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IL FENOMENO INTERNET INTRANET - EXTRANET


Oggi Internet nel mondo ha 125 milioni di utenti, due anni fa ne aveva 70 e fra due anni si prevede che saranno collegati ad Internet 300 milioni di utenti.

Anche in Italia gli utenti INTERNET crescono: si è passati dai 0,7 milioni di due anni fa, ai 3, 2 milioni oggi, e se ne prevedono 6 fra due anni. Tanti in assoluto, pochi se confrontati con i 76 milioni che avranno gli Usa nel 2000.

Cresce il cosidetto commercio elettronico che vale oggi 7 miliardi di dollari, e ne varrà 3-500 fra cinque anni.

Basta riflettere sul dato che attualmente stima la vendita soltanto di brani musicali in rete pari al valore di 87 milioni di dollari: si calcola che nel 2005 si arriverà a 4.000 milioni di dollari (fonte Bollettino della SIAE).

Negli Stati Uniti il commercio elettronico è una realtà che non solo è fortemente consolidata, con vendite che quest'anno si stimano sui 7 miliardi di dollari, ma in crescita esponenziale. Il che significa che le previsioni più conservative indicano che il valore degli scambi di beni e di servizi attraverso la rete delle reti toccherà i 300 miliardi di dollari nel 2003, ossia fra cinque anni. Ma ci sono anche altre previsioni.

Nicholas Negroponte di MediaLab sostiene che non saranno 300, ma 1.000 miliardi di dollari nel 2003. Vale a dire dai 7 miliardi di dollari di oggi a 1.000 fra cinque anni.

Una crescita di questa portata implica rivoluzioni epocali nel modo di produrre e distribuire merci e servizi se solo tra cinque anni un settimo del commercio mondiale passerà tramite Internet.

Per le aziende è una sfida di proporzioni gigantesche, da considerare e da cogliere al volo, è qui che si costruisce un vantaggio competitivo per i prossimi anni.

Tramite INTERNET non solo si vendono già servizi e prodotti sul mercato globale, ma in rete si costruisce anche l'organizzazione di domani.

Via Internet, ma soprattutto via Intranet ed Extranet le aziende costruiscono reti stabili di rapporti di collaborazione con tutti gli stakeholders. Dentro l'azienda, tra funzioni, dipendenti, centri distaccati, filiali ecc. Fuori dall'azienda, con i fornitori, con i clienti, con le banche, con i distributori.

La rete diventa fattore strategico e organizzativo e Internet, Intranet e Extranet si completano e si integrano, con conseguenti implicazioni per le aziende tutte da scoprire.

Creare reti dentro e fuori l'azienda, lavorare via Internet, organizzare collaborazioni con entità esterne collegate in rete significa modificare profondamente ad esempio la produzione, la gestione e l'archiviazione dei documenti dell'azienda.

Ciò comporta inizialmente lesigenza di ridefinire completamente l'uso dei documenti cartacei e di quelli digitali con grossi problemi da risolvere nellorganizzazione dei dati, nella creazione di database, nel metterli a disposizione in condivisione, nel strutturare le informazioni, nel trattare e archiviare i documenti elettronici.

In Usa, frontiera di questa rivoluzione, sono stati presi provvedimenti quali:

1 LAmministrazione Clinton ha emesso una Direttiva Presidenziale sul Commercio Elettronico il 1 luglio 1997. Successivamente ne è stata emessa un'altra dal vicepresidente Gore. Poco dopo sono uscite delle guidelines dal Congresso. Poi sono venute fuori le posizioni comuni dell'intera industria hi-tech degli Stati Uniti. E oggi gli Usa sono leader nell'elaborazione dei principi base per l'E-commerce e si confrontano con il resto del mondo.

2 - La previsione su cui si basa lo sforzo relativo all'E-commerce negli Usa è che nei prossimi dieci anni la crescita economica americana sarà determinata per i due terzi da due drivers fondamentali: la crescita dei navigatori Internet e il commercio elettronico.

3 - L'Amministrazione Clinton, che è sempre quella che lanciò vari anni fa il progetto delle information highways, ritiene talmente importante la questione da avere creato una nuova carica. Quella di un consigliere presidenziale per l'E-commerce che ha il proprio ufficio non in un centro di ricerche o in un laboratorio, ma proprio alla Casa Bianca, a dimostrazione di considerare la questione prioritaria.

4 - Questo consigliere presidenziale, di nome Ira Magaziner, gira il mondo per cercare di fare capire a tutti che siamo di fronte a una nuova rivoluzione industriale. E che ci si deve dare da fare. Ci prova soprattutto con l'Europa, che però per ora sembra in altre faccende affaccendata.



Lo stato di avanzamento della vita italiana
alla societa' telematica

Lo stato di avanzamento della via italiana alla Società dellInformazione digitale comprende:

Il settore industriale

Il terziario

La Pubblica Amministrazione

Pubblica Amministrazione

La Pubblica Amministrazione italiana (enti centrali e locali) sta vivendo un momento di forte dinamismo per fare sistema intorno ai temi della Società dellInformazione e favorire un continuo confronto tra tutti gli attori che dovranno partecipare alla sua costruzione.

Tra gli enti che rivestono un ruolo fondamentale cè lAutorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, nota anche come AIPA (www.aipa.it), è una autorità indipendente istituita dal decreto legislativo n. 39 del 12 febbraio 1993 recante "Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche" (come modificato dall'art.42 della legge 31 dicembre 1996, n.675).

Più recentemente è stato creato un Comitato Interministeriale per la Società dellInformazione e anche un Forum permanente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

LItalia, nonostante la fama di essere sempre in ritardo su tutto, è stata sufficientemente rapida nella trasposizione di alcune direttive comunitarie quali quelle sulla firma digitale e sulla validità dei documenti elettronici.

Dai dati della ricerca 1998 (*) , effettuata congiuntamente da Assinform-Rur (www.rur.it), emerge che il 1998 è stato l'anno del raddoppio delle città digitali (esplosione dei siti Internet con + 108,8%) e della presenza in rete delle Pubbliche Amministrazioni (più 153,7%, più 230% al Sud), che inizia lera della firma elettronica, ma che gli utenti delle reti civiche sono ancora un gruppo ristretto di appassionati, composto soprattutto da giovani di sesso maschile.

Per città digitali i ricercatori di Assinform e di Rur intendono tutti i siti Internet di natura pubblica o privata che si riferiscono a realtà geografiche come città, province, regioni, isole, comprensori, ecc..

Questi spazi telematici erano, secondo lindagine, 1.121 sino allottobre 98 (nord-ovest 398, nord-est 252, centro 163, sud ed isole 308) con un aumento del 108,8% sul 97.

Le Pubbliche Amministrazioni attive su Internet erano, invece, 449 con un aumento del 153,7% a livello nazionale rispetto al 97.

La crescita riguarda anche gli Internet Provider che in tutta Italia sono 3.021 con un aumento dell8,2% rispetto al 97.

Nel 1998 si è assistito ad una ulteriore fuga in avanti delle realtà locali all'avanguardia, il gruppo dei "pionieri", al quale appartengono alcune città del centro-nord, che per prime avevano iniziato a sperimentare la telematica locale, tra il 1993 e il 1994 (per esempio Bologna, Modena, Siena e Torino).

Le amministrazioni delle città pioniere, fiere del proprio ruolo di apripista - e anche con una certa dose di campanilismo - continuano incessantemente a sperimentare tutto quanto è permesso dai progressi della tecnologia e dall'introduzione di nuove normative.

Queste città sono inseguite da un buon numero di realtà locali, che hanno cominciato più tardi a sperimentare, e che possiamo definire come gruppo dei "coloni" (Pesaro, Palermo, Firenze e Milano), o meglio le realtà che sono arrivate dopo, pur bruciando, grazie alle esperienze altrui, alcune tappe.

Infine i "turisti" (Napoli, Bergamo, Trento e Cagliari, cioè queele città che utilizzano lweb solo come vetrina per diffondere alcune informazioni sulle attrazioni turistiche della città, la sua storia, gli orari degli uffici pubblici e la composizione della Giunta comunale.

A queste tre categorie si aggiunge quella dei "sedentari", una massa consistente di città - seppure in assottigliamento, privi del gusto di avventurarsi nell'ignoto tecnologico-organizzativo. Tale gruppo non contempla l'utilizzo delle nuove tecnologie, oppure c'è qualcuno - un provider locale, un tecnico del CED - che ha allestito un "sito vetrina" senza il coinvolgimento dei livelli decisionali.

La capillare diffusione di Internet in tutti i paesi sviluppati ci fa ritenere che prima o poi tutte le città avranno un proprio sito, magari del tipo di quelli sviluppati per i turisti.

Rimane comunque la tappa, obbligatoria per legge, dell'ingresso nella Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione, alla quale nessun Comune potrà sottrarsi.

I pionieri hanno effettivamente raggiunto importanti traguardi, come quello della applicazione sperimentale - tra i primi in Europa - della "firma digitale" ai servizi al cittadino. E' una tecnologia che consente di effettuare degli scambi di documenti legalmente validi attraverso la rete, grazie alle norme introdotte dalla prima delle leggi Bassanini, la 59/97, e che apre importanti prospettive per la semplificazione amministrativa.

Altre sperimentazioni avanzate riguardano il pagamento elettronico, i servizi on-line di camere di commercio, organizzazioni di volontariato, associazioni sindacali e ordini professionali, la possibilità di seguire la procedura di richiesta di una concessione edilizia o di pagare lICI on-line.

Per Assinform e Rur, saranno i soggetti intermedi di rappresentanza (associazioni di categoria e ordini professionali) ad assicurare lespansione delle reti civiche, che pertanto dovranno confrontarsi con il settore produttivo, e favorendo così linnovazione dal settore pubblico e dal non profit verso le imprese private.

Eppure, sono proprio le città sede delle sperimentazioni d'avanguardia a mostrare gli attuali limiti della telematica locale, sempre più coincidente - nelle applicazioni di maggiore interesse - con la telematica civica. Gli utenti appartengono infatti ad un'area sociale assai ristretta, molto più di quella - già assai limitata - dell'utenza Internet tout court. Il loro numero continua ad aumentare, ma con una velocità sempre minore, al punto tale che la curva della crescita si approssima ormai ad un asintoto, ovvero ad una linea il cui andamento tende ad essere rettilineo in senso orizzontale.

Inoltre, nonostante il gruppo sociale degli attuali utilizzatori abbia una forte propensione all'utilizzo delle nuove tecnologie, solo una piccola porzione di essi si sta dimostrando recettiva a sperimentare i nuovi servizi interattivi al cittadino, i quali richiedono procedure complesse, che scoraggiano anche i più avvezzi all'uso del personal computer.

Sono fenomeni che mettono in evidenza quali siano i confini delle attuali esperienze, le quali, dopo alcuni anni di vivace crescita, si trovano di fronte ad un bivio.

La strada tecnologista : da una parte, c'è la strada del tecnologismo, per seguire la quale i servizi telematici - specialmente le reti civiche - dovranno mantenersi fedeli a se stessi, alla loro origine orientata alla tecnologia. Questa strada contempla come strumento principe il personal computer, un dispositivo che nel nostro Paese è scarsamente utilizzato - rispetto agli standard occidentali - ma la cui diffusione è aiutata proprio dalle reti civiche, le applicazioni ICT più radicate nel sociale.

Il rischio connesso a tale strada è che i servizi telematici locali rimangano oggetto di culto per un ristretto gruppo di appassionati, un Club di tecnofili impermeabile alla diversificazione sociale. Per scongiurarlo, sarebbe necessario colmare - e magari invertire - il gap che separa l'Italia dai paesi tecnologicamente più evoluti, tramite azioni di alfabetizzazione di strati ampi e significativi della popolazione all'utilizzo delle ICT, sotto varie forme, molte delle quali già sperimentate dalle reti civiche più evolute:

iniziative formative promosse dalle autorità locali, dalle Camere di Commercio e dai soggetti intermedi di rappresentanza, come le Associazioni di categoria, gli Ordini professionali e i Sindacati; azioni ed esperienze di alfabetizzazione attuati dai vari soggetti operanti nel settore del non-profit. In alcune realtà è in corso di sperimentazione, ad esempio, la logica della formazione "a cascata", che consiste nella progressiva assunzione della funzione docente da parte di chi riceve la formazione; iniziative per favorire l'accesso ai contenuti e ai servizi telematici, grazie all'installazione di postazioni pubbliche; azioni varie di sostegno, da parte sia delle istituzioni locali che centrali - tipo: incentivazioni e sconti sull'acquisto di hardware o sull'accesso ad Internet, cessione gratuita di spazi Internet (esempio liniziativa del Comune di Roma con www.romacivica.net) ad associazioni non profit e scuole - che delle maggiori imprese private, che potrebbero prevedere un certo impegno sotto forma di "investimento sociale".

La via italiana alla Società dellInformazione digitale sta trovando percorsi inediti che non trovano riscontri in America o in altri Paesi europei.

Ad esempio i costi elevati per avere Internet a casa su linea ISDN, sta favorendo la proliferazione di Internet Caffè e/o Centri multiservizi equidistribuiti sul territorio.

Molti di essi sono ubicati in prossimità di grandi alberghi in quanto gli ospiti di passaggio rappresentano una categoria di utenti in crescita: essi si recano allInternet caffè soprattutto per sbrigare quotidianamente la posta elettronica, consultare o aggiornare un sito, anche se in viaggio.

La tendenza italiana a creare luoghi pubblici (Piazze Telematiche, Internet caffè, ecc.) nei quali dare a tutti la possibilità di accedere alle autostrade telematiche si sta appena manifestando, ma sembrerebbe inarrestabile.

Ciò per noi si motiva con il fatto che sia nelle città che nelle località turistiche italiane (soprattutto al Sud), la gente è portata a vivere fuori casa (anche per fattori climatici favorevoli) molto del proprio tempo, e quindi laccesso alle autostrade telematiche deve essere ovunque possibile, per poter tele-lavorare, inviare una e-mail, da dove, come e quando si vuole.

Da una recente indagine condotta tra i gestori degli Internet Caffè è emerso che a seguito della diminuzione delle tariffe urbane chi ha bisogno di Internet per studio o per lavoro lo installerà in casa.

La previsione di una diminuzione delle tariffe urbane per il collegamento ad Internet da un lato e le diseconomie di scala di piccoli e medi (dalle 10 alle 30 postazioni) Internet Caffè dallaltro, inducono i gestori al pessimismo sulla possibilità a breve di essere in grado di offrire servizi Internet a costi competitivi rispetto allofferta di Internet direttamente a domicilio.

Un altro fronte di concorrenza agli Internet Caffè si avrà con la diffusione del cellulare WAP che permetterà, grazie ad un microbrowser, di ricevere la posta elettronica, di avere informazione sugli orari dei treni, degli aerei, ecc. direttamente sul display del cellulare.

In definitiva i costi elevati sia per laffitto degli spazi, sia per il personale di gestione, non potranno essere coperti con i ricavi ottenuti da tariffe da praticare, nellInternet caffè, sempre più basse per competere con lofferta Internet in regime di totale concorrenza (es. www.tiscali.it che regala a chiunque un indirizzo di posta elettronica scegliendolo come provider Internet).

Comunque esisterà sempre un mercato di utenti mobili che avrà bisogno di noleggiare una postazione o un servizio quando è lontana da casa, unitamente alle recenti dichiarazioni dellOn.le Bassanini sulla necessità di aprire dei luoghi pubblici per lalfabetizzazione di massa, potrebbero vedere le risorse di know how e imprenditoriali presenti nella rete degli Internet Caffè migrare verso il contesto della rete di Piazze Telematiche.

Gli Internet Caffè potrebbero subire quindi unevoluzione andando a costituire una componente della Piazza Telematica, in cui, essendo ledificio un territorio pubblico dato in concessione gratuita ai gestori dei vari servizi, scompaiono i costi dellaffitto e quindi essere di nuovo in grado di offrire Internet ed altri servizi al costo e/o al valore a tariffe competitive.

Nonostante lesempio positivo delle reti civiche, di Progetti Pilota promossi dallUnione Europea, manca anche in Italia, come negli altri paesi europei, lindicazioni chiare di politica industriale e della ricerca nel settore della telematica, iniziando dellE-commerce.

Senza una tale politica è utopistico attendersi che le aziende investano in infrastrutture e in servizi, che le banche mettano a punto il loro sistema dei pagamenti, che i trasporti predispongano la relativa logistica, che i consumatori - risparmiatori si abituino al nuovo canale di servizi e di acquisti.

Nellera Pre-Internet si poteva elaborare una strategia di lungo termine, di tre-cinque anni. Nell'epoca della rete delle reti, di Internet appunto, non si parla più di anni, ma di anni-Web, che durano solo tre mesi.

Il fattore tempo è diventato un'altra variabile strategica che non si può più ignorare, pena il rischio, quasi certo, di venire estromessi dal mercato.

LItalia corre il rischio di misurarsi sul quinquennio e a quel punto scoprirà che un dollaro su ogni sette di scambi internazionali sarà via Internet. E che sarà, come spesso accade, tagliata fuori.



Scenari

Bibliografia INTERNET

www.ispo.cec.be/esis

www.logicasiel.it

www.aipa.it

www.rur.it

www.romacivica.net

www.piazzetelematiche.it

www.comune.roma.it

www.comune.napoli.it/piazzetelematiche




Presentazione e referenze dell'Associazione Piazze Telematiche

LAssociazione è nata nel 1993 con lo scopo di promuovere e sensibilizzare enti istituzionali centrali e locali, imprenditori, associazioni, liberi professionisti e i cittadini sulla necessità non più rinviabile di promuovere la realizzazione di una rete di Piazze Telematiche e di Centri di Teleautomobili come infrastrutture di sistema paese indispensabili per favorire un modello di sviluppo economico-industriale nel rispetto dellambiente, e nello stesso tempo, accompagnare il passaggio dalleconomia industriale a quella digitale e dellinformazione.

Aderiscono allAssociazione sia soci individuali (docenti universitari, professionisti in campo urbanistico, telematico, informatico, socio-economico, trasportistico ecc.), sia soci collettivi istituzionali ed industriali, per mezzo dei quali si esplica lazione di ricerca e di studio, quale momento di riflessione e confronto interdisciplinare su:

  • fenomeni urbani e territoriali che potranno innescarsi con il processo di trasformazione delle città in città cablate, ove le nuove reti telematiche consentiranno un ridisegno delle componenti funzionali, organizzative e gestionali, sia rispetto ad una tradizionale "centralità" della città storica o dei distretti industriali, quanto rispetto allindifferenziato tessuto della periferia urbana e dei territori dipartimentali costituiti da medi e piccoli centri urbani;

  • progettualità necessaria affinché le reti telematiche diventino uno degli strumenti di riequilibrio fra mobilità delle persone e mobilità delle informazioni;

  • ricadute sulle esigenze di mobilità, sui sistemi di trasporto;

  • ricadute sullambiente e sulla qualità della vita.

LAssociazione intende favorire il confronto, lo scambio di esperienze e la collaborazione fra tutti quegli attori che hanno già in corso progetti, realizzazioni e attività di gestione di spazi urbani e di servizi telematici riconducibili a Progetti Pilota che siano utili e di riferimento alla definizione di standard tecnici e di requisiti di qualità della rete di Piazze Telematiche nome/marchio di qualità PIAZZE TELEMATICHE®


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