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Piazze Telematiche - Torna all'home




GIORNALE dell'ASSOCIAZIONE
n.1 - Anno VI - Dicembre 2002



ALTRE EDIZIONI DEL GIORNALE

I contributi elencati di seguito sono stati pubblicati sul giornale dell'associazione n. 1 anno 5 che è stato stampato in un numero limitato di copie nel dicembre 2002

Dicembre 2002

Dicembre 2002






Sforzo sinergico per uno sviluppo compatibile
di Domenico Campana

La Societa' dell'Informazione che noi auspichiamo va di pari passo con un modello di sviluppo economico-sociale che pone al centro la soddisfazione dei bisogni dell'uomo sia materiali che immateriali. Tutto quanto si muove in direzione di questo obiettivo non può che trovare il nostro pieno, aperto e spassionato consenso anche in considerazione del fatto che operiamo nell'ambito dell'Associazione no-profit 'Piazze Telematiche' che ha come scopo principale proprio la realizzazione dello sviluppo sostenibile, ossia a misura d'uomo.
Il panorama che si presenta nella realta' nazionale non sembra tendere ad un quadro unitario né sembra essere funzionale ad un disegno sinergico che vada nella direzione di quel nuovo modello di sviluppo che la stessa Societa' dell'informazione a cui aspiriamo e tendiamo, dovrebbe comportare. Tutto ciò nonostante i grandi sforzi, peraltro in un contesto di difficolta' economiche, che i governi in questo ultimo decennio stanno facendo in direzione dello sviluppo delle tecnologie della comunicazione anche per ottemperare a direttive e norme comunitarie.
Il governo Berlusconi, ha dato 'corpo' a ministeri, come quelli dell'innovazione tecnologica e delle comunicazioni, dai quali sono venuti e continuano ad arrivare imput , di cui non si puo' non sottolineare la portata innovativa e riformatrice. Un esempio tra tutti e' il piano di e-government (http://www.pianoegov.it), ossia una Pubblica Amministrazione attraversata in lungo e in largo da una rete di interconnessione che dovrebbe rendere facile l'accesso ai propri servizi a TUTTI i cittadini.
Il condizionale e' d'obbligo dal momento che sulla strada intrapresa al massimo si riesce ad intravvedere un rinnovamento auto-referenziale dell'istituzione pubblica, non universalmente accessibile, tenuto conto delle 'distanze infrastruttutali' che ancora persistono tra il Nord ed il Sud del Paese;certamente funzionale ad uno status quo piu' efficiente, ma non sinergico e dunque efficace ad un modello di sviluppo di cui possono trarre giovamento tutti.
Non siamo malati di 'esterofilia' ma vogliamo indicare, come approccio positivo di progettualita' e-government quella adottata dal Comune di Leeds (http://www.leeds.gov.uk/listView.asp?style=0&mainSection=E%2DGovernment) , la capitale finanziaria dell'Inghilterra del Nord. Un modo veramente innovativo, nella direzione della Societa' dell'informazione e dello sviluppo sostenibile, di cambiare l'offerta dei servizi, focalizzandoli sui bisogni dei cittadini, promuovendo l'integrazione sociale, incoraggiando la rinascita economica e quindi l'occupazione. Un team dedicato, il Customer Services team, ha il compito di presidiare e gestire la strategia di innovazione di questo Comune che ha come punto cardine un approccio Customer Centric, basato sulla creazione e integrazione di diversi canali di accesso ai servizi.
E che dire della banda larga in fibra ottica? E' un'opportunita' vincente solo se accessibile a tutti e dunque sinergica al nuovo modello di sviluppo a dimensione umana auspicato.
Senza presunzione alcuna vogliamo indicare una strada percorribile (in queste stesse pagine il piano e' illustrato dal presidente dell'Associazione, Giuseppe Silvi) che attraverso la realizzazione di un'infrastruttura di TLC a larga banda in fibra ottica, porti sul territorio nazionale innovative infrastrutture per realizzare quel "servizio universale" di accesso alla Società dell'Informazione ormai irrinunciabile. E' un'ipotesi di lavoro che non trascura il patrimonio di esperienze sinora accumulato, che va anche incontro alle esigenze, piu' volte enunciate, ma ancora non pienamente soddisfatte, di vero federalismo; che va nella direzione giusta di orientare il sistema Paese al servizio di un nuovo modello di economia basato piu' sui servizi e meno sui prodotti.


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Fibra ottica e Piazze Telematiche contro il digital divide
di Giuseppe Silvi

La "larga banda" è sinonimo attualmente soprattutto di ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line ) che è una tecnologia per la comunicazione digitale ad alta velocità che utilizza le linee telefoniche con cavo in rame a doppino incrociato e con la quale si può arrivare a velocità massime di 2 Mb/s.

Quando con "larga banda" si fa riferimento alla fibra ottica, anziché al rame, si possono avere velocità di trasmissione ben più elevate viene garantita una velocità media di 10Mbps, e usufruire di programmi che consentono di effettuare ad esempio scambi di file e di altri documenti digitali con i software "peer to peer".

Come evidenziato anche in un articolo a firma Marco e Mario Centorrino sul Sole 24 Ore del 30 dicembre 2002 il Digital Divide tra Nord e Sud Italia è già una realtà, almeno per quanto riguarda l'accesso alla larga banda in fibra ottica. Infatti al momento al Sud resta solo l'ADSL in quanto la fibra ottica compare solo a Napoli.
Gli utenti del Sud Italia, utilizzando solo la larghezza di banda dell'ADSL, rischiano di perdere opportunità di mercato e di sviluppo legate alla fibra ottica accumulando tra l'altro svantaggi competitivi su vari fronti nel tempo difficilmente colmabili.
Un'alternativa alla fibra ottica per applicazioni avanzate può essere rappresentata da Internet via satellite che permette anche comunicazioni bidirezionali ad alta velocità, ma a costi molto elevati. In ogni caso Internet via satellite resta l'unica alternativa per chi non riceverà mai l'ADSL terrestre o la fibra ottica a casa propria.

Esistono in pratica zone d'Italia che accedono già a Internet veloce e con maggiori aperture verso il resto del Mondo, e altre zone che devono accontentarsi di un web lento ed intasato e che veicola con maggiore difficoltà i prodotti dell'industria culturale, scientifica, ecc.. Questo ragionamento sul digital divide non vale quindi solo per il Sud Italia, ma anche per tutte quelle zone del Centro e del Nord dove la fibra ottica ancora non arriva.

Circa 46 milioni di utenti in tutto il mondo a fine 2002 risulteranno essere collegati alla larga banda in fibra ottica. Un'élite in confronto alla stima di eTForecasts - http://www.etforecasts.com - di una popolazione in Rete per la fine del 2002 di 665 milioni, a conferma che il digital divide riferito all'accesso alla larga banda in fibra ottica è una questione che riguarda tutti i Paesi del Mondo e non solo l'Italia.

Anche se il monopolio di stato nelle TLC è ormai alle spalle in Italia dal 1997, rinasce all'orizzonte il rischio di un nuovo monopolio, ma di mercato e con conseguenze economiche e sociali imprevedibili.
La questione non è di poco conto non solo in Italia in questa fase di post-privatizzazione e alcune cifre a riguardo sono sicuramente più eloquenti di qualsiasi ulteriore considerazione:

  • in Europa circa 6 mila utenti alla settimana si staccano dalle Telecom tradizionali dando vita ad una lenta e graduale liberalizzazione nei vecchi e poveri mercati dei servizi tlc tradizionali (telefonia, gsm, ecc.) con una previsione di qualche decina d'anni per l'estinzione dei monopoli tradizionali in questi stessi mercati;

  • sempre in Europa circa 66 mila utenti alla settimana si attaccano all'ADSL delle Telecom ex-monopoliste dando vita alla rinascita e crescita del monopolio delle Telecom tradizionali nei nuovi e ricchi mercati della larga banda, soprattutto ADSL e dintorni.

Di fronte al rischio della rinascita del monopolio delle Telecom tradizionali nei nuovi e ricchi mercati della larga banda, sia essa ADSL via cavo in rame o in fibra ottica, occorre trovare secondo noi soluzioni che tengano conto dello scenario complessivo post-privatizzazione e del patrimonio di esperienze accumulato.

Tra le varie proposte è stata rilanciata recentemente dal presidente Morganti dell'Anfov (Lunedì di Repubblica del 26 novembre 2002) quella di separare la rete dai servizi facendo confluire la rete in una Società ad hoc costituita; tutti gli erogatori di servizi utilizzano la stessa infrastruttura pagando un affitto alla Società che gestisce la rete.

Questa soluzione o modello che si è dimostrato adeguato sia nel caso di infrastrutture autostradali sia di altre infrastrutture multiutilities (ferrovie, acqua, luce, gas, ecc), secondo noi non si addice al settore delle TLC, anzi è un modello estremamente pericoloso che non farà crescere la concorrenza e quindi il mercato dei servizi.
Infatti il "monopolista della rete", non avendo concorrenti su un modello di infrastruttura soggetta a continua e rapida obsolescenza, sarà portato ad investire il minimo possibile in innovazione e gli utilizzatori / affittuari della rete saranno alla mercé dell'unica Società di gestione della rete che adotterà misure di contenimento dei costi di gestione per massimizzarne i ricavi, e ciò a scapito di innovazione e sviluppo.

Peraltro nell'attuale scenario post-privatizzazione si è innescata una concorrenza sia nelle infrastrutture che nei servizi su tutto il territorio nazionale, che fa sì che i vari Operatori che forniscono servizi in larga banda (albacom - atlanet - fastweb - mclink - netsystem - telecom italia - tiscali - wind ) siano presenti solo lì dove c'è richiesta di mercato.

Inoltre gli incumbent come Telecom Italia, Deutsche Telekom e France Telecom operano con condizioni che riflettono ancora il privilegio della loro antica posizione dominante, imponendo pesanti tasse e spesso anche barriere tecniche che di fatto frenano i nuovi entranti sul mercato.

Inoltre tali Operatori, avendo fissato il ritorno dei propri investimenti (ROI)/pay back a due massimo tre anni, non investono più sul medio / lungo periodo, anche per la mancanza di piani nazionali per lo sviluppo di reti in larga banda in fibra ottica.

Né è pensabile che sia compito dello Stato realizzare tali reti in un momento in cui le infrastrutture public utilities sono tutte in via di definitiva privatizzazione.
Resta il fatto però che una rete nazionale a larga banda in fibra ottica sia un'esigenza imprescindibile per avviare quel ciclo virtuoso tra offerta di servizi e accesso / domanda e per creare una reale competitività tra i fornitori di servizi e di contenuti.

La nostra Associazione ritiene che si possa dare una risposta a questa esigenza favorendo la nascita di un contesto altamente concorrenziale che consenta non solo la valorizzazione dell'esperienza accumulata dai singoli operatori TLC nati dalla privatizzazione, ma anche di vincolare il "piano nazionale per la realizzazione di un'infrastruttura di TLC a larga banda in fibra ottica" alla riorganizzazione delle funzioni di tutto il territorio ai fini dello sviluppo integrato e sostenibile adottando come strumento urbanistico una rete di Piazze Telematiche che si configura come una rete di nuovi luoghi urbani di pubblica utilità, e quindi da considerare per la sua realizzazione come un'opera di urbanizzazione primaria, di rilevanza sociale e di interesse prioritario, che ha caratteristiche sì Locali, ma anche Globali quando si tratta di fare riferimento agli standard dei collegamenti in fibra ottica e a quelli dell'accesso ai servizi.
Essa dovrà consentire a tutti l'accesso alle "autostrade telematiche"e all'economia dei servizi, analogamente a quanto avviene tramite la rete autostradale che consente a tutti l'accesso al "servizio universale - autostrade di asfalto".

Questi in sintesi i punti essenziali della proposta Larga banda & Piazze Telematiche:

  • Le Regioni, coordinate da un Comitato Interministeriale (Ministero Ambiente, Beni Culturali, LL PP, Innovazione, Infrastrutture, Comunicazione, ecc.) dovranno dettare le regole necessarie affinché, tramite un bando di gara nazionale per l'assegnazione delle concessioni in esclusiva (dai 10 ai 30 anni), indirizzato a tutti gli Operatori già presenti e attivi sul mercato, sia possibile definire l'assegnazione in base alla potenzialità territoriale individuata tramite indagini ad hoc e dati e stime di settore.
    L'obiettivo sarà finalizzato all'individuazione e alla selezione delle variabili territoriali ritenute più importanti nella valutazione dei divari esistenti tra domanda potenziale e offerta di servizi TLC presente sul territorio quali:

  • Demografici e produttivi: informazioni riferite alla popolazione residente, distinta per classi d'età, titolo di studio, condizione socio-professionale e agli operatori economici segmentati per ramo di attività.

  • Economico-Finanziari: : indicatori che esprimono la capacità di spesa, valutata attraverso i livelli di reddito disponibile - segmentato per fasce di imponibile e di consumo medio, di ricchezza finanziaria e, per le imprese operanti, i livelli di investimento in essere quantificati attraverso la proxy del ricorso al credito bancario.

  • Comportamentali: segmentazione comportamentale.

  • Strutturali: dotazione di infrastrutture per aziende e privati.

Dall'analisi di questi dati si dovrà ricavare una Mappatura Territoriale che tenga conto di:

  • aree equipotenziali, espressione di una sintesi di tutti i dati (p.es. indice sintetico di somma pesata delle variabili)
  • aree di gravitazione
  • analisi del gap fra copertura esistente e copertura ottimale


Dalle mappe territoriali si passerà ad individuare dei modelli decisionali differenziati per le grandi aree metropolitane e per i piccoli Comuni, per la localizzazione di 20.000 Piazze Telematiche per l'accesso a servizi telematici in larga banda in fibra ottica, stabiliti in funzione di:

Il bando di gara dovrà nell'assegnazione della Concessione in esclusiva favorire integrazioni ed accorpamenti tra i maggiori Operatori di TLC concorrenti sia nazionali che esteri.
La certezza di disporre di un'area di mercato dimensionata per estensione e per numero di clienti (ripartizione in aree / regioni d'influenza) consentirà ai singoli concessionari in esclusiva di ottimizzare in prospettiva l'infrastruttura di trasporto con una conseguente minimizzazione dei costi del servizio.
Infine sarà opportuno affidare all'Authority TLC il controllo sui prezzi e sul rispetto delle clausole riguardanti il nuovo Regime di concessioni in esclusiva per favorire concorrenza e costi vantaggiosi in tutte le 20.000 Piazze Telematiche.

In pratica, il piano "Larga Banda & Piazze Telematiche" potrà affiancare i Piani Urbanistici, in modo da introdurre innovativi parametri di valutazione ai fini della composizione della "rendita catastale di terreni ed immobili", aprendo così nuove opportunità di crescita economica tramite incentivi e detassazioni per tutti quegli enti pubblici e privati che diventeranno partners pro-attivi contro il digital divide.

La soluzione sopra esposta a nostro avviso potrà generare aree di concorrenza tra i servizi a livello locale e globale, e concorrenza sulle infrastrutture per aree / zone di concessione in esclusiva.
I clienti sceglieranno di recarsi nei luoghi di "interconnessione" dove le infrastrutture saranno tecnologicamente più avanzate, favorendo la concorrenza tra i gestori delle reti / infrastrutture.

Comunque il beneficio maggiore che si avrà dalla rete "Larga Banda & Piazze Telematiche" è l'utilizzo dell'ITC al servizio dello sviluppo locale integrato e sostenibile, una priorità urgente e non rinviabile.

Nel Libro bianco della Commissione europea "Crescita, competitività, occupazione", le sfide e le vie da percorrere per entrare nel XXI secolo (il cosidetto Libro di Jacques Delors), già veniva evidenziata la necessità di avviare un "nuovo modello di sviluppo" in quanto quello "attuale sta portando ad una combinazione subottimale di due delle sue grandi risorse, e cioè lavoro e natura. Questo modello è caratterizzato da un utilizzo insufficiente delle risorse di manodopera a fronte di un utilizzo eccessivo delle risorse naturali e si risolve in un deterioramento della qualità della vita. E' necessario che la Comunità analizzi come promuovere la crescita economica in condizioni sostenibili, in un modo cioè che comporti una maggiore intensità occupazionale e una minore intensità di energia e un minor consumo di risorse naturali".

Riorientare e rigenerare le infrastrutture di sistema Paese, attualmente al servizio dell'economia industriale, verso infrastrutture di sistema paese al servizio di un nuovo modello di economia basato più sui servizi e meno sui prodotti, è estremamente complicato in un momento di grandi trasformazioni tecnologiche e di mercato in cui i sistemi sono aperti alla competitività globale sia nell'ambito dello stesso settore, sia tra settori industriali diversi.
Il settore dell'automobile è in competizione con quello delle moto e dei motorini, quest'ultimo con quello delle biciclette e così via.
Lo sviluppo di un settore, ad esempio di quello del telelavoro tramite leggi e nuove tecnologie, potrebbe causare il crollo di altri settori nell'industria dei trasporti, ma anche la competizione sfrenata può essere causa di effetti devastanti.
I blocchi del traffico, prolungati nel tempo per limitare i danni alla salute da inquinamento atmosferico, possono portare al crollo di interi settori industriali dell'auto e dell'indotto.
Anche nel settore delle TLC la concorrenza sfrenata può essere causa sia di inquinamento da spazzatura elettronica, sia di diseconomie di scala nella fornitura finale del servizio all'utente per la concorrenza tra i vari sistemi di trasporto (trasporto via satellite, sat-DSL, - .contro i sistemi terrestri via radio - wi.fi., umts, - e su rete fissa - xDSL, fibra ottica,.via rete elettrica - ecc..

In un contesto competitivo a livello globale, sia nell'ambito di uno stesso settore industriale o tra settori diversi, l'unica via da percorrere per realizzare l'economia dei servizi è quindi quella di trovare soluzioni innovative che tengano conto di tutti i fattori in gioco per assicuare lo sviluppo socio--economico nel rispettio dell'ambiente. E la sinergia "larga banda & Piazze telematiche" potrebbe essere una soluzione a portata di mano, soprattutto ora che il PPU di Napoli sta per entrare nella fase operativa ed essere preso a modello di riferimento per replicarlo su tutto il territorio nazionale per realizzare la rete di 8.100 Piazze Telematiche, una per ognuno dei Comuni italiani.

Ora che le Public Utilities sono sempre più in mano ai privati, forse va immaginato anche come indirizzare risorse pubbliche verso public utilities gestite da privati.
Occorrerà esplorare le possibilità finanziarie e normative, per gli enti locali, di farsi protagonisti e promotori di un modello di sviluppo di infrastrutture telematiche di pubblica utilità e di sistema paese con un approccio dal basso, dal locale al nazionale.
Si dovrà prendere spunto dal modello di coordinamento tra Istituzioni che a suo tempo consentì negli anni '60 - '70 di avviare la realizzazione della rete autostradale, che grazie ad ingenti investimenti, favorì il rapidissimo sviluppo della Società industriale, con l'apertura alla viabilità e agli scambi commerciali di intere zone prima isolate: oggi la rete autostradale è al servizio di tutta l'economia.
In pratica si tratta di attuare, a partire dalle esigenze dei Comuni, un coordinamento dal basso che, attraverso le Province e le Regioni, sia in grado di convogliare Fondi pubblici (europei, nazionali, regionali) sulla realizzazione dell'infrastruttura in larga banda in fibra ottica con un numero di almeno 20000 nodi / Piazze Telematiche.


RIEPILOGO PROPOSTE

Proposte per favorire lo sviluppo di Infrastrutture per l'accesso a pagamento a servizi in larga banda in fibra ottica, sia per i cittadini, sia per le imprese.

B.1) - Prevedere incentivi quali sgravi fiscali o contributi a fondo perduto per istituzioni, aziende e altri enti pubblici o privati che si rendano disponibili ad affittare alcune parti dei loro edifici (ad esempio il piano terreno e primi piani - in questi edifici la larga banda è molto spesso già presente) società private o consorzi di fornitori di servizi telematici a larga banda a pagamento fruibili da parte di tutti i cittadini e delle piccole e medie imprese (servizi di videoconferenza su grandi schermi, postazioni per il telelavoro, teleshopping, telebanking, telemedicina, ecc.).

B.2) - Prevedere incentivi e sgravi fiscali per tutte le pubbliche amministrazioni centrali e locali e i grandi gruppi industriali e finanziari che si dotino di infrastrutture telematiche tali che sia possibile per i dipendenti appartenenti a società dello stesso gruppo di scegliere di andare a lavorare in uno degli edifici più vicino alla loro casa. In uno stesso edificio ci saranno ad esempio 100 stanze riservate ad una delle aziende del gruppo, 40 riservate ad un'altra e così via.
I dipendenti appartenenti alla varie società del gruppo, tramite le intranet aziendali, potranno così svolgere il loro lavoro non lontano da casa, o comunque in un ufficio raggiungibile facilmente tramite i mezzi di trasporto pubblico, e nel contempo avere garantita la socialità. La firma digitale serve anche a validare gli atti compiuti a distanza.

B.3) - Prevedere incentivi o contributi a fondo perduto per tutti gli enti, pubblici o privati, che danno vita a Consorzi per l'integrazione delle infrastrutture di cui ai punti B.1 e B.2.

B.4) Rendere obbligatoria la nomina della figura del Mobility Manager in istituzioni, aziende e altri enti pubblici o privati con oltre 800 dipendenti e quindi sanzionabile in caso di inadempienza.
Il Decreto Ronchi sulla "Mobilità sostenibile nelle aree urbane", emanato il 27 Marzo 1998, propone che tutte le aziende e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per unità locale e le imprese con oltre 800 dipendenti complessivamente debbano identificare un "Mobility Manager" che metta a punto il "Piano degli Spostamenti sistematici Casa-Lavoro" dei dipendenti contribuendo così alla riduzione dell'utilizzo dell'auto privata.
Essendo però l'istituzione del Mobility Manager non obbligatoria, il risultato è che anche gruppi industriali con insediamenti che superano ampiamente i 300 o addirittura gli 800 dipendenti, non nominino il Mobility Manager.


C) Sviluppo di SERVIZI A VALORE AGGIUNTO o VAS (Value Added Services)

Incentivare la crescita di Servizi a Valore Aggiunto (o VAS) in qualsiasi contesto territoriale per migliorare la gestione di tutto il territorio nazionale (urbanizzato, aree industriali, zone turistiche, ecc.), delle risorse naturali e ottimizzare l'utilizzo delle reti tecnologiche (luce, acqua, gas, trasporti, ecc.) e in generale di tutti gli strumenti che lea moderna tecnologia mette a disposizione.

C.1 - emanare leggi che siano in grado di dare vita a innovativi "piani regolatori urbani" per lo sviluppo locale "integrato e sostenibile";

C.2- ricorrere, nella riorganizzazione fisica e funzionale del territorio, ad un più ampio ed esteso utilizzo degli strumenti al servizio della Qualità totale:
- serie ISO 9001 (http://www.uni.com/vision2000/iso_docs/transition_guide/home2.shtml), incentrati sulla soddisfazione del cittadino / utente;
- serie ISO 14001 (http://www.iso.ch/iso/en/iso9000-14000/index.html), incentrati sulla salvaguardia dell'ambiente;
- registro europeo EMAS (http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/lvb/l28022.htm), incentrati sulla eco-concertazione tra istituzioni, aziende e cittadini.
L'obiettivo finale è quello di coinvolgere (progettazione partecipata e condivisa) istituzioni, cittadini ed imprese nella riorganizzazione fisica e funzionale del loro territorio conseguendo il duplice obbiettivo della soddisfazione del "cittadino utente/cliente" con il minimo impatto ambientale.


Strumenti per favorire la domanda e quindi l'offerta di servizi che favoriscano un utilizzo mirato dell'ICT come "motore" dello sviluppo locale sostenibile (Società dell'Informazione & Sviluppo Sostenibile)

D.1 - Incentivi fiscali (riforma tributaria) per lo sviluppo di servizi a valore aggiunto ad hoc per i singoli territori locali (zone urbane, industriali, rurali, turistiche, ecc.). (NO all'eco-tassa che finisce per essere pagata dai consumatori; SI ad INCENTIVI che favoriscano lo sviluppo di VAS e di prodotti innovativi in uno scenario di massima competitività eliminando nel tempo il problema inquinamento - sviluppo economia dei servizi e dematerializzata, energie rinnovabili, ecc..).

D.2 - Incentivi alle persone fisiche per la rottamazione di vecchie auto e computer obsoleti, non per l'acquisto di una nuova auto o di un nuovo computer, ma piuttosto per l'acquisto di carte prepagate di servizi innovativi sia on-line (servizi della PA, servizi di e-commerce e logistica, servizi di telemedicina, ecc. resi disponibili nelle Piazze Telematiche), sia servizi tangibili e locali (noleggio teleautomobili, mini car, biciclette elettriche, macchine agricole, ecc..)

D.3 - Favorire l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione con la carta d'identità elettronica (CIE) e la carta nazionale dei servizi (CNS) e l'uso della firma digitale


Istanze e principi su cui si basa l'iniziativa rete di Piazze Telematiche

Riepilogo di "istanze e principi" su Sviluppo Sostenibile e Società dell'Informazione emersi a livello internazionale in convegni e programmi di ricerca e sviluppo:
Agenda 21 - Earth Summit di Rio (1992); Libro Bianco di Delors (1993); Rapporto Bangemann(1994); La Società dell'Informazione Globale - G7 (1994 - Napoli);
Programma ACT-VILL (1994-1995) della Direzione XII Scienza e Tecnologia dell'Unione Europea per la città del XXI secolo - Utopie urbane: nuovi strumenti per il rinascimento delle città europee, identificabili in tre scenari / obiettivi:
- Città Agorà: sviluppare nuovi concetti urbanistici globali che promuovano piani per una città centrata sull'uomo che mediante l'uso della tecnologia rendano possibile la coesione sociale, la cooperazione per il co-sviluppo umano, la coesistenza multi-culturale e multi-razziale;
- Città Glocale: creare le condizioni, con il ricorso alle opzioni tecnologiche, per controllare le pressioni che la globalizzazione dell'economia esercita sulle scelte per lo sviluppo della città e sulle prospettive future, con l'obiettivo di mantenere la diversità e valorizzare le risorse locali;
- Città Sostenibile: contribuire e sviluppare delle opzioni tecnologiche per essere in grado di gestire i sistemi urbani vicino alla saturazione.
Linee Guida per la Città del XXI secolo - Habitat II (Istanbul 1996), Joannesburg (2002) ecc..
Agenda 21 locale - http://www.minambiente.it/SVS/agenda21/agenda.htm
Registro europeo EMAS - http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/lvb/l28022.htm.


SITOGRAFIA

Applicazione dell'Agenda 21 locale
http://www.minambiente.it/SVS/agenda21/agenda.htm.

Registro europeo EMAS
http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/lvb/l28022.htm - e

Idealist
http://www.idealist.org/

European Information Society Website
http://europa.eu.int/information_society -

Development Gateway
http://www.developmentgateway.org

Glocal Forum
http://www.glocalforum.org

ELTIS
http://www.eltis.org

WBCSD Sustainable Mobility
http://www.wbcsd.org

MAKING PLACES - News and thoughts from Project for Public Spaces
http://www.pps.org/newsletter/Dec2002.htm
The Return of the Civic Square: From San Francisco to Vienna, squares are rebounding to become centers of civic life once more...

Agora Project
http://www.21stcenturyagora.org

Institute for 21st Century Agoras
http://www.globalagoras.org

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Nella Piazza Telematica di Scampia a Napoli si viaggia a 10 Megabit al secondo
di Paolo Eugenio Cresci

Il Comune di Napoli ha attivato, in vista dell'inaugurazione della Piazza Telematica di Scampia, tutte le procedure necessarie per disporre di collegamenti in larga banda ad Internet con una velocità di 10 Mb/s. La larga banda è un presupposto fondamentale per sviluppare tutte le grandi potenzialità insite nel Progetto Pilota Urbano (PPU) Piazza Telematica (già ratificato dall'UE - div. XVI - coesione sociale e sviluppo sostenibile) e per dimostrare i grandi benefici che le tecnologie ICT possono portare sul piano dello sviluppo sociale, economico e del territorio.

La larga banda, veicolata dall'infrastruttura in fibra ottica, permette di rendere disponibili per la Piazza Telematica di Scampia servizi integrati di telefonia fissa, applicazioni video, accesso veloce ad Internet, VPN (Virtual Private NetworK) e Video on Demand. In particolare la banda larga permette di disporre di servizi e soluzioni innovative altamente performanti su:

Internet
· Velocità di Accesso: 10 Mbps scalabile fino a 100 Mbps tramite router;
· Dimensione massima mail inviati/ricevuti pari a 10MB
· Hosting Advanced
· Possibilità di trasmettere eventi su internet (video streaming) in qualità Televisiva;
· Possibilità di VideoComunicare ad alta qualità (768kbps);
· Possibilità di implementare servizi di Telelavoro

Fonia
· Servizi di centralino su PABX con 15 linee passanti
· Modem integrato per teleassistenza

VideoComunicazione
· Videoconferenza (Conference Room)
· Comunicazione aperta con postazioni su rete ISDN (In ed Out)
· Comunicazione con postazioni su Internet (In ed Out) ;

Video Allarme
· Collegamento di videocamere da esterno e interno;
· Consultazione in tempo reale alle telecamere
· Registrazione delle ultime 24 ore, per 365gg/anno del filmato..
· Consultazione e Visualizzazione delle sequenze archiviate;

L'adozione di un sistema di video allarme legato alla sicurezza della Piazza Telematica è un obbligo che si impone in un luogo il cui valore deve ancora essere recepito dalla cittadinanza.

E' nostra convinzione che questo nuovo luogo che si apre al Mondo intero con collegamenti a 10 Mb/s troverà anche una modalità per aprirsi e proteggere la libertà di accesso a livello di quartiere, e ciò avverrà tramite i suoi frequentatori e gli abitanti tutti di Scampia.

Quando saranno percepite dai giovani e dai meno giovani le opportunità offerte dalla telematica, saranno questi stessi abitanti del quartiere a proteggere con la loro coesione sociale questo nuovo luogo, dando vita all'immaginario collettivo della Società dell'Informazione e della Comunicazione, a partire proprio da Scampia.

Sarebbe una contraddizione inammissibile avere INTERNET a 10 Mb/s con una finestra spalancata su tutto il Mondo, e avere invece localmente una Piazza Telematica blindata e chiusa.
Con questo vogliamo augurarci che i sistemi di video-allarme nel tempo non servano più, vogliamo augurarci che la Piazza di Scampia diventi, grazie ai servizi che offre, alle opportunità di lavoro e alle nuove attività che genera, un simbolo e un modello di un nuovo modo di concepire lo sviluppo sociale ed economico, incentrato su partecipazione e collaborazione.

La Piazza Telematica di Scampia potrà servire a segnare la rinascita della Piazza del quartiere, quella di tutti i giorni intorno alla quale si vive e si lavora utilizzando strumenti telematici all'avanguardia per più sapere, più conoscenze e più servizi per tutti. Una Piazza che va oltre la Piazza Virtuale televisiva e oltre anche le Piazze delle adunate oceaniche che possono durare al massimo un'ora o una giornata.

La Piazza di Scampia potrà diventare centro propulsore dello sviluppo di tutto il quartiere con un "riverbero" sulle attività economiche già presenti e catalizzatrice di nuove attività tutte da inventare e sviluppare, in stretta relazione ai servizi telematici qui fruibili, quali:

  • Servizi interattivi per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di alfabetizzazione telematica, di telelavoro, di prodotti e servizi multimediali;

  • Servizi di logistica ubicati in locali adiacenti alla Piazza per la consegna di prodotti ordinati tramite tele-shopping;

  • Servizi di logistica per la consegna in noleggio di bici elettriche, motorini, automobili, macchine edili e di ogni tipo prenotate presso la Piazza Telematica;

  • Servizi per il trasporto di persone e merci basati su flessibilità e a richiesta;

  • Sistemi info-telematici del Comune per pagare tasse, bolli o per richiedere certificazioni catastali, certificati anagrafici;

  • ecc..

Il principio di diffondere modalità efficienti e ben organizzate per il noleggio di qualsiasi veicolo, macchinario o servizio, permetterà da un lato di recuperare economie di scala e di competitività, dall'altro di favorire la crescita dell'economia dei servizi con lo sviluppo di nuovi lavori legati alla gestione del territorio e di tutte le risorse del quartiere, da quelle intellettuali e professionali, a quelle artigianali e del commercio, ecc..

La Piazza Telematica di Scampia (http://www.napoli.piazzetelematiche.it), prima in Europa, potrà diventare non solo un luogo di test e di messa a punto di applicazioni della PA (e-government, ecc.) accessibili tramite CIE o CNS, ma anche punto di riferimento per stagisti neolaureati o laureandi da orientare alle nuove professioni legate alla net economy, configurarsi come un nuovo luogo urbano simbolo della nuova frontiera della libertà di accedere al sapere, ai servizi e agli strumenti software da parte di tutti e tramite la larga banda in fibra ottica (10 Mb/s).

L'utilizzo massiccio di potenti strumenti telematici potrà avere positivi impatti e ricadute sull'assetto urbano, sulla vita sociale, sullo sviluppo economico, sulla sperimentazione e implementazione di:

  • interfacce hardware e software self-service per l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione,

  • sistemi di accesso, identificazione e validazione per l'utilizzo di servizi on-line,

  • servizi legati al piano e-government,

  • applicazioni basate sull'utilizzo di software "open source",

  • piattaforme e-learning per la formazione continua,

  • modelli gestionali di servizi Piazze Telematiche,

  • portali di pubblica utilità in termini di usabilità, accesso,

  • ecc.

Ai fini degli obiettivi del PPU e nell'ambito dei vari sistemi / servizi sopra ipotizzati, è nostra intenzione partecipare al sesto Programma Quadro (scadenza call ad aprile 2003) con un progetto per 1a società della conoscenza e dei connessi impatti sul piano sociale, economico ed ambientale.

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Leganet, tecnologia avanzata per gli Enti Locali
Intervista con l'amministratore delegato Alessandro Benzia

Da dove ha origine Leganet S.p.A. ?
L'origine di Leganet - http://www.leganet.net - poggia da un lato sulla storia e la tradizione di Lega delle Autonomie Locali - http://www.autonomielocali.it/ e dall'altro sulla collaborazione con aziende private dei settori più avanzati dell'Information Technology.
Legautonomie locali è un'associazione nazionale di Enti Locali che raccoglie 2.500 realtà, per una popolazione di circa 28.000.000 di abitanti. Gli Enti associati sono comuni, unione di comuni, province, regioni, comunità montane .
Legautonomie locali, la cui storia inizia nei primi anni del secolo scorso, è da sempre impegnata per la crescita democratica e civile del Paese attraverso un processo di rinnovamento istituzionale fondato sulla valorizzazione delle amministrazioni locali e regionali.
Le aziende private partner di Leganet operano secondo le proprie aree di eccellenza nei rispettivi settori:
- EliosHolding - http://www.eliosholding.it
- Bull - http://www.bull.it
- Urmet - http://www.urmet.it
Gli enti locali aggregano i contenuti, le aziende partner aggregano le tecnologie, la loro unione in Leganet fornisce servizi.
Questa collaborazione tra pubblico e privato, ci consente di supportare gli Enti locali nel loro processo di modernizzazione sia nel back office, sia nel front office per l'erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese.

Come pensate di sostenere questo processo di modernizzazione degli Enti locali ?
Dato per certo che le leggi, i documenti e le procedure vadano mantenuti, il nostro impegno è quello di consentire una maggiore efficienza nella loro consultazione, recupero, utilizzo.
Il compito di "scartabellare" tra le procedure elettroniche non deve essere un compito lasciato sulle spalle del cittadino o dell'impresa.
Ai cittadini e alle imprese che rivolgono una domanda, a supporto di un'esigenza ben precisa, deve essere fornita una risposta chiara, semplice, esauriente, con le sole informazioni davvero necessarie e fornite velocemente tramite diversi strumenti di comunicazione e di accesso (multicanalità), autenticando con la firma digitale sia il richiedente che la fonte dell'informazione. La multicanalità in tale contesto diviene uno dei maggiori elementi a supporto del superamento del digital divide. Sappiamo per certo che non tutti sanno usare un PC, moltissimi non lo possiedono, ma tutti sanno utilizzare un telefono. Molti hanno telefoni di ultima generazione, altri si accontentano del vecchio telefono analogico.
La multicanalità è l'elemento fondamentale per il raggiungimento potenziale di tutti i cittadini.

Ma basta avere strumenti multicanale per erogare servizi efficienti a tutti, a cittadini e imprese ?
La risposta in prima battuta è "un no".
Ad esempio, sappiamo che gli Sportelli Unici per le Attività Produttive - SUAP più evoluti forniscono già alcuni tipi di transazioni on-line (una piccolissima percentuale rispetto al totale delle transazioni possibili) ed hanno già nei loro futuri piani stabilito di inserire lo strumento della firma digitale come elemento di autenticazione del richiedente, superando il problema della gestione cartacea della pratica.
A questo punto dobbiamo porci alcune domande su queste transazioni on-line dei SUAP:

  • i dati del richiedente sono automaticamente verificati all'interno dei diversi sistemi comunali ?

  • il pagamento degli eventuali oneri, quali tasse o bolli, è gestito in automatico, e se no lo è, come viene gestito ?

  • la pratica viene inviata automaticamente dal Comune a tutti gli enti necessari per la sua validazione ?

A queste domande possiamo rispondere tranquillamente con un no, e non tanto per un problema di tecnologia,
quanto per uno scollamento architetturale e funzionale tra processi, strutture organizzative e soluzioni realizzate, non essendoci una completa interoperabilità tra tutte le funzioni e le componenti che concorrono all'erogazione completa del servizio,ovvero all'espletamento della pratica. E lo SUAP è solo l'esempio più immediato e conosciuto.
Le criticità reali, con le quali sicuramente bisognerà scontrarsi, sono pertanto non tecnologiche, ma bensì in gran parte di tipo culturale.

E quali sono queste criticità ?
Ne elenco alcune facilmente individuabili in:

  • crisi di rigetto degli strumenti tecnologici sia da parte di chi opera nella PA sia da parte del cittadino;

  • rifiuto psicologico di utilizzare gli strumenti hardware e software legato a fattori quali l'età avanzata, il livello basso di istruzione, l'impossibilità di accedere facilmente ai servizi on-line per collegamenti poco veloci o addirittura non disponibili, il dover navigare in siti web poco "usabili" con pagine statiche o servizi poco comprensibili, ecc.;

  • modelli di formazione per i dipendenti della PA inadeguati e poco focalizzati su esigenze reali, con la conseguenza immediata che chi lavora nella PA a sua volta non ha competenze sufficienti che lo mettano in grado di informare correttamente i cittadini, e così via in una spirale che aumenta le criticità del rapporto tra istituzioni e cittadini, tra istituzioni e imprese.

Non resta quindi che abbattere in primis le barriere culturali e tutti i fattori di inibizione psicologica, e successivamente rendere gli strumenti tecnologici facilmente accessibili ed usabili da parte di tutti i cittadini che indistintamente devono poter usufruire dei servizi e devono poter interagire formulando domande e "pretendendo" risposte.
Diviene così importante seguire il cittadino ed avere il suo feedback continuo sulla qualità dei servizi che vengono offerti, per migliorarne sempre più il gradimento e l'efficacia.

Come pensa Leganet di poter supportare la PA in questi processi di cambiamento culturale ?
Non tutti gli enti locali possono affrontare i processi di cambiamento culturale con le proprie forze.
Le azioni di informatizzazione effettuate sono state soprattutto verso l'aumento dell'efficienza, senza integrazioni particolari tra amministrazioni.
A nostro avviso solo l'aggregazione può migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi della PA e consentire la modernizzazione dell'amministrazione nel suo complesso.
Occorre aggregare per creare sinergie, per ridurre i costi, per accelerare l'innovazione; perché l'aggregazione migliora efficienza e efficacia.
Ci siamo messi nei panni del cittadini e delle imprese per capire il loro punto di vista ed i loro bisogni reali, ma ci siamo anche posti il problema del comune di piccole dimensioni che non è in grado da solo di affrontare la sfida del cambiamento nell'introdurre innovativi servizi quali ad esempio l'e-learning per la formazione continua sia dei cittadini che dei propri dipententi, l'e-procurement, la monetica o lo Sportello Unico per le Attività Produttive - SUAP, ecc..
Solo operando in questo modo le amministrazioni locali assumono, nel modello decentrato, un importante ruolo di front-end verso il cittadino, mentre le amministrazioni centrali offriranno soprattutto la gestione dei dati centrali e la coordinazione della cooperazione, effettuando anche il ruolo di back-end.
Da un'indagine Censis del 2000 emergono alcuni dati interessanti sulle esigenze ed i desiderata espressi dai cittadini delle fasce di età comprese essenzialmente tra i 20 ed i 50 anni e su un campione significativo di comuni italiani.
Emerge che i cittadini vogliono informazioni ma anche servizi interattivi. Le differenze si manifestano diverse a seconda della dimensione del Comune, dove si sottolinea come l'esigenza di reale partecipazione alle attività comunali sia particolarmente sentita nei comuni di minori dimensioni, ovvero laddove la comunità voglia aggregarsi anche in modo virtuale.
Concludiamo sostenendo che la sfida del cambiamento e della modernizzazione della PA si gioca su due livelli essenziali:
1 - La PA non può più e non deve ragionare secondo l'operatività e la modalità tradizionale, non deve più essere solo reattiva ma proattiva; non solo deve seguire i ritmi dello sviluppo, già di per sé impetuoso e all'insegna della continua innovazione, ma dare risposte veloci alle singole richieste;
2 - La PA deve essere protagonista e anticipare le esigenze che potrebbero emergere. Le amministrazioni locali possono, a questo punto essere il volano dell'innovazione.

Tra il piano del DIT per l'e-governement e la mission di Leganet, quali sono gli aspetti in comune ?
La mission di Leganet, come abbiamo accennato all'inizio di questa intervista, si basa fortemente sulla storia, i valori e la tradizione di Lega delle Autonomie Locali - http://www.autonomielocali.it/. Gli aspetti positivi che ci vedono in sintonia con il piano e-government del Dipartimento Innovazione Tecnologica possono essere riassunti nei seguenti:

  • La visione di un'Amministrazione che faccia del servizio al cittadino ed alle imprese il punto focale della propria azione; che possa costituire, in altri termini, un motore fondamentale per lo sviluppo dell'intero paese;

  • La visione di una Pubblica Amministrazione federata, ma resa unitaria dalla capacità connettiva della rete e dei servizi su di essa esposti; l'e-government, in questa visione, diventa il passaggio necessario per un federalismo reale, che sappia coniugare le esigenze di massima vicinanza al cittadino con le esigenze di unitarietà, omogeneità ed efficacia di controllo a livello nazionale;

  • La necessità che le Amministrazioni locali rappresentino il punto primario e naturale di erogazione dei servizi, e che le Amministrazioni centrali costituiscano il back-office degli erogatori dei servizi; in questo ambito le REGIONI possono e debbono rivestire un ruolo di cerniera e trasmissione sul territorio delle strategie nazionali;

  • L'esigenza di interconnettere, in maniera organica ma paritaria, le reti pubbliche sinora realizzate e stimolare la realizzazione di quelle mancanti;

  • La scelta tecnologica dei servizi IP come base della interconnessione.
    Di fatto è necessario affrontare lo sviluppo del piano e-gov dal punto di vista dell'utilizzo di tecnologie ICT, e nello specifico:

  • di informatizzazione per l'aumento dell'efficienza operativa

  • di informatizzazione per l'erogazione dei servizi a cittadini/imprese, e di conseguenza di metodi e strumenti per integrare i servizi di amministrazioni diverse

  • di diffondere lo strumento informatico/telematico quanto più possibile agli utilizzatori finali (cittadini) per consentire l'accesso ai servizi ed alle informazioni.

Leganet nella propria mission aziendale si propone di porre il massimo dell'attenzione sull'impatto nella visibilità diretta sugli utenti finali e vuole coinvolgere tutte le amministrazioni ed istituzioni del Paese, per realizzare un programma di informatizzazione integrata della PA in cui tutte le amministrazioni centrali e locali cooperino tra loro.
In questa prima fase di avvio Leganet vede in prima battuta il coinvolgimento delle amministrazioni locali, non escludendo che il ruolo di interazione verso il sistema paese possa essere implementato anche da nuove entità pubblico-private nate allo scopo di fornire servizi di "sportello" mettendo il Cliente INTERATTORE al centro (Customer Relationship Management) del processo del cambiamento, per far evolvere il sistema da una "CATENA DEL POTERE" (Stato > Regioni > Province > Comuni > "forse cittadini" ) verso una "CATENA DEL VALORE" mettendo i cittadini (intesi come singoli o imprese) al centro del processo di scambio Cittadini <=> PA.

Quali sono i servizi che Leganet offre, in particolare ai piccoli Comuni ?
Come abbiamo sottolineato sempre all'inizio di questa intervista, va dato per certo che le leggi, i documenti e le procedure vadano mantenuti, il nostro impegno è quello di consentire una maggiore efficienza nella loro consultazione, recupero, utilizzo.
Tra i servizi da noi offerti rientrano quelli che affrontano una serie di aspetti che richiedono urgenti interventi riorganizzativi da parte dei piccoli Comuni e precisamente:
- Informatizzazione protocollo
- Integrazione tra protocollo e archivio
- Certificazioni elettroniche
- Semplificazione procedure
- Trasparenza attività amministrativa
- Difensore civico
- Istituzione Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)
- Istituzione Sportello Unico Attività Produttive
Quasi tutti gli aspetti sopra elencati hanno forti impatti sul piano e-gov, tra quelli di impatto maggiore nelle relazioni tra PA e cittadini/imprese rientrano sicuramente URP, SUAP, Firma Digitale, Certificazioni elettroniche.
Prendiamo ad esempio il SUAP.
Un'indagine sui SUAP esistenti e su quelli in realizzazione evidenzia che quelli che ci sono (meno del 30% dei comuni italiani) sono mediamente incompleti, incomprensibili e i più si limitano all'elencazione degli endo-procedimenti ed alla loro presentazione on-line. Ma una piccola impresa (agricola, artigianale,..) trova ancora difficoltà a capire esattamente quale endo-procedimento la riguardi e , nell'ambito dell'endo-procedimento stesso, quali articoli siano ad essa applicabili.
Ancora una volta l'impresa dovrà rivolgersi di persona al consulente del Comune. La presupposta efficienza del fornire i procedimenti on-line si tramuta ancora una volta in inefficienza e lungaggini burocratiche.


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Formazione e accesso agli strument Open Source
di Paolo Pantani

Formazione e Comunicazione

Uno degli argomenti più trattati dai media, e dai politici in quest'ultimo periodo è quello della formazione. Di formazione ne parlano le aziende che si pongono il problema di come formare il personale neo assunto, e come riqualificare quello già inserito nell'organico; la scuola dal canto suo è alle prese con la sua più travagliata rifoma dal dopoguerra a questa parte, e la questione sta assumendo giorno dopo giorno dimensioni sempre più rilevanti; non da ultima l'Università Italiana ha recentemente rivoluzionato i suoi ordinamenti rendendoli allineati ai più aggiornati modelli Europei. La società, si sta ponendo, quindi il problema di trovare dei nuovi modelli, dei nuovi canali, e delle nuove formule per far passare concetti ed idee che forse sono anacronistiche. Soltanto alcuni, si sono resi conto che il vero problema della formazione è duplice: da un lato bisogna rimodernare i contenuti informativi, e dall'altro trovare dei nuovi modelli. Il secondo obiettivo è funzionale al primo.

"Gli uomini in universale giudicano più agli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei."
Con questa frase, Nicolò Machiavelli poneva in evidenza alla società di circa cinquecento anni orsono una grossa carenza dei suoi interlocutori: quello di non saper vedere oltre le apparenze. Oggi, a mio avviso, accade più facilmente che persone, organizzazioni, o gli stessi paesi, producano idee, movimenti, imprese buone ed accettabili, se non eccelse, e che questi loro prodotti non siano riconosciuti da nessuno, perché sono stati presentati male. "Essere senza parere" non conviene proprio. In generale, quindi, oltre a fare il meglio che possiamo, dobbiamo anche imparare a comunicare i nostri piani, punti di vista, visioni del mondo, nel modo migliore possibile.

La mia tesi è quindi: "Solo chi sa cosa, e come comunicare ottiene il raggiungimento dei suoi obiettivi". Il problema della comunicazione è, infatti, un problema rilevante nella formazione. Ben inteso, la visione che sto proponendo non è solo un fatto squisitamente professionale come potrebbe essere interpretato da molti, ma un vero e proprio rinnovamento dell'individuo. Un rinnovamento che potrà anche avere come suoi frutti il successo economico, politico, imprenditoriale, commerciale, ma dovrà anche avere una ricaduta sociale rilevante nei sui suoi rapporti umani con amici familiari, partners. In sostanza, il raggiungimento di una buona comunicazione avrebbe, a mio avviso, effetti moltiplicativi e ne trarrebbero vantaggio ogni sorta di gruppi umani: le famiglie, i gruppi di lavoro - l'intera società.

Innanzi tutto è importante riflettere che la comunicazione, per sua natura deve essere bi-direzionale. Due soggetti, che si scambiano informazioni, non stanno realmente comunicando se questo scambio avviene a senso unico. Se, quindi per comunicare scrivo, disegno, o ideo film sto realizzando una parte della comunicazione, che potremmo definire in uscita, da noi verso il mondo esterno.

Per realizzare, però la comunicazione nella sua interezza si deve anche ricevere delle informazioni imparando, se è il caso, ad accettare questi messaggi esterni. Alcuni di questi messaggi sono generati da altri esseri umani con parole e immagini in maniera esplicita, altri sono generati implicitamente, o come sì suol dire in maniera non verbale. Perciò col termine "comunicare" intenderò anche quella capacità che l'individuo deve avere di elaborare segnali, parole, numeri.immagini e i significati che essi sottendono.

Gli oggetti della comunicazione di cui parlo sono stati chiamati memi da Ríchard Dawkins (Il gene egoista, Bologna, ed. Zanichelli). I memi funzionano nelle menti umane e nei rapporti scritti (e/o comunque registrati) in modo simile a quello dei geni in biologia. Si replicano, si diffondono e si modificano mentre sono trasmessi. I memi sono: idee, concetti, teorie, motivi musicali, frasi fatte, mode, ma anche modi di fabbricare vasi o arcate, teorie matematiche, visioni del mondo, convinzioni, credenze e fedi che aderiscono o no alla realtà.

Questo di meme è un concetto utile. Dawkins lo ha ideato in chiave evoluzionistica: i memi competono gli uni con gli altri per trovare spazio nelle menti umane, negli scaffali delle librerie, nei palinsesti delle radio e tv, nello spazio dei cartelloni pubblicitari. Poi sopravvivono e prosperano i memi più forti, più resistenti ossia quelli più adatti.

E' necessario, quindi, spiegare come trattare i memi nei modi più efficaci, con particolare riferimento a quei memi che sono scelti e promossi dalla funzione pubblica per favorire, investendo risorse, l'innovazione tecnologica e istituzionale, lo sviluppo economico e la difesa civica, "public choise", e razionalizzazione della spesa pubblica. Un esempio chiarificatore: ricordate il memo di una grande "blue chip" d'Informatica durante "il pensiero unico della globalizzazione "? "Are you ready?", " Siete pronti?". Si rivolgeva a tutti i popoli della Terra, simboleggiati però dalle facce più arcaiche e più povere.
Dopo gli eventi tragici No Global di Genova, e l'11 settembre lo slogan è stato ritirato.

Mestieri e professioni contengono sempre più innovazione tecnologica

La gente cambia mestiere a milioni. Nei paesi industrializzati questo fenomeno è massiccio. Nei paesi meno avanzati sta iniziando con fatica. Negli Stati uniti quasi tutti gli agricoltori destinati a cambiare mestiere lo hanno cambiato. Quelli rimasti sono solo il 2% della forza lavoro. E anche in Italia è in atto la stessa tendenza alla diminuzione degli addetti in agricoltura - http://www.censimenti.it/html/index.asp - http://agricoltura.censimenti.it/.

Chi passa ad un mestiere nuovo, tratta meno oggetti materiali e usa meno arnesi con cui agire direttamente sulla terra, sul legno, sul ferro, sulla plastica. Impiega sempre più innovazione di quanto ne usava nel mestiere precedente e guadagna di più.

I lavoratori passano sempre più numerosi dall'agricoltura e dall'industria ai servizi, alla comunicazione e all'elaborazione d'innovazione consapevole.

Perché le cose vanno così? Per la ragione fondamentale che l'innovazione tecnologica serve a migliorare ogni situazione concreta.

E dunque, lavorando sempre più sulla innovazione tecnologica che stiamo diventando più colti, più abili e più ricchi.
La comunicazione ci aiuta a trasformare le idee in realtà

Ciascuno di noi vorrebbe far succedere certe cose secondo preferenze in parte ambiziose. Ci conviene che siano a lungo termine e che siano costruttive. Ma, perché si realizzino, non basta aver capito la situazione. Non basta aver fissati gli obiettivi. Dobbiamo eliminare ostacoli e vincoli che si incontrano sempre lungo la strada. Molti di questi sono costituiti da pre-concetti, pregiudizi, abitudini. Potremmo tentare di evitarli con la forza o con l'inganno.

E' meno arduo (e anche più onesto) superarli mediante comunicazioni ben congegnate e dirette a tutti quelli da cui dipende il nostro successo.

Il punto di vista che ho appena esposto può apparire ingenuo.

Qualcuno obietterà che il successo economico, politico, imprenditoriale, commerciale, professionale, si raggiunge in tutt'altro modo.

Ci vogliono i contatti giusti. Bisogna creare una struttura per distribuire porzioni del vantaggio finale a tutti quelli che possono contribuire ad assicurarlo. Registriamo successi più rapidi e consistenti se paghiamo somme illegali proprio a coloro che dovrebbero controllare la correttezza delle operazioni che conduciamo.

Purtroppo in molti casi le cose vanno proprio così. Molti affari molte carriere sono basate su compromessi, clientelismi, corruzioni. E' importante, però, assorbire informazioni sull'andamento di mene, congiure e intrallazzi utili per il fine di combatterli. Il problema è sempre quello di assorbire i memi giusti.

Comunicazione e accesso per tutti agli strumenti software

Oggigiorno si sente sempre più parlare di Open Source, e della sua massima espressione: Linux. L'evoluzione di questa filosofia, e poi del Sistema Operativo Linux, è proprio legata alla comunicazione. L'innovazione che Linux ha portato all'interno della comunità scientifica è talmente palese che sarebbe probabilmente pleonastico fare ulteriori commenti; basti soltanto ricordare che Linux si è sviluppato principalmente in ambienti accademici. La cosa che rimane, però, solitamente nell'ombra è il ruolo della comunicazione nella realizzazione del progetto.
???
A distanza di vent'anni, comunque, nonostante gli sforzi fatti dai suoi ideatori Linux è ancora accolto, a torto, come un sistema operativo incompleto soltanto perché non esiste nessun marchio a garantirlo. Ancora tanta è la diffidenza nei confronti di questo vero concentrato di innovazione, e ancora tanta disinformazione viene fatta sulla Filosofia Open Source in genere.

Nonostante ciò, c'è da registrare con soddisfazione che anche in Campania c'è chi si sforza di abbattere questa diffidenza portando avanti corsi di formazione proprio sul sistema operativo Linux, come ad esempio la Server Side (http://www.serverside.it - info@serverside.it) che di recente ha manifestato grande interesse al progetto PIAZZE TELEMATICHE ed ha già pianificato per gennaio un corso di formazione proprio sul sistema operativo Linux presso la Mediatec di Giugliano.

Le dimensioni della battaglia comunicativa che si è sviluppata intorno a Linux è stata evidente fin dagli inizi. Un finlandese di nome Linus Torvalds, scriveva da tempo su un newsgroup dedicato al Minix, vecchio sistema operativo ideato alla fine del 1980 per scopi didattici dal prof. Andrew S. Tanenbaum. Ad un certo punto del suo percorso formativo, Linus decise di trasferire il suo studio dei microprocessori i386 su Minix, con l'idea di realizzare qualcosa di simile a Minix, anzi, qualcosa di migliore (a better Minix than Minix), cominciando da quel sistema operativo, per poi staccarsene completamente.

Dopo molto lavoro, e inimicandosi anche allo stesso Tanenbaum, Linus Torvalds riuscì ad arrivare a un sistema minimo e soprattutto autonomo da Minix. Il 5 ottobre 1991 inviò il messaggio seguente su comp.os.minix.

"Do you pine for the nice days of Minix-1.1, when men were men and wrote their own device drivers? Are you without a nice project and just dying to cut your teeth on a OS you can try to modify for your needs? Are you finding it frustrating when everything works on Minix? No more all-nighters to get a nifty program working? Then this post might be just for you.
As I mentioned a month ago, I'm working on a free version of a Minix-lookalike for AT-386 computers. It has finally reached the stage where it's even usable (though may not be depending on what you want), and I am willing to put out the sources for wider distribution. It is just version 0.02...but I've successfully run bash, gcc, gnu-make, gnu-sed, compress, etc. under it."

Lo scopo del messaggio era quello di reclutare programmatori interessati al progetto. E' da sottolineare, per comprendere la portata dell'evento che l'intero lavoro non era retribuito. Tutti coloro che vi partecipavano, quindi, oltre a lavorare, dovevano anche sobbarcarsi l'onere di coprire spese che bisognava affrontare. Inutile dire, che nonostante queste condizioni svantaggiose, da allora l'intero sviluppo del sistema operativo ha avuto un'impennata.

Linus era riuscito con quel suo post a catturare l'attenzione dell'intera comunità scientifica, a dare loro uno scopo, a scuoterli nell'animo e a rivitalizzarli. In realtà quello era solo il principio. La cosa strabiliante è che al progetto aderirono anche una serie di persone che non possedevano alcuna conoscenza tecnica, e che non avevano nemmeno intenzione di acquisirla.

Una volta avuta la adesione di un gran numero di programmatori e non solo, Linus, aveva ora il problema di coordinarli in maniera proficua. L'intuizione che ebbe fu che ogni persona che partecipava al progetto doveva avere un suo ruolo, perfino coloro che non avevano competenze tecnica dovevano essere utilizzati per il progetto stesso. A questa persone fu demandato il compito di testare le varie realese del software che quotidianamente venivano rilasciate.

Era cruciale per la buona riuscita del progetto che tutti i partecipanti comunicassero non solo con Linus aggiornandolo quotidianamente di ciò che stava accadendo, ma anche e soprattutto fra di loro, in maniera completamente autonoma.

Stava nascendo pian piano quello che poi Eric S. Raymond a circa vent'anni di distanza (The Cathedral & The Bazar, Eric S. Raymond, Ed. O'Reilly, Paperback Edition February 2001) chiamerà il bazar: un luogo molto poco formale caratterizzato sostanzialmente da un chiacchiericcio di sottofondo capace comunque di produrre dei risultati sorprendenti; così viene descritto nel libro il modello di sviluppo che Linus stava usando per portare avanti il progetto Linux. In contrapposizione a questo metodo di produrre software vi è quello delle più note software house, che lui chiama il modello della cattedrale. La cattedrale, per sua definizione è una struttura sontuosa, dove vige il massimo silenzio.

Comunicazione e Innovazione

I ragionamenti che faccio sulla comunicazione e sulla innovazione, comunque, non dipendono direttamente dai contenuti e dai valori. La teoria della informazioni studia quale sia il massimo contenuto informativo dei messaggi codificati in un certo modo e di una certa lunghezza.

In sostanza, racconterò come possiamo vestire le nostre opinioni, in questo caso il nostro progetto Piazze Telematiche e la scelta pubblica di rafforzare la cultura civica informatica, riducendo il "digital divide", in modo che siano accettabili, comprese e che arrivino lontano a sortire gli effetti che intendiamo.

Per la comunicazione, come in tutti i campi, esistono buone e cattive pratiche. Ho cercato di distinguerle e di dare retta alle prime.
Fra i buoni maestri cito Rudolph Flesh, inventore della formula per scrivere leggibilmente; Kipling, per imparare a togliere le parole inutili; Pareto per il rigore infiammato.

A proposito di Herbert Pareto è molto utile la critica al plusvalore di Marx. La definizione del valore d'uso del valore di scambio è stata assai pertinente per chi ha potuto sperimentare sul campo l'applicazione di alcune tecniche acquisite alla comunicazione del nostro Progetto Pilota Urbano Piazze Telematiche.

Le prime cose che ho scritto professionalmente erano rapporti tecnici e poi progetti che proponevo di realizzare: alcuni di questi non erano mai esistiti prima e cercavo di indurre i destinatari a adottarli, così sarebbero stati i prodotti dell'amministrazione per cui lavoravo.
Ho imparato a comunicare con articoli di giornale, disegnando schizzi e diagrammi. Ho parlato a congressi internazionali, a scolaresche, a pubblici più vasti di tele-spettatori.

E perché vengo a raccontarVi queste cose? In parte, sono motivato dalla comune tendenza di raccontare cose viste e capite a chi le voglia ascoltare. Soprattutto sono animato dalla speranza di dare un contributo a riformare la società in modo che si comunichi di più e meglio.
Sarà una società più efficace, più libera e, come dicevo, più ricca, in cui i concetti costruttivi non si perdono in sabbie aride, ma proliferano e si arricchiscono. Sarà una società che riprende la tradizione della agorà della megali-hellàs - la piazza in cui discutevano filosofi e geometri, fisici e politici, in cui si crearono gran parte delle radici della nostra civiltà occidentale.
Ad esempio, il primo alfabeto, fu l'Alfabeto Cumano, le famose ventuno lettere che sono alla base dell'Alfabeto Latino e, quindi, il sistema operativo di base della cultura occidentale. ( Pensate il valore di una eventuale postuma licenza d'uso altro che Bill Gates ).
Non soltanto, la prima colonia greca di Cuma inventò la prima forma di urbanistica: il cardine, il decumano, l'agorà, l'acropoli ecc. e la prima moneta.
Possiamo fare di più e meglio: la tecnologia moderna ci offre belle occasioni di costruire una piazza più efficace, più intelligente, più formativa, più apertain definitiva più ricca di comunicazione.

La Formazione

Intendo affrontare una questione generale: la definizione reciproca della natura dell'uomo e della natura delle istituzioni moderne, che caratterizza la nostra visione del mondo e il nostro linguaggio.
Per fare questo, ho scelto come paradigma la scuola e non mi occupo quindi, se non indirettamente degli altri organismi burocratici della corporate state: la famiglia consumistica, il partito, l'esercito, la chiesa, i media.

Dall'analisi dei programmi scolastici, in ogni modo, dovrebbe risultare con chiarezza che, come l'istruzione pubblica trarrebbe giovamento dalla descolarizzazione della società, così un processo analogo gioverebbe alla vita familiare alla politica, alla civicrazia, alla fede e alle comunicazioni.

Allargando la nostra analisi - che si concentra sulla scuola presa come paradigma d'una situazione più generale - applichiamo lo stesso ragionamento e la stessa ragnatela di valori ad altre istituzioni-servizi (la medicina, l'informazione, le comunicazioni, la giustizia, ecc.) e costatiamo che l'evoluzione della società tende a spogliare l'individuo delle sue capacità creative e a trasformarlo in un assistito preso a carico per tutti i suoi bisogni essenziali di servizi sempre più fatalmente burocratizzati: servizi che, nello stesso momento in cui pretendono di soddisfare una domanda creano una domanda maggiore e accentuano lo stato di dipendenza dell'individuo.

La scuola insegna a confondere processo e sostanza. Una volta confusi questi due momenti acquista validità una nuova logica: quanto maggiore è l'applicazione, tanto migliori sono i risultati; in altre parole l'escalation porta al successo. In questo modo sì "scolarizza" l'allievo a confondere insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e competenze, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Sì "scolarizza" la sua immagine ad accettare il servizio al posto del valore.

Le cure mediche sono scambiate per protezione della salute, le attività assistenziali per miglioramento della vita comunitaria, la protezione della polizia per sicurezza personale, l'equilibrio militare per sicurezza nazionale, la corsa al successo per lavoro produttivo. Salute, apprendimento, dignità, indipendenza e creatività si identificano, o quasi, con l'istituzione che si dicono al servizio di questi fini e si fa credere che per migliorare la salute, l'apprendimento, ecc., sia sufficiente stanziare somme maggiori per la gestione degli ospedali, delle scuole, e degli altri enti in questione.

L'istituzionalizzazione dei valori conduce inevitabilmente all'inquinamento fisico, alla polarizzazione sociale e all'impotenza psicologica. Questa situazione è incompatibile con un'autentica società democratica.

Il Progetto Pilota Urbano della Piazza Telematica nasce anche come un progetto di "descolarizzazione" per dare delle risposte e delle soluzioni alle problematiche sopra evidenziate.
Ciò non significa, soltanto e semplicemente abolire la scuola o piuttosto la sanità, ma "descolarizzare" la cultura e il funzionamento burocratico della società. Per arrestare la tendenza alla spersonalizzazione, in un collettivo anonimo o in un "mondo nuovo" huxleyano, occorre "capovolgere le istituzioni", riacquistare il controllo degli strumenti che l'uomo s'era illuso di creare per la propria orgogliosa affermazione e nei quali è rimasto invece intrappolato.

In questo modo si possono ritrovare i nostri valori di "civicrazia", e quindi passare dalla "descolarizzare" a quella dell'ethos della società europea.

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Piazze Telematiche e il Free software
di Tonino Palumbo

Premessa:
Open source letteralmente significa "sorgente aperto", si sottintende la parola "codice" che è l'elenco di tutte le istruzioni, costituenti un programma, scritte in uno dei linguaggi di programmazione per computer; aperto significa reso pubblico, cioè messo a disposizione di tutti.

Nella logica del software di proprietà, il codice sorgente è protetto, non pubblico e la software house proprietaria si limita a distribuire la versione eseguibile che è modificabile solo con grandi difficoltà.
Spesso la software house proprietaria concede in uso il software solo dopo che l'utilizzatore ha accettato una licenza molto restrittiva delle libertà individuali: ad esempio vieta modifiche, copie, cessione del software ed altro.

Nasce GNU:
Negli anni '70 esisteva un ottimo clima di collaborazione tra i vari laboratori universitari: i ricercatori si scambiavano esperienze, conoscenze e software ideati o modificati dagli stessi.
All'inizio degli anni '80 i vecchi computer, ormai obsoleti, sono sostituiti con macchine più moderne dotate di sistemi operativi non liberi che possono essere usati solo dopo l'accettazione delle licenze restrittive di cui abbiamo già parlato.
Questa situazione porta alla rottura della catena di solidarietà preesistente e allo smembramento dei team, infatti, molti hacker dei laboratori passano alle dipendenze delle nuove software house perché pagati molto meglio di prima.
Richard Stallman è un hacker che sceglie di restare nei laboratori di Intelligenza Artificiale del MIT perché non vuole lavorare per le produttrici di software proprietario. Stallman matura la decisione di produrre in proprio un sistema operativo compatibile con Unix, portabile su qualsiasi sistema e che permetta agli utilizzatori di Unix di migrare sul nuovo sistema; a questo sistema dà il nome di GNU che significa (r)GNU's Not Unix" ed ha per logo uno GNU.
Nel gennaio del 1984 Stallman lascia il MIT per scrivere GNU senza il rischiare di dover cedere i diritti all'università e nel 1985 fonda la Free Software Foundation: un'organizzazione senza fini di lucro per lo sviluppo del software libero.

Free Software
significa "Software libero" e non software gratuito. Libero si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente con l'espressione Free Software ci si riferisce alle seguenti quattro libertà garantite agli utilizzatori:
1) Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
2) Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità.
3) Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
4) Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
L'accesso al codice sorgente è un prerequisito delle libertà 2 e 4.
Un programma è software libero se l'utente ha tutte queste libertà. In particolare, se è libero di ridistribuire copie, con o senza modifiche, gratis o addebitando le spese di distribuzione all'utilizzatore.
Essere liberi di fare queste cose significa (tra l'altro) che non bisogna chiedere o pagare permessi.
Bisogna anche avere la libertà di fare modifiche e usarle privatamente nel proprio lavoro o divertimento senza doverlo dire a nessuno. Se si pubblicano le proprie modifiche, non si deve essere obbligati a comunicarlo a qualcuno in particolare o in qualche modo particolare.
Libertà di usare un programma significa libertà per qualsiasi persona od organizzazione di utilizzarlo su qualsiasi tipo di sistema informatico, per qualsiasi tipo di attività e senza dover successivamente comunicare con lo sviluppatore o con qualche altra entità specifica.

GNU-Linux:
Nel 1990 il software GNU è quasi completo, contemporaneamente un team guidato da Linus Torvalds sviluppa il kernel LINUX.
Nel 1991 il kernel Linux è integrato nell'ambiente GNU originando così il sistema operativo GNU-Linux.
Nel 1998 parte della comunità del software libero decide di chiamarsi open source con il probabile intento di attrarre dirigenti e utenti commerciali con l'obiettivo di produrre software di qualità migliore ma il cui obiettivo prioritario è, probabilmente, il profitto a scapito della libertà, della comunità e dei princìpi.
Il progetto GNU continua a usare il termine "software libero" (free software) o Freeware per esprimere l'idea che la libertà è importante più della tecnologia.

Freeware e Piazze Telematiche.
La filosofia del freeware si sposa ottimamente con gli scopi di Piazze Telematiche, la loro unione darà vantaggi reciproci.
L'adozione del freeware come corredo delle piazze telematiche contribuirà notevolmente alla sua diffusione a una moltitudine di altri utilizzatori che altrimenti non avrebbero modo e occasione di conoscerlo. Contemporaneamente le piazze telematiche traggono beneficio dal freeware sia per il proprio funzionamento (sistema operativo GNU-Linux, server Apache, PHP, MySQL...), sia per la potenza della miriade di strumenti, in continuo veloce miglioramento, messi a disposizione dalla comunità Freeware.
L'unione di Freeware e delle Piazze Telematiche permette di adempiere pienamente la missione dello sviluppo compatibile col rispetto ambientale. L'unione innesca un processo inarrestabile di democratizzazione della conoscenza che produrrà, nel tempo, una più equa distribuzione delle ricchezze del nostro pianeta.
Con la diffusione delle piazze telematiche anche le società più povere avranno libero accesso a tutti i potentissimi strumenti hardware e software e potranno competere con le società più ricche confrontandosi sulla base di capacità intellettive e non solo su quelle finanziarie o militari.

In conclusione
Si può ipotizzate con sufficiente confidenza che l'adozione di freeware nelle piazze telematiche darà un grande impulso al processo di creazione di nuove figure professionali legate a servizi da prestare su free software quali: installazione, personalizzazione, assistenza tecnica, aggiornamento alle nuove release, sviluppo di nuovi tools , sicurezza del software e delle transazioni telematiche ed altri.
Questo scenario è esattamente agli antipodi dell'attuale situazione in cui le software house proprietarie agiscono da monopoliste facendosi pagare molto bene il software, ogni release di aggiornamento, ogni servizio di personalizzazione e continuano a negare tutte le libertà evidenziate precedentemente.
Al contrario con la diffusione del Free Software tutti gli utilizzatori potranno ottenere il software gratis o comunque a prezzi bassissimi e potranno contare sui servizi sopra ricordati offerti da una pluralità di esperti e quindi sicuramente a prezzi bassi e ad alta qualità in un nuovo contesto di libero mercato dei servizi di assistenza al software.
La disponibilità di servizi a buon mercato spingerà alla ricerca di soluzioni sempre più sofisticate e in grado di incoraggiare sempre più aziende e lavoratori a scegliere di telelavorare con tutte le positive ricadute sull'ambiente e sulla qualità di vita di tutti.

SITOGRAFIA

Open Source / Free Software:
http://www.linux.org
http://www.fsf.org
http://www.gnu.org
http://www.opensource.org
http://www.scuola.opensource.it
http://www.openoffice.org
http://www.apache.org
http://www.php.net
http://www.mysql.com
http://www.softwarelibero.it
http://www.stallman.org
http://master.swlibero.org

Documentazione on line e scaricabile:
http://www.zend.com/zend/tut/
http://www.manuali.it
http://www.freshmeat.net
http://www.crackinguniversity2000.it
http://www.interpuntonet.it

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Servizi e-learning e formazione continua
di Antonio Gravina

Non passa giorno che i media non ci ricordino, a partire dagli appelli del Presidente della Repubblica e agli innumerevoli articoli e interviste dei vari esperti, che nel Paese Italia manca l'innovazione e che navighiamo verso gli ultimi posti per quanto riguarda alcune specifiche conoscenze. Bisogna muoversi, darsi da fare, trovare proposte.
Tramite questi interventi è evidente il tentativo di voler trovare delle giustificazioni per poter dire poi "io vi avevo avvertito" oppure fare pressione sul governo per ottenere altre risorse per la ricerca.
Le risorse destinate alla ricerca e alla formazione non saranno mai comunque abbastanza, ma credo che un primo passo concreto potrebbe essere già quello di operare in modo che queste risorse siano utilizzate bene, a cominciare da quelle messe a disposizione dall'Unione Europea che ha grandi responsabilità in tal senso tramite le sue superstrutture.

Un problema fondamentale da affrontare e risolvere è quello della formazione continua. Bisogna creare conoscenze rapidamente e a costi competitivi.
Ecco quindi che l'e-learning può rappresentare un settore strategico su cui concentrare gli sforzi e l'attenzione.
Quale definizione dare di "e-learning" non è chiaro e probabilmente non lo sarà mai. Siamo ormai abituati alla nascita di nuovi termini e per lo più in inglese nell'ambito dell'Information Technology, dove improvvisamente esce fuori un nome, un'etichetta di cui tutti parlano e scrivono, ma senza arrivare ad alcuna definizione.
Questo approccio marketing ha sicuramente i suoi vantaggi per gli operatori del settore i quali riescono così a plasmare un nome o un'etichetta alle loro esigenze di comunicare al mercato la propria offerta di prodotti o servizi.

Mettendo da parte approccio marketing e definizioni, resta il fatto che un sistema "e-learning", perché sia tale, deve possedere alcune caratteristiche essenziali:
- possibilità di studiare da qualsiasi posto (delocalizzazione)
- possibilità di studiare quando si ha il tempo disponibile (asincronicità)
- possibilità di avere tutori che seguono adeguatamente lo studente a distanza con strumenti quali e-mail , telefono, videoconferenza etc.
- possibilità di valutare in modo efficace ed obiettivo la preparazione acquisita.

Man mano che il mercato dell'e-learning si svilupperà, c'è da aspettarsi che il cliente sarà disposto a pagare soltanto per la preparazione acquisita e non per le ore di erogazione di formazione on-line.
Quanto prima si supererà il concetto di ore di erogazione come parametro di remunerazione di prestazioni per la formazione, tanto prima si cominceranno ad avere risultati nella direzione di creare conoscenze rapidamente e a costi competitivi.
La valutazione dell'apprendimento conseguito sarà a questo punto uno degli elementi fondamentali dell'e-learning.

Nel campo della formazione però si assiste ancora purtroppo allo sviluppo di multinazionali che tentano di monopolizzare il mercato con l'obiettivo di avere il numero più elevato possibile sia di studenti sia di ore di erogazione di corsi on-line.
Lo studente in questa situazione non è l'artefice del proprio percorso formativo, ma lo subisce passivamente.

Ecco quindi che le Piazze Telematiche possono giocare un ruolo determinante in questo contesto diventando l'infrastruttura che permette a tutti di accedere agli strumenti e-learning favorendo così il mantenimento delle 'diversità' nel settore dell'education che è un fatto di primaria importanza ai fini della qualità della formazione.

Bisogna quindi far sì che le Piazze Telematiche siano equidistribuite su tutto il territorio dando a tutti non solo la possibilità di usufruire di formazione sviluppata da altri, ma anche di diventare artefici principali nella formazione creando corsi, facendo il tutoring, creando punti di valutazione secondo i nuovi schemi indicati dell'e-learning; le Piazze Telematiche intese come punti d'incontro e di scambio di conoscenze e idee tra imprenditori, docenti, tutori e studenti con l'ottica di generare business, occupazione e valore aggiunto per tutti.

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Wireless Fidelity per i piccoli Comuni
di Gianni Meloni

Indubbiamente il futuro dei sistemi di sviluppo locale integrato e sostenibile negli 8100 Comuni italiani ed in particolare nelle Piazze Telematiche di detti Comuni, e' legato alla disponibilita' di banda ( almeno 10 Mbit/s ) che ognuna delle Piazze Telematiche deve poter utilizzare, affinche' si realizzino pienamente le opportunita' di crescita sociale ed economica, legate al concetto stesso di Piazza Telematica, in particolare per i Comuni di piccole dimensioni e piu' isolati geograficamente. E' chiaro ed evidente che la realizzazione di tali opportunita' e' strettamente correlata ad una piena liberalizzazione del mercato italiano delle telecomunicazioni, con un accesso all'unbundling disponibile in termini realmente economici per gli operatori sia di livello nazionale, che di livello regionale o locale. Senza particolari vincoli di tecnologia di trasporto, sia essa con cavi in fibra ottica o con WLL ( Wireless Local Loop ), la disponibilita' di almeno 10 Mbit/s di banda per ogni Piazza Telematica di ogni singolo Comune sara' il fattore determinante per il successo della tecnologia WLan - standard 802.11b/g - applicata alle aree urbane. L'integrazione con i sistemi di telefonia mobile GSM, GPRS o meglio ancora UMTS sara' certamente un altro fattore determinante per lo sviluppo del WiFi comunale. Ma il successo della tecnologia in ambito urbano, come sta a dimostrare l'esperimento tuttora in atto ad Auckland, Nuova Zelanda (http://www.roamad.com), e' principalmente legato alla implementazione di due fondamentali aree progettuali.

a) Pianificazione innovativa dello spettro di radiofrequenze ammesse dallo standard 802.11b/g e capacita' progettuali per ogni singolo network, tali da assicurare le seguenti caratteristiche:
- Copertura modulare della rete
- Copertura all'interno degli edifici
- Copertura di tipo non a vista
- Sistemi modulari di Virtual Fiber
- Rete ridondata
- Funzione Diversity all'interno della rete
- Valori di congestione di rete prossimi allo zero
- Valori di interferenza su radiofrequenza prossimi allo zero

b) Piattaforma di gestione di Reti Intelligenti che controlli e mantenga le seguenti caratteristiche:
- Sicurezza estesa fino ai margini della rete
- Classi di Servizio
- Flussi di informazione dedicati
- Routing intelligente sia verso il sistema di Virtual Fiber che verso gli utenti finali
- Roaming esente da disturbi
- Gestione delle congestioni
- Gestione e controllo centralizzato della rete

E' necessario sottolineare che, una volta liberalizzato l'accesso pubblico ai 2,4 Ghz in Italia, la possibilita' di realizzare reti WLan soprattutto nei piccoli comuni rappresenta, in termini strettamente economici, una vera alternativa alla disponibilita' sull'intero territorio comunale di banda larga su fibra ottica. Si pensi ai notevoli vantaggi in termini di liberta' e velocita' di connessione ( 11 Mbit/s per ogni singola cella WiFi ) e di economicita' che l'integrazione delle reti WiFi con le reti di telefonia mobile porteranno agli utenti finali, tenendo inoltre presente che l'investimento per la realizzazione di una rete WiFi comunale equivale al 5% dei costi di realizzazione delle attuali reti mobili UMTS ed a costi di concessione nulli, a tutto vantaggio dei costi di esercizio e delle tariffe all'utenza. L'implementazione delle suddette soluzioni di accesso di rete, stabilisce una netta linea di confine tra le reti WLan dedicate al singolo ufficio o alla singola azienda, che mettono semplicemente in rete non cablata un certo numero di PC ( fissi e portatili ) e PDA , e tra le reti WLan di tipo urbano che sono certamente il modello che meglio soddisfa le prerogative e le necessita' di una Piazza Telematica comunale.

SITOGRAFIA

http://www.wireless-italia.it
http://www.beta.it
http://www.roamad.com
http://www.tabletmedia.com
http://www.nexian.com
http://wwww.ishoni.com
http://www.necamerica.com
http://www.amxinc.com
http://www.embeddedplanet.com

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Piazza Telematica Papa Leone XIII a Carpineto Romano
di Paolo Alma

Ancora una volta ce l'ha fatta ! La Piazza Telematica ancora una volta è riuscita ad interessare i cittadini ed ancora di più ad interessare il primo cittadino, il Sindaco Quirino Briganti che ha voluto inserire la Piazza Telematica nel contesto della nuova struttura polifunzionale Papa Leone XIII, il Papa dell'enciclica "Rerum Novarum" che ha avuto i natali proprio in Carpineto Romano - http://www.carpinetoromano.it/leoneXIII/primaleone.htm.

L'edificio che ospita questa nuova struttura si sviluppa su quattro livelli e occupa un'area ubicata tra la parte storica del Comune e la zona di recente espansione urbanistica.

Il nuovo Centro di studi sociali Leone XIII rappresenta un'opera di grande prestigio. A livello funzionale la struttura assolve a tre funzioni principali:

  • il Centro di studi sociali con sede amministrativa per la costituenda fondazione Leone XIII, all'interno sale riunioni dimensionate per diverse ipotizzabili esigenze;

  • la Biblioteca specializzata sulla questione sociale; sala convegni polifunzionale, capace di quasi 400 posti ed in grado anche di essere eventualmente utilizzata per spettacoli e manifestazioni varie;

  • la Piazza Telematica.

La Piazza Telematica inserita in tale contesto con un intervento minimale (una segreteria, una reception, una sala di attesa, una sala open space e due sale corsi per la formazione) servirà a rispondere alle esigenze iniziali del Comune di Carpineto Romano per poter garantire l'accesso a tutti i propri cittadini alla Società dell'Informazione tramite collegamenti in larga banda, con la prospettiva comunque di future espansioni e adeguamenti in funzione della domanda che si manifesterà nel tempo.

Una delle principali funzioni previste sin dall'apertura al pubblico riguarderà stages per laureandi e neo-laureati delle discipline più disparate (discipline umanistiche (storia - filosofia - ecc.) - economia e commercio - legge - ingegneria gestionale - ingegneria ambientale - bio-architettura - ecc.) e provenienti sia da Università italiane che straniere.
Gli stages saranno focalizzati su:

  • storia del diritto del lavoro nelle varie epoche, analisi dei nuovi diritti dei lavoratori della net - economy nei vari settori (e-commerce - copy right - proprietà intellettuale - ecc.);

  • storia della musica on-line, corsi di musica on-line, sperimentazione di concerti on-line, ecc.

  • impatto delle tecnologie telematiche in Paesi Medioevali con centri storici in via di spopolamento o con attività orientate esclusivamente al turismo;

  • studio di nuovi modelli di sviluppo;

  • ecc..

Altri risultati attesi dalla realizzazione della Piazza Telematica Leone XIII:

  • miglioramento del livello qualitativo dell'offerta di servizi istituzionali ai cittadini, alle piccole e medie imprese artigiane;

  • favorire la crescita della net-economy : e-learning, e-commerce e-logistica, e-marketing, ecc

  • favorire il rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità locale attraverso la condivisione dei processi decisionali di tipo istituzionale e l'accesso all'informazione multimediale (sondaggi on-line, questionari, ecc);

  • favorire l'aumento di azioni finalizzate a realizzare un modello di sviluppo del territorio "integrato e sostenibile" tramite il supporto non solo alla crescita e allo sviluppo sociale ed economico locale, ma dando anche un forte contributo a fare sistema paese con il collegamento alla rete delle altre Piazze Telematiche a partire dal Progetto Pilota Urbano della Piazza Telematica di Scampia (Napoli) finanziato dalla div. XVI dell'UE (coesione sociale e sviluppo sostenibile);

  • diffusione / replica nel medio - breve periodo su tutto il territorio comunale di altre infrastrutture "Piazze Telematiche" che dovranno essere al centro di un innovativo piano urbanistico fisico / funzionale basato sull'utilizzo massiccio di reti telematiche in larga banda ai fini di gestione ottimale di tutto il territorio comunale e di tutte le risorse e ai fini del conseguimento della certificazione registro europeo EMAS e Agenda 21 Locale (**).

La Piazza Telematica avvicinerà il Comune di Carpineto Romano al resto del mondo e al pari di quanto già avviene nelle zone centrali delle grandi metropoli come Roma, Parigi, Londra, New York, ecc..
Ma non solo, la Piazza Telematica Leone XIII potrà diventare un modello da prendere ad esempio dai Comuni della Comunità montana dei Monti Lepini di cui Carpineto Romano fa parte e anche da parte di tutti quei Centri minori che vanno affanosamente alla ricerca di strumenti innovativi per creare nuovi lavori adeguati alle giovani generazioni altamente scolarizzate (diploma o laurea), per trovare nuovi modi di comunicare, lavorare, studiare, informare e commerciare, per trovare nuove vie allo sviluppo sociale ed economico.


La delibera con cui si dà il via alla realizzazione della Piazza Telematica è pubblicata sul sito del Comune di Carpineto Romano alla pagina web: http://www.carpinetoromano.it/deliberazioni/deligm2002/deliberagm141.htm

________________________________________

C O M U N E D I C A R P I N E T O R O M A N O
Delibera di Giunta Municipale Anno 2002 N.141

APPROVAZIONE PROGETTO ESECUTIVO CENTRO STUDI SOCIALI
PIAZZA TELEMATICA PAPA LEONE XIII

LA GIUNTA COMUNALE
Premesso che con delibera di G.R. n. 229 del 1.3.2002 e' stato approvato l'Accordo di Programma di Area per lo sviluppo dei servizi ambientali, culturali e turistici nei M. Lepini, ai sensi della L.R. 40/99;
Che con tale delibera sono stati approvati alcuni atti funzionali all'attuazione della programmazione integrata per lo sviluppo dei servizi ambientali, culturali e turistici nei M. Lepini;
Che tra tali attività l'elenco dei progetti definitivi o esecutivi di prima attuazione, finanziabili con la Misura III.2 del DOCUP OB.2. In tal elenco figura tra l'altro il seguente progetto esecutivo:
- Piazza Telematica Papa Leone XIII°
- Imp. compl.Euro 51.645,69;
Visto il progetto esecutivo redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale con la collaborazione dell'Associazione Piazze Telematiche;
Richiamata la delibera di C.C. n. 18 del 24.8.2002 con la quale e' stato approvato l'integrazione al programma triennale delle OO.PP. e l'elenco annuale e le variazioni al Bilancio Pluriennale 2002/2004 e Annuale 2002 ed alla relazione Previsionale e Programmatica;
Ritenuto di dover provvedere all'approvazione del progetto esecutivo Piazza Telematica Leone XIII°;
Vista la proposta di deliberazione, agli atti d'ufficio, contenente i pareri e le attestazioni di cui al D.Lgs. 267/2000;
Dato atto in particolare che, con riferimento all'art. 49, primo comma del D.Lgs. 267/2002, sulla proposta di deliberazione di cui al presente atto:
- il Responsabile del servizio interessato ha espresso il seguente parere in ordine alla regolarità tecnica: "Favorevole, F.to il responsabile del servizio, geom. Antonio Scafoni";
- il Responsabile di ragioneria ha espresso il seguente parere in ordine alla regolarità contabile: "Favorevole, F.to il Responsabile di Ragioneria, Dott. Massimo Santucci;
A voti unanimi favorevoli;

D E L I B E R A

1) Di approvare il progetto esecutivo Piazza Telematica Leone XIII;
2) Di dare atto che il progetto si compendia dei seguenti elaborati:
- Progetto Piazza Telematica
- Quadro economico di spesa
- Progetto Tecnico-Economico;
3) Di finanziare l'opera per un importo di Euro 51.645,69 nel modo seguente:
- Per il 90%, pari ad Euro 46.481,12, con contributo Misura III.2 Docup Ob. 2
- Per il 10%, pari ad Euro 5.164,57, a carico del Comune con imputazione al Cap. 205110.

SITOGRAFIA

Stages - Sistemi Formativi Confindustria
http://fim.sfc.it
http://fim.sfc.it/FADfim.nsf/startweb?openframeset
http://fim.sfc.it/123456.nsf
http://fim.sfc/portalea.nsf
http://fim.sfc.it/stage.nsf

Centri studi on-line
http://www.unisi.it/eventi/telelavoro/
http://www.filosofiapolitica.it/Chisiamo.htm
http://www.cesda.it/news_ele.php
http://www.cssav.altavaltellina.org/

Musica on-line
http://www.csmdb.it/Default.htm
http://www.bsokids.com/teachers/mid-week_concert/on-line_resources.asp
http://www.attikmusic.com/AM/musicisti/corsi/
http://www.musicaclassicaonline.net/sezioni/teatri.htm
http://www.vivoscuola.it/Comunita/piazza/virtuali.asp
http://www.ildiogene.it/musica.php
http://www.pianolynx.com/prima%20pagina%203.htm


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Piazze Telematiche, un modello da esportare: l'opportunita' Brasile
di Pier Carlo Sola

Ho scoperto l'iniziativa Piazze Telematiche in rete e, poiché vivo tra l' Italia e il Brasile operando nel settore delle applicazioni ICT, ne ho percepito le grandi potenzialità per contribuire a risolvere alcune delle difficoltà tipiche dei paesi emergenti, ed in particolare del Brasile, che conosco da vicino.

In questi giorni, si sta insediando il nuovo Governo del Presidente Luiz Ignacio "Lula" da Silva, un operaio tornitore che da anni è protagonista della storia politica del paese, prima come sindacalista dei metalmeccanici della zona industriale di Sao Paulo e strenuo oppositore della dittatura militare, poi come fondatore del Partito dei Lavoratori e canditato alla Presidenza del Paese nelle due elezioni precedenti, fino alla vittoria in quest' ultime.

Tra le difficoltà che il nuovo Governo brasiliano si troverà ad affrontare c' è senz' altro quella di rendere partecipe dei meccanismi di generazione ed utilizzo della ricchezza una parte cospicua della popolazione, attualmente esclusa.
Su una popolazione totale di oltre 170 milioni di persone, si stima che gli esclusi siano tra i 35 e i 50 milioni: questa situazione ha del paradossale; il Brasile è infatti un paese ricco ed una delle prime dieci potenze industriali del mondo, con uno dei più sofisticati sistemi bancari, una grande presenza delle più moderne tecnologie (ICT, aeronautica, medicina) di cui spesso è anche produttore, ma i cui benefici raggiungono una parte limitata dei cittadini.

Tale esclusione si manifesta prima di tutto in tre settori chiave: distribuzione delle risorse alimentari, salute ed educazione; settori che, come in una perversa spirale, si inseguono e si intrecciano, alternandosi nei ruoli di causa ed effetto.

Ciò è da ricondurre a cause antiche e profonde che trovano origine nella stessa nascita del paese come colonia, nel modello di crescita economica e nelle modalità di consolidamento e sviluppo. Problemi come il latifondo, la concentrazione della ricchezza, il ruolo del cono sud del continente americano nel contesto globale, e del Brasile che ne costituisce la parte più significativa, richiedono interventi strutturali ad ampio spettro, con una pluralità di politiche, tecnologie e strumenti.

In questo contesto l' ICT può essere un valido mezzo per:

  • la diffusione e la qualificazione dell' educazione, diffondendo anche un senso di appartenenza e di dignità civica in un paese di dimensioni continentali;

  • il consolidamento della democrazia, avvicinando "la macchina operativa" dello Stato al cittadino nella direzione di una facilità di fruizione dei servizi essenziali;

  • l' avvio di processi innovativi in grado di portare alla generazione di ricchezza secondo un modello eco e socio compatibile;

  • il rafforzamento di concetti legati alla partecipazione alla vita collettiva, al commercio equo e solidale, alla gestione del territorio e di tutte le risorse naturali;

  • un nuovo modo di intendere la generazione di ricchezza, da incentrare sempre più su idee , conoscenza, servizi e meno su prodotti materiali.

Dagli approfondimenti effettuati, mi sono convinto che l' ICT calata nel contesto Piazze Telematiche, può essere un modo efficace ed innovativo per affrontare le questioni appena esposte e pertanto, in sintonia con l' Associazione, ho avviato già numerosi contatti con autorità ed istituzioni locali per replicare l' iniziativa anche in Brasile.

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I domini Piazze Telematiche di 3° e 4° livello a presidio della qualità dei progetti
di Costantino Nicola Gresele

Piazze Telematiche® fin dalla sua costituzione avvenuta nel 1993 si è impegnata nell'opera di diffusione delle nuove tecnologie a partire dai propri soci.
Così nel 1998, a seguito di un convegno in multivideoconferenza, e grazie ad un accordo favorevole con un piccolo provider, precorrendo i tempi, veniva regalato ai soci che ne facevano richiesta, l'abbonamento (allora a pagamento) per l'accesso ad Internet.
Dopo poco, Tiscali, azienda emergente nel panorama Internet, aprì la strada al Free Internet. L'Associazione aveva capito l'importanza dell'accesso alla rete e quindi aveva dotato i propri iscritti di tale strumento.
Ricordo a tutti che siamo intestatari di numerosi domini che fanno riferimento al nome Piazze Telematiche (sia nella versione singolare che plurale) con estensioni ".it, .com, .org, .net, ecc..
Ricordo pure che nell'ambito della Pubblica Amministrazione abbiamo promosso studi di fattibilità e la partecipazione a bandi di gara europei (PPU - Napoli, Eumedis, ecc.) e nazionali (INTERREG II, PRUSST, ecc.).
Risulta quindi sempre più importante ottimizzare la nostra comunicazione per rendere riconoscibili le iniziative ed i progetti che si sviluppano e si realizzano in conformità con la proposta dell'Associazione Piazze Telematiche.
A tale fine siamo in grado di mettere a disposizione dei nostri soci una web-promozione in linea con le aspettative e gli strumenti della Rete, offrendo alle Istituzioni, agli enti o alle singole iniziative, la possibilità di usufruire di domini Piazze Telematiche di 3° e 4° livello a presidio della qualità del proprio progetto e nell'ottica della realizzazione della rete nazionale di 8.100 Piazze Telematiche.
Un Comitato appositamente istituito nell'ambito di Piazze Telematiche® avrà il compito di esaminare le richieste e di concedere ai soci interessati l'uso dei suddetti domini di 3° o 4° livello.
I primi domini di questo tipo sono stati già dati in uso al Progetto Pilota Urbano di Napoli - http://www.napoli.piazzetelematiche.it - http://www.scampia.napoli.piazzetelematiche.it (sia nella versione singolare che plurale del nome Piazza Telematica) e con estensione esclusivamente ".it", a sottolineare nella comunicazione tramite "indirizzo web" che la Piazza Telematica di Scampia si trova in Italia ed è in linea con l'iniziativa dell'omonima Associazione.
Gli indirizzi web con domini di 3° e 4° livello che fanno riferimento a Piazze Telematiche® renderanno maggiormente visibili e più facilmente identificabili Istituzioni o altri enti che hanno in fase di avvio o di realizzazione progetti ispirati all'iniziativa "Una rete di 8.100 PIAZZE TELEMATICHE®, una per ognuno degli 8.100 Comuni italiani" e attivamente impegnati nella gestione tecnico-economica ed organizzativa di questa stessa rete.

In conclusione riteniamo che l'utilizzo di tali nomi/domini possa dare ai nostri soci alcuni benefici, quali:

  • avere in Internet un "canale" di visibilità aggiuntivo della loro Piazza Telematica semplicemente associando il numero IP al dominio di terzo livello richiesto - es.: http://www.napoli.piazzetelematiche.it oppure http://www.scampia.napoli.piazzetelematiche.it

  • poter promuovere un'immagine del proprio Comune / ente / società di gestione come un'entità impegnata a contribuire, tramite la Piazza Telematica, ad un modello di sviluppo che utilizza strumenti / concetti promossi dall'associazione Piazze Telematiche;

  • facilitare l'accesso dei cittadini e dei turisti alle informazioni e ai servizi disponibili sul territorio con carte quali la CIE - CNS, - Carta Identità Elettronica - Carta Nazionale dei Servizi - , ecc.)

  • ecc..

SITOGRAFIA

Istituzioni e altre entità in cui si fs riferimento al concetto di Piazza Telematica

- http://www.comune.sp.it/pianostrategico/doc_assi_strategici/ipotesi_progettuali_07/6___IPOTESI_7_1_4_MAZZETTA.doc
- http://www.ilriflettore.it/francofonte/piazzatel/home.htm
- http://www.comune.adrano.ct.it/home-1.htm
- http://www.comune.acicastello.ct.it/piazzatel/
- http://www.cormorano.net/biancavillatel/
- http://www.cormorano.net/lentini/piazzatel/
- http://www.sarete.it/forum.htm
- http://www.carpinetoromano.it/deliberazioni/deligm2002/deliberagm141.htm
- http://www.padovanet.it/edilres/contratt/pagine/13piazza.htm
- http://www.perusia.it/perugia/default.htm
- http://www.comune.roma.it/uspel/printegrati/Report.torsapienza2.html
- http://www.fiab-onlus.it/new2/biketel.htm
- http://www.el-quartieresavonarola.it/
- http://www.comune.oliveto-citra.sa.it/sele.sud.htm
- http://www.piazzatelematica.com
- http://www.cuoreinsicilia.it/forum.asp
- http://www.autonet.it/01_autonet/06_piazzatelem/0106000_sx.html
- http://www.bandieragialla.it/risorse/risorsa.asp?ID=22
- http://www.comune.pv.it/homepage/scuole/home.htm#forum
- http://www.comune.bologna.it/elezioni2001/formulario2001.doc
- http://www.ideamolise.it/messaggi/messaggi.php3
- http://provaglio.beeweeb.com/
- http://www.wwf.it/oasi2002/aiutoadulti.asp
- http://www.rete.toscana.it/sett/orient/doc/scuola.htm
- http://www.edscuola.it/archivio/lre/glocale.html
- http://www.translated.net/1000servizigratis/index.php3?C=33CCFF&R=scuola
- http://www.petralix.it/rassegna_2.htm
- http://www.bdp.it/~genet/tg-scuole/progetto.htm
- http://www.popweb.com/cantastorie/
- http://www.urbinoinrete.it/La_piazza/_piazza03/0000018c.htm
- http://www.isocarp.org/2001/keynotes/yp4.pdf

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Notizie per i SOCI

VERSAMENTO QUOTE ASSOCIATIVE 2003
MODULI CON LE ISTRUZIONI PER ISCRIVERSI PER LA PRIMA VOLTA O PER IL RINNOVO 2003

In base all'art. 3) del Regolamento interno - Versamento quote, i soci già iscritti all'inizio del 2003, sono tenuti a versare l'importo delle quote dovute entro il 28 febbraio, salvo aver comunicato per iscritto la loro disdetta, entro la stessa data. (rif.: Regolamento Interno aggiornato alla data dell'assemblea del 12/12/95)

SERVIZI RISERVATI AI SOCI IN REGOLA CON L'ISCRIZIONE PER L'ANNO IN CORSO

  • assemblea on-line 2002 / 2003
  • progetto del nuovo portale piazze telematiche
  • forum ap-eumedis - agoras and piazzas for european mediterranean society

 

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PIAZZE TELEMATICHE®
associazione tecnico-scientifica e culturale

Consiglio Direttivo 2001-2002
Presidente: Ing. Giuseppe Silvi
Vicepresidente: Ing. Paolo Eugenio Cresci
Segretario: Ing. Claudio Bertola
Tesoriere: Arch. Costantino Nicola Gresele

Consiglieri
Arch. Nicola Beranzoli - Dott. Domenico Campana - Sig. Pasquale Volontà

Collegio dei Revisori dei Conti
Presidente : Ing. Alberto Tamburrini
Consiglieri: Ing. Maurizio Borghi - Arch. Pier Paolo Alma

segreteria operativa
Viale America, 11 - 00144 Roma
www.piazzetelematiche.it
associazione@piazzetelematiche.it


Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Roma con il N. 00044/97 del 31/01/97
Direttore responsabile Domenico Campana

Direzione e Amministrazione PIAZZE TELEMATICHE®
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sede legale: Via Campo Catino, 5 -00135 Roma
Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/c legge 662/96
Filiale di Roma Tipografia: Arti Grafiche San Marcello
Viale Regina Margherita, 176 - 00198 Roma

Anno 6 - N.1 del 2002 Periodico trimestrale
Finito di stampare nel mese di dicembre 2002

 


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