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17 gennaio 2000

TELEMATICA PER IL SOCIALE

di Domenico Campana

 

La crisi del Welfare ha ormai sancito che lo Stato non puo' piu' fornire in assoluto adeguate risposte alla domanda proveniente dal sociale mentre crescono nuovi bisogni e l'niziativa privata tradizionale stenta sempre di piu' ad investire in beni e servizi senza alcuna remunerazione. Di qui la nascita e la crescita di nuovi soggetti, il cui obiettivo e' creare utilita' sociale attraverso la produzione di beni e servizi..

E' il Terzo settore all'interno del quale si sono sviluppate le imprese sociali che hanno in motivazioni extraeconomiche il motore del loro sviluppo, la loro ragione d'essere. Al tempo stesso le imprese sociali che producono beni e servizi in un mercato concorrenziale, devono fare i conti con problemi di efficacia ed efficienza imprenditoriali e per questo la crescita esponenziale, negli ultimi anni, di tali imprese, si e' spesso accompagnata con un salto di qualita' in termini di professionalita' e di produttivita'.

Il Non-profit non puo', dunque, piu' essere considerato come un settore da relegare nella piu' ampia categoria della carita' e della solidarieta'. Puo' diventare il motore trainante di quella che alcuni economisti hanno definito ''digital economy'' o economia immateriale dell'informazione. Di questo fenomeno nascente se ne intravedono i segni concreti negli Stati Uniti dove imprenditori ''investono'' i loro utili in organizzazioni non profit, normalmente Fondazioni, attivando un flusso di trasferimento dal privato al Terzo settore, attivando e favorendo la 'digital economy' i cui strumenti risiedono tutti nelle nuove tecnologie della comunicazione e dell'informazione.

Nel nostro Paese non e' irrealistico pensare che, proprio in presenza di una accentuata crisi dello Stato sociale con la conseguente impossibilita' della copertura in toto dei bisogni, avremo una maggiore prospettiva per il Terzo settore. Esiste la possibilita' di guadagnare spazi verso produzioni di beni o servizi tradizionali, che il capitale privato ritiene non piu' redditizi''; si potra' approfittare degli spazi lasciati vuoti dalla pubblica amministrazione che e' costretta a lasciare la gestione diretta delle sue ''spettanze''. Il contesto in cui si trovera' ad operare il Terzo settore e' dunque piu' immateriale. Ed e' il contesto dell'economia immateriale dove lo scambio avviene in rete e dove le tecnologie della comunicazione, riducendo le distanze, ed accorciando i tempi, consentono il soddisfacimento di numerosi bisogni in tempo reale on-line.

C'e' comunque un rischio: se le dinamiche dell'economia materiale hanno prodotto alienazione e standardizzazione, l'economia digitale o immateriale nel mettere in rete gli uomini con i loro bisogni e le loro esigenze da soddisfare, li interconnette, attenuando o cancellando del tutto il contatto diretto.

Di qui la necessita' che gli strumenti della comunicazione digitale, motore dell'economia immateriale di cui il Terzo settore puo' rappresentare l'elemento trainante, siano posti in essere in modo che garantiscano la dimensione umana dell'economia digitale e nel contempo veicolano l'immagine e direi il compito precipuo del Terzo settore di assicurare l'interconnessione tra individui.

Questa prospettiva non puo' non tenere conto della Piazza telematica, il luogo di incontro e di relazioni sociali. Il luogo dove l'economia immateriale non perde, anzi fortifica, la sua dimensione umana.

Bisogna riconoscere che la tendenza prevalente e' quella di utilizzare le reti telematiche come strumento-media che va ad aggiungersi a quelli tradizionali (Tv, giornali): le reti telematiche , in questo modo, finiscono per non portare nessun vantaggio reale, perche' non innovano nel modello di sviluppo. La disseminazione sul territorio di fabbriche, uffici, strade, autostrade, ha caratterizzato e continua a caratterizzare la societa' industriale; cosi' la societa' telematica, ossia l'economia digitale dovra' caratterizzarsi con altrettanti nuovi ''impianti industriali''' funzionali al nuovo modello di sviluppo. Si tratta di infrastrutture telematiche, appunto le Piazze telematiche, che permettono l'accesso universale a tutti i cittadini, che consentono la pari opportunita' per la realizzazione e la partecipazione alla ''Web society'' .


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