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17 gennaio 2000

CITTA' DIGITALI AD UNA SVOLTA

 

Mentre il 1998 è stato l'anno del raddoppio delle comunità basate sui servizi telematici in rete promossi dalle istituzioni locali, il 1999 ha visto emergere le nuove tecnologie e le nuove forme di comunicazione come fattore di innovazione nelle Amministrazioni e nel territorio. Le città digitali sono cresciute a 1.355 (+20 per cento) mentre si riduce lo squilibrio fra Nord e Sud.

ASSINFORM (lAssociazione nazionale, aderente a Confindustria, delle aziende di informatica e telecomunicazioni) e RUR-CENSIS (lAssociazione creata dal Censis per studiare i fenomeni urbani e valorizzare il tessuto delle città italiane) hanno presentato i risultati del Rapporto '99 sulle Città Digitali in Italia. Giunto alla sua terza edizione, il rapporto riassume i risultati dellindagine che Assinform e RUR-Censis promuovono oramai annualmente per dar conto dello stato e dellevoluzione delle reti civiche e dei servizi telematici di interesse locale.

Il Rapporto '99 (www.censis.it). fa emergere unevoluzione di sicuro interesse per un fenomeno che va assumendo un ruolo guida ai fini dellavvento della società dellinformazione. In breve:

  • dopo aver raggiunto il migliaio nel 1998, raddoppiando sull'anno prima, le città digitali sono cresciute ancora nel 1999, toccando quota 1.355 (+20 per cento);
  • il 37 per cento dei siti è oramai l'organo ufficiale di una Amministrazione Locale, con la conseguenza che i siti si vanno affermando, soprattutto in ambito comunale, come nodi standard di servizio al cittadino;
  • non c'è più uno squilibrio territoriale della distribuzione delle città digitali: 430 sono a Nord-Ovest (+8 per cento sull'anno prima); 369 a Nord-Est (+46,4); 207 al Centro (+27); 349 al Sud-Isole (+13,3);
  • l'utilizzo in chiave di sperimentazione di nuove forme d'aggregazione sociale, va lasciando sempre più spazio ai servizi on line e per il cittadino e in chiave di marketing territoriale. E questo è proprio ciò che apre le prospettive più confortanti. In particolare, Internet si va rivelando un potente strumento di innovazione nella Pubblica Amministrazione Locale, oggi motivata e anche obbligata a confrontarsi con nuovi modelli organizzativi e di funzionamento. Il 92 per cento dei decisori intervistati è di questo avviso. Il 76,5 rileva piani di formazione dell'organico in questa direzione.
  • I servizi offerti in linea dalle città digitali vedono ai primi posti, nell'ordine ed esclusi i link ad altri siti, l'informativa su concorsi gare e appalti (88,1 per cento), sull'attività degli organi del governo locale (82,7), gli eventi (81,8), i servizi del tempo libero (81,8). Agli ultimo posti sono le informazioni sull'ente promotore del servizio (18,2) e sui prodotti offerti dal promotore del servizio (14,5) e l'acquisto on line di prodotti e servizi (6,3). I dati citati per ultimi più che confutare le previsioni di sviluppo del commercio elettronico, rilevano una situazione ascrivibile ad una fase di transizione e al ruolo prevalente che hanno oggi, nel fenomeno osservato, le Amministrazioni locali.

La stessa indagine rileva come il fenomeno delle città digitali, così come le conosciamo ora, sia giunto ad una svolta. O esaurire la propria spinta propulsiva o evolvere a reti aperte di governo e a ossatura di distretti virtuali. In quest'ultima accezione, la città digitale è vista e auspicata come infrastruttura funzionale all'esercizio dell'attività economica, in grado di rivitalizzare i vantaggi competitivi del nostro modello di sviluppo, fortemente localizzato e basato sulla piccola e media impresa. (M.S.)



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