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Scenari per il XXI secolo

Piazze telematiche

Il nome Piazze Telematiche fu utilizzato per la prima volta con riferimento al progetto dellinfrastruttura dei 12 Telecentri per i giornalisti di Italia 90.

In realtà già nei primi anni 80 fu realizzata una struttura di servizi telematici self-service che, aperta alle piccole e medie imprese del settore import/export di una Camera di Commercio dellEmilia Romagna, era riconducibile alle primissime intuizioni relative a ciò che sarebbe diventata lidea-progetto Piazze Telematiche.

Successivamente il nome Piazze Telematiche (marchio registrato allufficio brevetti del Ministero dellIndustria) è diventato di proprietà dellAssociazione omonima - non profit che ha operato ed opera a livello nazionale e internazionale da vari anni per promuovere e sensibilizzare enti istituzionali, imprenditori e cittadini sullimportanza di realizzare la rete Piazze Telematiche come soluzione pratica per favorire il passaggio dallera industriale a quella telematica, dal "Villaggio Globale" ai "Villaggi Glocali" (Globale+Locale).

Sin dalla sua fondazione avvenuta nel 1993, la nostra Associazione si è impegnata a promuovere il progetto di realizzazione di una rete di Piazze Telematiche, una per ognuno degli 8000 Comuni italiani, fino ad arrivare a 20.000 Piazze Telematiche prevedendo una rete estesa anche ad ogni quartiere delle grandi aree metropolitane e alle località tutistiche, marine o montane.

La rete di Piazze Telematiche va intesa come una infrastruttura fisica sul territorio di nuovi luoghi urbani aperti al pubblico e costituiti da edifici e aree urbane riqualificati / Piazze (spazi di incontro e di relazioni sociali tra persone di comunità locali o in transito) - collegati tra di loro da reti di Tele-comunicazioni e strutture infor-matiche / Telematiche (spazi per i collegamenti a distanza di comunità virtuali).

Piazze Telematiche intese come nuovi luoghi urbani a forte potenziale di attrazione di flussi di mobilità quotidiana nel cui ambito recuperare il valore semantico della piazza, per lo sviluppo quindi sia di relazioni sociali che professionali; nuovi luoghi urbani in cui si uniscono le antiche funzioni di socializzazione e di scambio di informazioni "faccia a faccia" della piazzetta del "Villaggio Locale" alle nuove funzioni e forme di interattività a distanza del "Villaggio Globale".

Nelle Piazze Telematiche tutti i cittadini, ma anche le imprese o i liberi professionisti, potranno fruire di servizi socio-tecnologici avanzati:

  • spazi per la socialità, lincontro e lo scambio di idee grazie alla trasformazione in un "salotto senza tetto" delle aree verdi e le infrastrutture viarie circostanti gli edifici riqualificati (creazione di zone pedonabili e ciclabili al posto delle corsie attualmente occupate dalle "auto parcheggiate", spazi per lo sport, il tempo libero), ad interventi di illuminotecnica e di arredo urbano, ecc.;

  • spazi telematici con la messa a disposizione di una vasta gamma di servizi aperti al pubblico, ai professionisti, alle piccole/medie imprese, alle scuole, ecc., riconducibili a tre tipologie:

  • Servizi gratuiti : servizi resi disponibili dallEnte erogatore (Comune, Azienda Municipale, SpA mista ecc.) come Comune on-line, servizi per il cittadino, alcuni servizi delle reti civiche; essi sono finanziati dalle tasse locali o dagli inserzionisti di pubblicità on-line o assicurati dallEnte erogatore che ha avuto in concessione gratuita lutilizzo del territorio fisico della Piazza Telematica e ha i propri ricavi dalla vendita di servizi al costo e al valore; servizi di "alfabetizzazione telematica" rivolti ai cittadini ecc.
  • Servizi al costo: servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione che prevedono il pagamento dei costi reali e dei materiali di consumo (carta da bollo, diritti di esenzione, carta, ecc.) ; il sistema di finanziamento è in parte come nel caso dei servizi gratuiti ;

  • Servizi al valore aggiunto : quei servizi a carattere commerciale come il noleggio di stazioni di lavoro, posta elettronica, sala video-conferenza, telebanking, teleshopping, centri di assistenza informativa per imprese, artigiani, professionisti , studenti , giovani ( e non) in cerca di occupazione etc..

La rete di Piazze Telematiche si configura pertanto come una rete socio-tecnologica sul territorio di pubblica utilità, e quindi va considerata per la sua realizzazione come un'opera di urbanizzazione primaria, di rilevanza sociale e di interesse generale, per dare a tutti il servizio universale di accesso alle "autostrade telematiche", analogamente a quanto avviene tramite la rete autostradale che consente a tutti l'accesso al "servizio universale - autostrade di asfalto", grazie al quale chiunque, sia che si sposti in 500 o in Ferrari o su unAutogru o su un Tir, può recarsi da una località ad unaltra.

Questo significa che il territorio della Piazza (edificio e ciò che vi è intorno), deve essere rigorosamente pubblico e così pure le infrastrutture telematiche di collegamento.

Sempre per analogia con le autostrade dasfalto, dove lerogazione dei servizi è in concorrenza in una grande area di servizio (esempio più distributori di benzina di marche diverse agip, shell, ecc. o di servizi di ristorazione autogrill, mcdonalds, spizzico, ecc.), anche nella Piazza Telematica i servizi telematici a pagamento, al costo e al valore, dovranno essere forniti in un regime concorrenziale.

Inoltre nella Piazza Telematica tutti dovranno avere la possibilità di accedere ai servizi gratuiti (certificati, ecc.) o di utilità sociale (alfabetizzazione telematica, sportello per la nuova occupazione, ecc..) dovuti al cittadino a livello istituzionale.

E continuando con lanalogia, così come la gestione delle tratte di "autostrade dasfalto" viene affidata in concessione al privato che presenta la migliore offerta, allo stesso modo la gestione delle Piazze Telematiche sarà attribuita al migliore offerente.

La realizzazione di una rete di 20.000 Piazze Telematiche, collegate da "autostrade telematiche pubbliche" ADSL (2Mb/s) da subito e in prospettiva ATM(da 34 Mb/s a 155Mb/s), potrà favorire linnesco del mercato legato allo sviluppo di ulteriori servizi telematici da erogare direttamente a domicilio dei circa 19 miloni di famiglie italiane.

Infatti, una volta innescata la crescita del mercato, grazie alla possibilità offerta nelle Piazze Telematiche a tutti - cittadini, imprese e professionisti - di avvicinarsi ai nuovi servizi telematici (primi fra tutti il telelavoro e il commercio elettronico), si potrà avere lo sviluppo del mercato in regime di concorrenza per la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi dellultimo miglio, vale a dire dellinfrastruttura /servizi necessaria, per portare dalla "piazza", al centro di un quartiere o di una località, i servizi telematici direttamente al domicilio / casa tramite "autostrade privatizzate".

Lo stato quindi dovrà farsi carico di realizzare le "autostrade telematiche pubbliche / piazze telematiche" tramite bandi di gara nazionale internazionale tra i migliori costruttori di infrastrutture telematiche (tlc, h/w, s/w, ecc.), e affidandone la gestione ai privati in un regime concorrenziale.

Lo sviluppo invece delle "autostrade telematiche privatizzate / ultimo miglio" va lasciato alla libera concorrenza sia nelle infrastrutture che nei servizi.

La proposta di adottare la terminologia "autostrade telematiche pubbliche / piazze telematiche" trova fondamento nelle seguenti considerazioni:

- lalfabetizzazione telematica di massa è un processo in cui dovranno essere coinvolti tutti i cittadini con una partecipazione "interattiva" al cambiamento dal basso: la piazza da sempre rappresenta il luogo di incontro, di partecipazione e di interazione di tutti i cittadini, a differenza dei luoghi urbani che fanno riferimento al concetto di centro o ufficio o palazzo, ecc.;

  • lo sviluppo della Società telematica si realizzerà esclusivamente se cambieranno i luoghi urbani di riferimento sul territorio, con il nome "piazza" sintende sottolineare che le reti telematiche potranno rigenerare lurbanistica dando vita a nuovi luoghi urbani che rappresentano il "ponte" tra i luoghi "reali/locali" della comunicazione, di incontro e di relazioni sociali del passato (la "piazza") e quelli virtuali/globali di incontro e di comunicazione a distanza delle comunità virtuali globali.
  • è fondamentale per lItalia scegliere le parole chiave "giuste" che dovranno costituire la terminologia di riferimento per limmaginario di massa da sintonizzare sull"onda" dello sviluppo della Società dellInformazione, così come a suo tempo gli USA lanciarono il concetto di "information superhighways", noi proponiamo che lItalia potrebbe adotti la terminologia "piazze telematiche".

La necessità di realizzare infrastrutture telematiche pubbliche, per dare accesso ai servizi universali tipici della Società telematica, emerge anche da alcuni segnali che giungono tramite articoli di giornale apparsi recentemente:

- lAntitrust dichiara che per non creare discriminazioni o peggio favorire la formazione di lobby privilegiate di commercialisti, bisognerà consentire a tutti i commercialisti di poter fare le dichiarazioni on-line;

- non si riescono a reperire le risorse di 3.000 miliardi necessarie ad assicurare il servizio universale legato alla fornitura di servizi a carattere sociale, in quanto nessun gestore di reti telematiche, in un contesto di regime "privatizzato", intende farsene carico;

- alcuni senatori della Commissione Lavoro e Previdenza della Camera hanno proposto un emendamento alla legge sul telelavoro per il diritto alla socialità del telelavoratore nelle Piazze Telematiche.

Lattuale quadro legislativo a cui fare riferimento per lo sviluppo della Società telematica dovrebbe essere rapidamente adeguato agli scenari sopra delineati in quanto si ritiene che così come è attualmente strutturato rappresenti un blocco alle possibilità di sviluppo di un tale Società..

Infatti la privatizzazione delle infrastrutture di telematica fa sì che le fusioni tra grandi Aziende di telematica abbiano come principale scopo quello di rafforzare ed estendere la proprietà di infrastrutture di reti telematiche.

LAzienda derivante dalla fusione di una o più società e proprietaria di reti telematiche (di solito derivanti da ex monopoli) ha comunque lobbligo per legge di affittare ad altri gestori di servizi su rete fissa e/o mobile la propria infrastruttura sulla base di tariffe stabilite dallAuthority per le TLC.

Sta accadendo però che, a seguito del regime di concorrenza sulle infrastrutture, i vari gestori preferiscano, qualora ne abbiano la possibilità, di dotarsi di infrastrutture proprietarie.

Risultato di tutto ciò: si moltiplicano sul territorio le infrastrutture di telematica, dalle antenne per i cellulari, a quelle satellitari, alle infrastrutture / dorsali europee in fibra ottica, ecc., ma dei tanto auspicati servizi telematici su tutto il territorio non cè sviluppo come richiesto dal mercato. In pratica le risorse finanziarie investite per lo sviluppo della Società dellInformazione stanno finendo per alimentare i vecchi settori produttivi di beni / materiali (più cellulari, più cavi, più antenne, ecc) compromettendo seriamente lo sviluppo del mercato di beni / servizi immateriali.

A tutto ciò cè una spiegazione: è più facile, in unepoca di competizione globale, la cui velocità è imposta dalla velocità degli scambi tramite Internet, fare ciò che si sa già fare e cioè produrre tramite lausilio di robot migliaia di antenne, chilometri di cavi (in Italia sono già stati posati oltre 2.500.00 Km di fibre ottiche), milioni di cellularipiuttosto che mettere in moto nuove politiche di sviluppo sociale ed economico per consentire a tutti i cittadini quel balzo culturale indispensabile alla produzione di beni /servizi immateriali, premessa indispensabile per leconomia dematerializzata per cui si hanno gli stessi benefici di utilizzo di beni materiali, ma ricorrendo allimpiego di meno materie prime, grazie allutilizzo noleggio di massa di beni e servizi.



Centri di teleautomobili

Immaginiamo ora uno scenario in cui la rete di Piazze Telematiche sia pienamente in funzione; cè da aspettarsi che si affermi la tendenza a tornare a vivere in "Locale", a passare la vita quotidiana prevalentemente nel contesto del "Villaggio Glocale", della propria casa, della Piazza Telematica dove sarà facile soddisfare le esigenze di socialità e assicurarsi la partecipazione alla vita lavorativa e collettiva, la partecipazione a gruppi di progetto, la possibilità di impartire istruzioni a distanza, telelavorare, usufruire di teleservizi avanzati (telebanking, teleshopping, tele-prenotazione, ecc.).

E inevitabile che questa nuova dimensione di vita quotidiana faccia nascere nuove esigenze, che provochi grandi cambiamenti anche sullorganizzazione dei punti di snodo nei quali diventa necessario passare dalla mobilità fisica a piedi o in bicicletta o su tapis roulant nellambito del "Villaggio Glocale" dove si vivrà e lavorerà, alla mobilità tramite auto personale o metropolitana o treno o aereo.

Infatti la mobilità a medio/lungo raggio resterà comunque una insostituibile occasione di sviluppo culturale e di crescita sociale per soddisfare una vasta gamma di bisogni primari che vedono lo spostamento fisico indispensabile per il trasporto di merci, per incontrarsi con persone che vivono in altre città, per turismo e attività culturali (già oggi in Europa circa il 60% dei viaggi è per vacanze e tempo libero mentre i viaggi per affari son intorno al 15%).

Lo scenario Piazze Telematiche va completato quindi immaginando un modello organizzativo degli spostamenti tramite i vari mezzi oggi disponiobili (auto, treno, aereo, ecc.) che tenga conto anche di queste esigenze in un contesto totalmente diverso da quello attuale.

Tra il 1880 e linizio di questo secolo, nacquero le prime forme embrionali di automobili (è del 1886 la prima omogenea automobile a benzina, il triciclo di Karl Benz), rappresentando il passaggio epocale dalla carrozza a cavalli verso nuovi mezzi di spostamento, nuove forme di mobilità e di comunicazione.

Dopo 100 anni da quella storica data, nel 1986 il parco di autovetture circolanti in tutto il Mondo era di circa 300 milioni, per posizionarsi oggi oltre i 650 milioni di autoveicoli includendo in tale stima, oltre alle autovetture, anche i mezzi pesanti.

Lautomobile è sicuramente il mezzo di spostamento simbolo della mobilità fisica che ha più contribuito in questo secolo a provocare evoluzioni tanto complesse quanto rivoluzioniarie, dando vita a fenomeni sociali, economici e tecnici che hanno avuto un forte impatto sugli stili di vita, sullorganizzazione produttiva e distributiva di merci e servizi, sullambiente e sul territorio.

Alla fine di questo secolo stiamo vivendo un nuovo passaggio epocale a seguito della rapida diffusione delle reti telematiche.

Negli anni 50 lAuto-Mobile si poteva definire "Mobile" in quanto i pochi privilegiati che la possedevano la utilizzavano per gite e spostamenti di piacere e le rare auto circolanti venivano utilizzate per tempi percentualmente interessanti rispetto alla loro durata di vita.

Alla fine di questo secolo, lorganizzazione dei tempi di vita e di lavoro della stragrande maggioranza dei lavoratori dellindustria e dei servizi, fa sì che lauto sia quasi indispensabile, in mancanza di mezzi pubblici, per andare e venire dal luogo di lavoro, con il risultato che finisce per stare in movimento appena 2 ore al giorno su 24: "Auto-Immobile" per circa l80% della durata di vita.

Già nel 1992, ad un convegno di Quattroruote, si indicava in 1 miliardo il numero dei veicoli da rottamare nei prossimi 30 anni.

Cè da chiedersi: ha senso costruire fabbriche sempre più grandi per continuare a produrre "Auto-Immobili" da tenere ferme 22 ore su 24 in aree di parcheggio anchesse sempre più grandi, e predisporre a valle di questa catena "produzione=>parcheggio" ancora altri stabilimenti per rottamare auto che sono diventate "vecchie" ed "obsolete" stando ferme l80% della loro durata di vita ?

Fino ad oggi non cerano alternative a questo scenario, oggi però con le nuove tecnologie telematiche si può dare avvio ad una totale e completa rigenerazione del settore dellauto, tra laltro indispensabile se, come sopra evidenziato, la tendenza nel futuro sarà quella di passare la vita quotidiana nel contesto del proprio "Villaggio Glocale" dove ci si sposterà a piedi o in bicletta o con speciali veicoli elettrici.

In prospettiva infatti ci si potrebbe spostare prevalentemente per viaggi di piacere di 8 ore al giorno, magari per 5 giorni al mese, e scegliendo ogni volta un auto diversa. Un numero di ore pari a quelle totalizzate (40 ore al mese) attualmente dalla stragrande maggioranza dei lavoratori dellindustria e dei servizi che utilizza sempre la stessa auto di proprietà per recarsi al lavoro 20 giorni al mese per 2 ore mediamente al giorno.

Andando a combinare le esigenze del viaggiatore del futuro con le potenzialità offerte dalle reti telematiche, lunico modo per non ampliare fabbriche e parcheggi per auto a dismisura, è quello di trasformare il modello di mobilità basato sullutilizzo di auto in proprietà, in un nuovo modello basato su una rete di Centri Servizi di "Tele-Automobili" a noleggio.

Facendo riferimento ad uno scenario futuro di presenza della Piazza Telematica in ogni quartiere delle città medio grandi, nei piccoli paesi e nelle località turistiche, è indispensabile completare questo stesso scenario immaginando un modello organizzativo della mobilità fisica che tenga conto di stili di vita e di lavoro totalmente diversi da quelli attuali con conseguenti radicali cambiamenti anche nel modo di utilizzare lautomobile.

Gli attuali disagi logistici nella ricerca di un parcheggio procurati a molti cittadini, ma anche a turisti di passaggio, dalla ristrettezza di territorio fisico disponibile, possono essere trasformati in una grande opportunità per mettere in pratica il principio universale più sopra proposto per cui "Le tecnologie multimediali e telematiche devono servire a liberare "territorio" fisico e ad aprire nuovi "territori" virtuali".

Già oggi cè chi lauto la vuole possedere (parcheggiatore), e chi invece vuole soltanto averla a disposizione per il tempo necessario agli spostamenti ed adeguata allesigenza del momento, con o senza autista (noleggiatore).

Le tecnologie per realizzare questa forma di democrazia tra "parcheggiatori" e "noleggiatori" sono tutte già disponibili, basta fare riferimento alle recenti proposte delle Società di noleggio più avanzate che realizzano unesempio di utilizzo integrato di autostrade telematiche e di asfalto offrendo tramite il loro sito internet - www.avis.com, www.hertz.com, ecc. auto di tutti i tipi, con o senza terminale telematico di bordo.

I posti però dove è possibile prelevare fisicamente il veicolo prenotato sono pochi e sempre molto lontani dai luoghi di residenza della stragrande maggioranza delle persone; di solito i posteggi di questi autonoleggi si trovano quasi esclusivamente negli aereoporti, nelle stazioni oppure nei grandi alberghi.

Inoltre le Società che gestiscono il noleggio non sono interoperabili tra di loro: Avis parla con Avis, Hertz parla con Hertz e così via.

Affinché il noleggio di "Tele-Automobili" si diffonda a livello di massa è indispensabile invece che i posteggi siano diffusi capillarmente sul territorio urbano e che adottino sistemi di prenotazione e di gestione cooperativa tipo quelli delle Compagnie Aeree.

Quando ci si vuole spostare in aereo si ha sempre la possibilità di verificare la disponibilità di un posto su un qualsiasi volo e prenotarlo tramite una semplice telefonata o via terminale; una volta in viaggio, se si perde la coincidenza con laereo della Compagnia prescelta, cè sempre la possibilità di proseguirlo con il volo di unaltra Compagnia.

Questo modello gestionale-cooperativo delle flotte di aerei è realizzato grazie a potentissimi sistemi informativi e telematici che si "parlano" tra di loro e permettono di offrire ai viaggiatori delle rotte del cielo comodi spostamenti su posti a sedere a noleggio.

Analogo modello "gestionale-cooperativo" dovrà essere realizzato per poter offrire servizi di mobilità tramite "Tele-Automobili" a noleggio e stabilendo allo stesso tempo un raccordo tra le esigenze di mobilità sulle medio-lunghe distanze (con il treno) e sulle grandi distanze (con laereo).

Le tecnologie per realizzare una rete capillare di Centri di Tele-Automobili sono pronte e vanno soltanto utilizzate: GPS, GSM, mappe digitali georeferenziate, Internet via satellite o GSM, sistemi di gestione flotte, ecc..

Tali Centri possono gradualmente prendere vita allinterno di garage e aree-parcheggi, oggi riservati esclusivamente alle "Auto-Immobili", prevedendo che il 30%-50% del loro spazio fisico venga destinato alle "Tele-Automobili" a noleggio, a costituire così una rete capillare di punti di snodo e di correlazione tra le diverse esigenze di mobilità (a piedi, bicicletta, moto, auto, ecc.).

Ciò consentirebbe, anche una volta in viaggio e in qualsiasi istante, di individuare, tramite i tele-servizi a bordo veicolo, il Centro Servizi più vicino alla strada che si sta percorrendo, per poter sostituire ad esempio il veicolo che si sta utilizzando con unaltro più rispondente alle esigenze del momento.

Fino ad oggi siamo stati abituati a considerare i vari mezzi di trasporto in competizione tra di loro : auto contro metropolitana, treno contro auto e camion, aereo di medio raggio contro treno.

La "telematica" dovrà consentire di ribaltare un tale modo di pensare consentendo di creare una rete "mobile" di raccordo tra le esigenze di mobilità a livello locale urbano (metropolitana e auto magari elettrica), sulle medie distanze (auto personale per maggiore flessibilita di utilizzo), su quelle medio-lunghe (treno per la sua competitività) e sulle grandi distanze (aereo).

Il raccordo tra le varie esigenze di mobilità (a livello locale urbano e sulle varie distanze) dovrà tenere conto di come cambierà la relativa domanda in un pianeta cablato e informatizzato in cui si sposteranno sempre più bit e sempre meno carte e persone (coinvolte in lavori che implicano il trattamento di informazioni), di come cambierà la mobilità nelle città in cui ci sarà la Piazza Telematica al centro di ogni quartiere, dove intorno a tale nuovo luogo urbano saranno scomparse le auto-immobili (attualmente parcheggiate 22 ore su 24) per restituire il territorio a spazi attrezzati a verde e per la socialità, per assicurare mobilità fisica agli abitanti del quartiere e ai turisti di passaggio a piedi o in bicicletta o su tapis roulant, o con speciali veicoli elettrici.

Quei garage o aree parcheggio, che si trovino in prossimità o nei punti di snodo e di correlazione tra i diversi tipi di mobilità, potranno essere rifunzionalizzati a Centri di Teleautomobili di quartiere o di distretto industriale per offrire servizi innovativi quali:

-parcheggio custodito, manutenzione e assistenza di auto di proprietà di chi vive vicino al centro o di chi è di passaggio ;

-servizi di noleggio in qualsiasi istante e da un qualsiasi terminale (internet point, terminale mobile, ecc.) di vetture rispondenti all'esigenza del momento (grandi e comode per viaggi in autostrada, piccole e a trazione elettrica per gli spostamenti in città, con o senza autista, ecc.).

-smart card per laccesso alla rete di servizi per la mobilità (prenotazione, noleggio veicoli personalizzati, assistenza informativa, ecc.) e pagamento degli stessi.

Gli scenari tratteggiati prefigurano non solo più sicurezza negli spostamenti da un luogo ad un altro grazie alluso di sistemi di navigazione e di controllo (operanti attraverso i satelliti e i sistemi di comunicazione integrati), ma anche una migliore gestione del parco veicoli circolante tramite una gestione ottimale (es. : noleggio con o senza autista), con laffermazione di modelli di mobilità flessibili sganciati dagli attuali modelli organizzativi rigidi e sincronizzati per cui ci si ritrova tutti in coda per timbrare il cartellino entro le ore 09.00 o impossibilitati a trovare un parcheggio.

Uno scenario in cui non scompare il piacere di possedere unauto, ma i benefici e i vantaggi di utilizzare "Tele-Automobili" a noleggio saranno così grandi che nessuno potrà rinunciarvi e a scapito dellutilizzo di auto in proprietà.

Una tale prospettiva potrebbe portare alla scomparsa dei topi dauto: chi troverebbe più la convenienza a rubare auto che fanno parte di un global network di servizi e sempre disponibili a noleggio a prezzi contenuti ?

Uno scenario per la mobilità del XXI secolo tramite vari veicoli tra di loro correlati per consentire spostamenti comodi e veloci passando dalla teleautomobile, alla metropolitana, al treno, allaereo......allautobus, dal treno, alla bicicletta...a piedi .alla postazione telematica di una qualsiasi Piazza Telematica .alla teleautomobile...........senza possedere alcun terminale telematico per accedere al sapere e agli scambi interattivi globali, o alcun veicolo per spostarsi, ma servendosene in modo flessibile e personalizzato quando e dove se ne ha bisogno, grazie ai servizi di prenotazione e noleggio ovunque disponibili.

CONSIDERAZIONI

La proposta di realizzare in modo equidistribuito su tutto il territorio nuove Infrastrutture, quali le Piazze Telematiche e i Centri di Teleautomobili, mira a fornire spunti di riflessione a tutti i lettori su cosa concretamente si può fare per realizzare un nuovo modello di sviluppo sia economico-industriale, sia del territorio e dellambiente.

In epoca di grandi e veloci cambiamenti quali quelli in atto dovuti alla rapidissima diffusione delle reti telematiche (fibra ottica o via etere), per sopravvivere nel mercato globale, competitivo sui territori fisici, ma ora anche sui territori "virtuali", occorrono soluzioni pratiche e coraggiose per accompagnare e favorire la transizione dal cosidetto "Villaggio Globale" ai "Villaggi Glocali" e creare nuovo sviluppo ed occupazione, in linea con le istanze emerse negli ultimi 20 anni in occasione delle conferenze sullhabitat (HABITAT I (Vancouver 1976) - Earth Summit di Rio (1992-Agenda 21) - HABITAT II (Istanbul 1996).

Per un Pianeta sempre più densamente popolato (http:// www.cronologia.it/ popoli.htm), la scelta dello svi luppo Glocale è obbligatoria, e lo è ancora di più per Paesi come lItalia che, avendo poco territorio fisico in "Locale", potrà con la realizzazione di Piazze Telematiche avere a disposizione un numero infinito di "porte di accesso" ai nuovi territori virtuali, sconfinati e con possibilità di sviluppo e lavoro per tutti, trasformandosi così in un gigante sui territori virtuali del villaggio "Globale".

Desideriamo però esprimere un timore: i nobili intenti che palpitano nel nostro intimo in questi momenti di confronto e dialogo sul tema dello sviluppo della Società del XXI secolo, una volta ultimata la lettura e ripiombati nella realtà di tutti i giorni, vengano travolti dalla necessità di dover fare riferimento ai valori e alla cultura del modello di sviluppo economico-industriale del Villaggio Globale.

Le due infrastrutture "Rete di Piazze Telematiche" e "Centri di Tele-Automobili" giocheranno un ruolo determinante per lo sviluppo Glocale, e quindi per un nuovo modello di sviluppo, soltanto in un contesto culturale profondamente diverso da quello attuale: dalla cultura della non competitività delle idee e della non collaborazione, contesto in cui a vincere sono soltanto i signori dei robots, e quindi un contesto in cui in definitiva vincono i robots, ad una nuova cultura basata sulla competitività delle idee e la collaborazione a livello Locale e Globale, contesto in cui a vincere sarà lintera umanità che utilizzerà correttamente tutte le reti tecnologiche e gestirà meglio le risorse del pianeta grazie alla comunicazione e alla collaborazione globale e locale.



PROGETTO PILOTA URBANO

"Una rete di Piazze Telematiche per la città di Napoli"

www.comune.napoli.it/piazzetelematiche

e-mail:
ptelematiche@comune.napoli.it/piazzetelematiche

http://www.inforegio.org/Wbpro/prord/prordi/pdic1_en.htm ;

http://www.ispo.cec.be/esis/Promotion/IT012.htm


Attualmente è in fase di realizzazione a Napoli un Progetto Pilota Urbano PPU denominato "Una rete di Piazze Telematiche per la città di Napoli" che, proposto nellaprile 1996 dallAmministrazione Comunale nellambito di un bando dellUnione Europea alla Direzione Generale XVI, è stato incluso tra i 26 PPU finanziati dopo aver superato una selezione su 503 progetti presentati da 14 stati europei.

Nelle dimensioni finanziarie il progetto prevede una spesa di circa 8 miliardi di lire, di cui circa il 74% assicurati dal contributo europeo a fondo perduto sulla spesa complessiva di 4.000.000 di ECU per realizzare una rete prototipo di due Piazze Telematiche a Napoli ed ha ottenuto nel febbraio 98 anche il cofinanzianamento CIPE.

Tale PPU potrà contribuire alla definizione di un quadro di riferimento certo (Piattaforma Piazze Telematiche) per tutti gli aspetti connessi alla progettazione, alla realizzazione e allesercizio della rete di Piazze Telematiche e con riferimento al ruolo sia delle Istituzioni (enti centrali e locali), sia dei soggetti privati coinvolti.

E anche prevista la creazione di una specifica società per azioni mista pubblico/privata che dovrà realizzare entro il 2000 la rete prototipo delle due Piazze Telematiche, la prima ubicata nel centro storico e la seconda in zona periferica.

E' auspicabile che a tale realizzazione di grande rilevanza tecnica ed economica se ne aggiungano delle altre per poter sperimentare il funzionamento di una rete che colleghi un numero di Piazze Telematiche sempre maggiore e sia possibile quindi definire gli "standard" di qualità delle stesse in relazione allo standard di qualità di tutta la rete nel suo complesso.


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