vita quotidiana legate al Locale, tra la Globalizzazione e la Frammentarizzazione innescata dalla pervasività trasversale delle tecnologie dellInformazione, necessità sintetizzata nel simbolo/logo dellAssociazione riportato sugli atti del Convegno "una rete di Piazze Telematiche per lo sviluppo e loccupazione" dello scorso ottobre 1998.

Nel logo di Piazze Telematiche le www , con le facce sovrastanti , rappresentano dei cittadini che comunicano faccia a faccia, alla velocità della mente, della telepatia e della sintonia dei pensieri, negli spazi di interazione sociale e di incontro della Piazza Telematica.

Allo stesso tempo le www, con le facce sovrastanti , rappresentano dei cittadini delle Comunità virtuali mondiali che scambiano informazioni a distanza ed interagiscono tra di loro, tramite Internet o il telefono satellitare, alla velocità della luce di 300.000 Km/sec, velocità che comunque sarà sempre inferiore alla comunicazione faccia a faccia sintonizzata dalla mentalità, dal modo di essere, dalla sensibilità, e che può essere realizzata soltanto in un contesto di relazioni e di incontro sociale.

Con la parola "Piazze Telematiche" noi intendiamo fare riferimento ad una infrastruttura fisica sul territorio di nuovi luoghi urbani costituiti da edifici e aree urbane riqualificati Piazze - collegati tra di loro da reti e sistemi informatici (fibre ottiche e/o satelliti (Tele-comunicazioni) + strutture infor-matiche) Telematiche.

Numerosi termini nuovi ruotano intorno alla problematica di questo rapporto totalmente innovativo tra "Globale / Virtuale" e "Locale / Reale", essi mettono in evidenza che si è ancora alla ricerca delle "parole giuste" per definire il rapporto tra realtà immateriale e materiale, tra virtualità e fisicità, tra i canali di comunicazione a distanza (videoconferenzam internet, cellulare, fax, ecc.) e i luoghi della comunicazione faccia a faccia dove si vive e si lavora.


..Villaggio Globale Piazze Telematiche La Città Cablata - La Città Telematica - La Città Invisisbile - Città Digitali - Piazza dellInformazione - Agorà Telematica - Piazza Multimediale - Piazza Elettronica - Arcade Multimediale - Piazza Culturale - Piazza Virtuale Teatro Multimediale - Piazza Universale - Piazza Digitale Forum Digitali - Aree Multimediali Attrezzate BiblioMediateca - TelePalazzo Ludoteca - Teleporto VideoCentro Mediabuilding - Telecentro Telecottages Tele Business Centre TeleUfficio Centro Telematico - Community Technology Centres Network Centri Pubblici di Comunicazione Centro Multimediale - Centri di Telecomunicazioni Integrate Web Call Centers - Integrated Community Networks - Monasteri del III millennio - Unità insediative tecnologiche decentrate - Nuclei Telematici Urbani - Bureaux de Voisinnage Comunità e Networks NetPolis TelePolis TeleCities - Electronic Cottage - Internet Café Internet Gate Café - TeleCar Centri di Tele-Automobili - Villaggio Glocale


Da un lato ci si richiama a luoghi urbani simbolo di un passato lontano quale il "Villaggio", la "Piazza", il "Palazzo", il "Teatro", il "Porto", il "Caffè"la "Città"e di un passato più recente quali il "Centro", il "Nucleo", l"Ufficio".e dallaltro ai nuovi concetti di Globale, Telematica, Multimediale, Digitale, Invisibile, Virtuale, Universale, ecc., collegandoli a quello di Pubblico o Comunità.

In queste numerose voci reali che giungono tramite Internet e i mass media cè il segnale della grande difficoltà che si ha nel definire i nuovi luoghi sul territorio che dovranno rispondere allesigenza umana di maggiore e più veloce mobilità sia delle idee / conoscenze, sia di spostamento fisico da un luogo ad un altro, preservando nel contempo la vita sociale, lambiente e lo sviluppo economico.




Le reti telematiche come strumento per la per gestione delle risorse e lo sviluppo del territorio

Nel corso della storia in genere non è mai accaduto che la diffusione di una tecnologia, su di un "territorio" riservato alle attività umane, non provocasse la riduzione della presenza umana su quello stesso "territorio": è il caso tanto assurdo quanto paradossale delle tecnologie telematiche.

A suo tempo, la diffusione delle macchine agricole e della robotica ha provocato la sostituzione rispettivamente dei contadini nei lavori dei campi e delle tute blu nei lavori alle catene di montaggio delle fabbriche, provocando la drastica riduzione della presenza umana sul "territorio" di tali luoghi e limitandola nel tempo ad un numero sempre inferiore di addetti alla manovra o al controllo di macchine instancabili.

Con la diffusione della telematica ci si sarebbero dovuti aspettare dei fenomeni analoghi di riduzione della presenza umana, ad esempio sul "territorio" uffici, come quelli avvenuti a suo tempo nei campi e più di recente nelle fabbriche.

Ma fino ad oggi ciò non sta accadendo, nonostante che già sin dagli inizi degli anni 80 numerosi giornali uscissero con titoli tipo "telelavoro per tutti e scomparsa degli uffici".

Ad oggi le zone uffici non solo non sono scomparse ma continuano ad espandersi; milioni di persone ogni giorno si recano da casa in ufficio dove finiscono per utilizzare strumenti telematici (PC, posta elettronica, internet, ecc.) che potrebbero utilizzare anche in casa o in un luogo vicino casa o in movimento con attrezzature portatili adeguate o installate a bordo veicolo.

Gli impiegati degli uffici in pratica non riescono ancora a cogliere totalmente le potenzialità e i benefici della tecnologia telematica come strumento che libera territorio e risorse come potrebbe.

Se una tale eventualità si fosse verificata al momento della diffusione delle macchine agricole nei campi e dei robot nelle fabbriche, si sarebbe avuto uno scenario in cui contadini e tute blu, invece di cogliere al volo il beneficio di non fare più lavori faticosi e ripetitivi passando a nuove attività, sarebbero rimasti "senza lavoro" al "posto di lavoro" (occupati - inoccupati) ad assistere allo spettacolo di macchine che lavoravano al loro posto, in pratica sarebbero rimasti tutti ancora imprigionati nel passato.

Perché nonostante larrivo della telematica non si riesce a liberare nuovi territori fisici e virtuali per nuove attività ?

La telematica, a differenza delle macchine agricole o dei robot, è una tecnologia che ha a che fare con la comunicazione umana.

Allinterno delle reti telematiche, fisse o via etere (telefoni o cellulari, internet o videoconferenza, ecc.), non passa né acqua, né metano, né gas, né petrolio.

Al loro interno passano le relazioni sociali, la cultura, le mode, la mentalità corrente, i valori, i rapporti di potere con le loro regole.

I luoghi fisici di riferimento delle attività umane tendono inoltre a restare gli stessi: casa, luogo di lavoro, uffici pubblici, supermercati, negozi, alberghi, ecc..

Le possibilità offerte dalla tecnologia telematica, di delocalizzare in casa o in luoghi vicino casa molte delle funzioni moderne e di servizio di una città, per quanto straordinarie, non riusciranno da sole a provocare radicali mutamenti né nei modelli di riferimento culturale, sociale ed organizzativo sul territorio, né tantomeno cambiamenti dei sistemi organizzativi di Istituzioni e Aziende consolidatisi nel corso di decine di anni.

Ne è la riprova che attualmente questa tecnologia viene utilizzata prevalentemente per rendere questi modelli esistenti più efficienti al loro interno, ma non così efficaci in termini di sistema di servizi ai cittadini su tutto il terrritorio.

Forse non è eccessivo suggerire che, nellera delle reti telematiche che hanno fortissime implicazioni nella Globalizzazione dei mercati e delleconomia, sia indispensabile riscrivere gli articoli della costituzione di tutti gli Stati, per garantire una nuova libertà, una nuova fratellanza e una nuova uguaglianza tra Nord e Sud del mondo, tra i cittadini di una stessa città.

Si dovrebbe almeno adottare universalmente il principio che "Le tecnologie multimediali e telematiche devono essere impiegate per favorire un sistema di servizi sul territorio finalizzato a liberare "territorio" fisico e ad aprire nuovi "territori" virtuali su cui basare lo sviluppo di un nuovo modello di Società Globale e Locale.

Una volta che tale principio fosse stato sancito, siamo quasi certi che, facendolo valere sempre nei programmi di sviluppo e di politica economica, ne deriverebbero importanti e positive ricadute per lambiente e per la nuova economia digitale alla base di nuovo sviluppo.

La proposta di realizzare sul territorio le due nuove Infrastrutture fisiche "Piazze Telematiche" e "Centri di TeleAutomobili" si pone in tale ottica, ma per poterla raggiungere occorre una rapida evoluzione del quadro legislativo e la definizione dei nuovi diritti universali del cittadino del terzo millennio, quali laccesso alle autostrade telematiche e ai servizi di mobilità in noleggio.

Ad esempio, per avviare processi di cambiamento a livello economico-industriale nel settore dellauto, sarebbe sufficiente una legge che sancisca che in tutti i quartieri e in tutte le località debbano essere previsti, accanto agli spazi pubblici (i lati del marciapiede), riservati ora quasi esclusivamente al parcheggio di auto in proprietà, anche spazi pubblici riservati alla possibilità di prendere in noleggio facilmente delle teleautomobili, grazie a sistemi di prenotazione e pagamento basati su potenti reti info-telematiche tipo quelle delle Compagnie aeree per la prenotazione e il pagamento del noleggio di un posto in aereo su un determinato volo.

Il solo fatto di mettere a disposizione spazi pubblici (esempio tramite concessione) per i noleggiatori, vale a dire per le società o cooperative che danno a noleggio le auto e per i cittadini che le prendono a noleggio - potrebbe nel tempo favorire la riduzione del "parco auto in proprietà" (auto private mediamente in movimento 2 ore al giorno e quindi ferme / immobili 22 su 24 => autoimmobili) e privilegiare la gestione di "flotte di teleautomobili in noleggio", magari anche molto più belle e costose delle attuali auto, e che resteranno ferme / immobili solo quando sono in manutenzione, sfruttando così le grandi potenzialità dei sistemi telematici per la gestione di flotte di veicoli.

Un modo pratico per "dematerializzare" leconomia, vale a dire creare un modello di economia per la mobilità basato più sul servizio che sulle materie prime e avere in definitiva gli stessi benefici di oggi, ma con molte meno materie prime, a vantaggio anche di una redistribuzione più equa delle risorse tra Nord e Sud del Mondo.

Un scelta questa secondo noi obbligata, pena dover affrontare costi ancora maggiori in prospettiva per il consumo di territorio da destinare ad aree parcheggio, per inquinamento, per la necessità di grandi insediamenti industriali non solo per produrre auto ma anche per rottamarle (nei prossimi trentanni le stime di esperti parlano di oltre un miliardo di auto da rottamare in tutto il mondo).

Un progetto quello appena delineato di così vasta portata da richiedere un piano di riconversione industriale per passare dallofferta di auto in proprietà a quella di servizi di mobilità integrati e flessibili in noleggio.

Le tecnologie telematiche quali gps (global positioning system), cellulare gsm, cartografia numerica, sistemi di gestione flotte, verrebbero in tal modo utilizzate per gestire la risorsa "tele-auto a noleggio" alfine di offrire servizi di mobilità personalizzati, e non utilizzate invece, come tendenzialmente già sta avvenendo, per guarnire semplicemente le autoimmobili di localizzatore satellitare per fungere da "cintura elettronica di sicurezza" (tele-allarme / anti-furto).


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