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Piazze Telematiche - Torna all'home




La Proposta

"Un'idea per governare lo sviluppo urbanistico
e migliorare l'ambiente di vita dell'uomo"




HABITAT II - WORLD CONFERENCE

ISTANBUL, JUNE 1996




PIAZZE TELEMATICHE

"Una infrastruttura civica per l'accesso universale alle autostrade dell'informazione"




PROBLEMATICA

La problematica che si intende affrontare con l'idea "Piazze Telematiche" riguarda due emergenze cittadine:

  1. l'emergenza "lavoro e disoccupazione";
  2. l'emergenza "emarginazione sociale".

Ma riguarda anche, indirettamente, i rischi, i disagi, gli scompensi e le possibili deviazioni, che uno sviluppo "casuale" della telematica potrebbe determinare.


VERSO LA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE

L'"emergenza lavoro e disoccupazione" si presenta con caratteristiche peculiari, legate ai fenomeni in parte locali, ma si inserisce anche in un quadro internazionale che vede la concomitanza di quattro macrofenomeni mondiali: una crisi strutturale dell'industria una conseguente crisi strutturale dell'occupazione una nuova accresciuta coscienza sociale una pretesa da parte dei cittadini di servizi efficaci ed efficienti A questi quattro macrofenomeni mondiali si sovrappongono due realta' emergenti: i grandi progressi della tecnologia delle telecomunicazioni; l'assunto che la "conoscenza delle informazioni" è tanto importante quanto le informazioni stesse. Stanno conseguentemente cambiando le relazioni politiche e sociali, le relazioni industriali, l'ottica di mercato, il ruolo del cittadino: l'immaginario collettivo e' gia' sulla lunghezza d'onda della nuova Societa' Telematica, la Societa' dei Servizi. Le prospettive occupazionali, a fronte della continua riduzione dei posti di lavoro (fenomeno purtroppo strutturale e non evitabile) sono riposte nella Societa' dei Servizi, lanciata dal G7 nel 1994, a Napoli, con il nome di Societa' dell'Informazione Globale. La telematica e' uno degli strumenti principali che puo' aprire nuove prospettive occupazionali.


VERSO LA CITTA' DIGITALE

Le città vivranno nei prossimi anni una transizione verso una società ad alta intensità di conoscenza, basata su una nuova potente infrastruttura di telecomunicazione (le cosiddette "autostrade dell'informazione"): lo "spazio comune di informazione" (si veda il Libro Bianco della Commissione Europea). L'informazione costituirà, in definitiva, la materia prima essenziale sulla quale fondare una nuova organizzazione del lavoro e una economia sempre più orientata verso la produzione e la fruizione di beni immateriali. L'esigenza di adottare nuovi approcci progettuali per le città "tradizionali" da trasformare in città-digitali (cioè in città-imprese fondate sull'"informazione" come materia prima - dove il termine "informazione" va inteso come informatica, telecomunicazioni, multimedialita', spettacolo, incontro multidisciplinare, cultura, strumento per la qualita' della vita - ) richiede da parte delle Città' di assimilare una nuova cultura. Una città' dotata di reti telematiche ad alta velocita' e' il prerequisito necessario per ottenere una diffusa usabilita' della telematica e per soddisfare le esigenze crescenti dell'utente. Non si puo' tuttavia pensare che una parte sufficientemente vasta della popolazione sia in grado (culturalmente ed economicamente) in breve tempo di dotarsi di strumenti telematici adeguati. Ne consegue un serio rischio che la telematica resti appannaggio di un numero ristretto di persone, per preparazione tecnica o per censo; con ripercussioni negative sullo sviluppo della Città' e sulla soddisfazione dei Cittadini. E comunque, una "città digitale" non è semplicemente una città "cablata", il cui progetto si riduca ad una capillare fornitura a domicilio (casa per casa, famiglia per famiglia) di una multimedialità domestica, ridotta a semplice integrazione dell'attuale offerta di media (TV, telefono, modem per PC). All'interazione fra persone, non si potra' mai sostituire esclusivamente una interazione dell'individuo con strumenti tecnologici, forse capaci di metterlo in comunicazione con parti del "villaggio globale", ma a scapito della partecipazione locale, dell'interesse per il proprio quartiere, per il proprio ambiente urbano, per i rapporti sociali con i concittadini.

VERSO LA DEMOCRAZIA ELETTRONICA

Si pone la necessita' che la telematica diventi, nell'ambito della città', il nuovo strumento che favorisca le occcasioni di incontro sociale, interprofessionale e con le Amministrazioni Pubbliche. La telematica consente cosi' di contribuire al miglioramento della qualità della politica, offrendo la possibilità di accrescere le occasioni di interattività tra Amministrazione e Cittadini. Questa nuova consapevolezza ha già prodotto alcuni risultati attraverso la sperimentazioni di Reti Civiche. Esse permettono di comunicare, scambiare opinioni, interagire con gli Amministratori, partecipare al governo della propria città, manifestare idee e ricevere servizi pubblici, con maggiore trasparenza ed efficienza.

OBIETTIVI DELL'IDEA "PIAZZE TELEMATICHE

FAVORIRE:

  • crescita e sviluppo economico,
  • sviluppo dei servizi pubblici,
  • miglioramento della qualita' della vita,

TRAMITE UN UTILIZZO INNOVATIVO DELLE TECNOLOGIE TELEMATICHE.

La sfida, che si vuole affrontare con la strategia proposta, e' il perseguimento degli obiettivi indicati in tre scenari urbani dalla Direzione XII Scienza e Tecnologia (progetto ACT-VILL) dell'Unione Europea per la città' del XXI secolo:

  • la CITTA' AGORA': una citta' incentrata sull'uomo con una totale armonia tra gli insediamenti e lo spazio urbano, tra la coesione sociale e lo sviluppo economico;
  • la CITTA' GLOCALE (globale/locale):una citta' con un maggiore equilibrio tra i processi di globalizzazione e la capacita' di valorizzare le risorse locali e le diverse specificita' ed attitudini;
  • la CITTA' SOSTENIBILE: una citta' in grado di risolvere al proprio interno i problemi che genera, senza trasferirli ad altri o alle future generazioni.

PIAZZE TELEMATICHE

L'utilizzo del vocabolo "piazze" non serve solo per sottolineare il valore semantico di un luogo urbano tradizionalmente dedicato per eccellenza alla comunicazione, all'incontro, allo scambio di merci (materiali e immateriali) e di servizi. Si vuole intendere una rete di luoghi urbani (network di Piazze Telematiche) collegati da reti telematiche e sufficientemente presenti sul territorio della Citta' per assicurare "nuove funzioni urbane", capaci di avviare un nuovo policentrismo in virtù del forte potere di attrazione conseguente alla concentrazione di servizi tecnologicamente avanzati, offerti dalle Piazze Telematiche insieme ai contatti sociali.

Caratteristiche generali delle Piazze Telematiche:

  • luogo fisico, di concentrazione di servizi basati su potenti strumenti HW, SW, TLC; e quindi luogo di accesso e navigazione nello "spazio comune di informazione":
  • luogo pubblico, di accesso alla conoscenza ed alla fruizione della "materia prima" informazione, per il lavoro, lo studio, la creatività d'impresa, l'interfaccia con la pubblica amministrazione e con altri soggetti per fini:
    1. imprenditoriali/professionali/commerciali/finanziari
    2. culturali/cognitivi/informativi
    3. amministrativi/fiscali/previdenziali/autorizzativi
    4. di intrattenimento, tempo libero, socializzazione ecc.
  • nuova polarità urbana, dotata di sufficiente massa critica, economia di scala, vivibilità d'ambiente, per avviare un processo aggregativo basato su un mix di interessi capaci di innescare una spirale virtuosa di attrazione verso la nuova polarità.
  • luogo di attrazione di flussi di pendolarità quotidiana, grazie ad una precisa funzione urbana e all'interesse che suscita nei cittadini; suscettibile:
    • a breve termine, di re-indirizzare i flussi occasionali e permanenti di mobilità;
    • a medio/lungo termine, di modificare la tipologia e la qualità degli insediamenti, delle strutture, delle infrastrutture, dei servizi gravitanti sulla nuova polarità.

In base a quanto sopra, l'idea "Piazze Telematiche" rappresenta:
un'occasione per realizzare un progetto di recupero di edifici, di aree dismesse, per contribuire al superamento della frammentazione urbana e dell'assenza di identità, innescando processi di neoradicamento ed integrazione fondati su:

  • sviluppo autocentrato
  • valorizzazione delle risorse (umane, imprenditoriali, ambientali, culturali ecc.) locali
  • una nuova opportunita' per l'Ente Pubblico locale di assumere un ruolo imprenditoriale, avviando progetti di recupero e riqualificazione basati su condizioni di project financing concordate fra Ente Pubblico ed operatori privati.

OBIETTIVI CHIAVE DELL'IDEA "PIAZZE TELEMATICHE"

ALFABETIZZAZIONE TELEMATICA/MULTIMEDIALE DIFFUSA
L'infrastruttura Piazze Telematiche, consentendo l'accesso universale alle Autostrade dell'informazione, facilita l'alfabetizzazione di massa dei cittadini nell'utilizzo della telematica e della multimedialita', promuovendo nel contempo la conoscenza dei nuovi strumenti per l'informazione e la comunicazione.

NUOVA OCCUPAZIONE
Le Piazze Telematiche, essendo frequentate da un pubblico molto eterogeneo (grazie alla contemporanea presenza degli spazi sociali e degli spazi telematici) sono luoghi necessariamente multidisciplinari e costituiscono pertanto il luogo piu' proprio per stimolare l'iniziativa in campo lavorativo e imprenditoriale.

TELE-LAVORO
Le Piazze Telematiche, offrendo occasioni di incontro (non solo con le tecnologie, ma anche tra persone), consentiranno di eliminare gli inibitori che ostacolano la pratica e la diffusione del tele-lavoro. In tal modo esse svolgeranno un ruolo centrale per accelerare la diffusione di questo innovativo metodo di lavoro.

DEMOCRAZIA TELEMATICA
Nella nuova realta' sociale, pervasa dalla telematica, esiste un forte rischio che si creino nuove forme di emarginazione, dovute alla scarsa cultura o alle modeste disponibilita' economiche di una parte della cittadinanza.

Le Piazze Telematiche mettono i cittadini nella condizione di partecipare spontaneamente a conferenze telematiche su argomenti di pubblico interesse.

Con le Piazze Telematiche l'Amministrazione agevolera' l'integrazione delle minoranze nel tessuto sociale ed economico delle attivita' cittadine, riducendo i pericoli insiti nell'esclusione.
Lo spazio sociale delle Piazze telematiche (per esempio, l'Internet-Club) facilitera' alle minoranze lo sviluppo di canali stabili per comunicare e socializzare.


PIANO REGOLATORE" DELLE PIAZZE TELEMATICHE

Questo obiettivo e' di fondamentale importanza per rendere compatibili i piani di cablatura delle Città' con i Piani urbanistici.
La nuova Societa' dei Servizi impone nuove logiche. Il Tele-lavoro, l'occupazione telematica, l'intrattenimento telematico, la trasparenza democratica delle politiche cittadine, ecc., impongono la creazione di strutture innovative. Nasce una nuova dimensione cittadina, quella "degli spazi vuoti", nuovi luoghi di incontro all'interno di edifici. Fino ad oggi il Piano Urbanistico e' stato fatto sulla base degli "spazi pieni": gli edifici socio-economici, i quartieri abitativi, le vie di comunicazione fisica e di trasporto di massa. I nuovi Piani Regolatori dovranno tenere conto di questa nuova dimensione, degli "spazi vuoti" che si sovrapporranno agli "spazi pieni".
La nuova Societa' dei Servizi impone una vera e propria rete di Piazze Telematiche, da pianificare con innovativi piani urbanistici, che tengano conto della contemporanea presenza di "spazi pieni" e di "spazi vuoti".


COERENZA DELL'IDEA "PIAZZE TELEMATICHE" CON I SUOI OBIETTIVI

L'idea "Piazze Telematiche" genera un sensibile impatto sull'occupazione, non tanto in termini diretti (addetti alla gestione dei servizi delle Piazze Telematiche) quanto in termini indiretti a seguito di:
stimolo verso processi accelerati di alfabetizzazione telematica e multimediale e di sviluppo di nuove professionalità; innesco di processi di job-creation basati su nuovi servizi alle imprese ed ai cittadini, incentrati sulle attrezzature e sui servizi disponibili nelle Piazze Telematiche; creazione di un mercato indotto di sviluppo di "contenuti" (banche dati multimediali, intrattenimento, ecc.) e di relativi servizi.

Inoltre, contro l'emergenza dell'emarginazione sociale, Piazze Telematiche contribuisce a creare una nuova infrastruttura civica che promuove l'integrazione socioeconomica delle minoranze e le pari opportunità nell'ambito di una società in trasformazione, promuovendo la consapevolezza e la comprensione delle nuove tecnologie e specializzazioni professionali.
Infine possiede un grande potenziale per la rivitalizzazione dei quartieri (anche nelle ore serali) e pertanto, indirettamente, aumenta la vivibilita' dell'ambiente e la sicurezza.


COME IMPLEMENTARE E GESTIRE L'IDEA "PIAZZE TELEMATICHE

Per implementare e gestire l'infrastruttura civica "Piazze Telematiche" si dovranno costituire delle Societa' miste con capitali pubblici e privati (Istituzioni Pubbliche, Societa' di telecomunicazioni, Societa' informatiche, Societa' editoriali, banche, associazioni professionali, ecc.).


MIGLIORAMENTI DELL'AMBIENTE DI VITA DEI CITTADINI

Per i cittadini e gli operatori economici:

  • Modernizzazione del sistema di erogazione dei servizi per i cittadini e per gli operatori economici.
  • Modernizzazione dei rapporti pubblico - privato
  • Aumento dei consumi privati e pubblici nel settore turistico, informatico, culturale e commerciale grazie all'ampliamento della platea degli utenti
  • Incrementi occupazionali e nuove attività professionali che derivano:
    1. dalla realizzazione della rete di Piazze Telematiche;
    2. dalla gestione della rete di Piazze Telematiche;
    3. dall' ampliamento degli spazi di mercato del sistema telematico nel suo complesso;
    4. dall'apertura di nuovi mercati per le produzioni multimediali.
    5. dalla qualificazione diffusa degli studenti delle scuole medie superiori e degli universitari.

I COMUNI saranno in grado di:

  • Avvicinare i servizi e le informazioni alla gente migliorandone la qualità.
  • Alleggerire la pressione diretta sugli uffici ponendo le premesse per un utilizzo del personale più moderno, mirato ed efficace.
  • Offrire il sostegno delle tecnologie innovative alle piccole e medie imprese, agli artigiani, ai commercianti, ai professionisti, al volontariato ed alle organizzazioni sindacali e di categoria, operanti sul territorio.
  • Innescare un ritorno di immagine utile alla promozione del territorio.
  • Avvicinare le tecnologie innovative alla gente e rendere il loro utilizzo e la loro utilità sempre più "familiare".
  • Allargare le possibilità di accesso ai mezzi ed alla comunicazione che i mezzi consentono.
  • Essere il promotore di nuove attività e soprattutto di nuove professionalità sul territorio.
  • Essere l'incubatore per lo sviluppo di nuovi bisogni e di nuovi mestieri a disposizione degli studenti, dei disoccupati e di nuove forme di volontariato.



PIAZZE TELEMATICHE PER UN SISTEMA PAESE A SVILUPPO SOSTENIBILE



La Pubblica Amministrazione per il Sistema Paese - PubbliSMAU 1996
Giuseppe Silvi- Presidente Associazione Piazze Telematiche




1. - CRESCITA DELLA POPOLAZIONE URBANA, SISTEMI PAESE E SVILUPPO SOSTENIBILE

All'inizio del 1900 vivevano in centri urbani circa 150 milioni di persone, meno di un decimo della popolazione mondiale di allora.
Entro la fine di questo secolo la popolazione urbana aumenterà di venti volte, raggiungendo quasi la metà della popolazione mondiale.
Nella storia dell'umanità, il XX secolo sarà ricordato come il "secolo ponte" tra l'ultimo secolo degli insediamenti rurali e quello degli insediamenti urbani.
I fenomeni legati alla crescita della popolazione urbana sono stati al centro dell'attenzione della Seconda Conferenza delle Nazioni Unite sugli insediamenti umani (HABITAT II - "The City Summit" - Istanbul - giugno 1996) e in tale contesto, tra i vari interrogativi sollevati, meritano di essere citati i seguenti due:

  • come si potrà nel futuro assicurare un adeguato livello di vivibilità alle sempre più vaste aree urbanizzate del pianeta ?
  • come si potranno realizzare insediamenti umani sostenibili in un Mondo sempre più urbanizzato ?

Il bisogno di realizzare insediamenti umani sostenibili si ricollega direttamente agli impegni presi dai leaders di tutto il Mondo all'Earth Summit di Rio (1992 - Agenda 21).
Dimensioni quali quelle delle moderne città, sia per numero di abitanti che per superficie occupata, erano inimmaginabili nel secolo scorso: nel 1800 c'era soltanto Londra che aveva più di un milione di abitanti. Londra fu la vera prima grande città nella storia del Mondo. La sua crescita - da 865.000 abitanti del 1800 a 8.650.000 nel 1940 - fu senza precedenti, e influenzò i modelli di sviluppo urbano di molte altre città.
Nel 1940 le 100 città più grandi del Mondo tutte insieme accoglievano 20 milioni di abitanti, ed ogni città occupava un'area di alcune migliaia di ettari.
E' intorno agli anni '70 che inizia la grande crescita della popolazione urbana, favorita dall'aumento della popolazione nei Paesi in via di sviluppo, e nello stesso tempo dai fenomeni migratori dalla campagna verso la città, conseguenti allo sviluppo dell'agricoltura industrializzata.
Secondo stime delle Nazioni Unite, già oggi il 43% (circa 2,5 miliardi) della popolazione mondiale vive in aree urbane e entro il 2025 supererà il 60%.
Per quell'anno la popolazione urbana sarà all'incirca di 5,2 miliardi, di cui oltre il 77% nei Paesi in via di sviluppo. A livello mondiale, il numero delle città con un numero di abitanti compreso tra 5 e 10 milioni è passato da 18 città del 1970 alle 22 città del 1990.
Si prevede che entro il 2010, ci saranno 33 megacittà (con oltre 5 milioni di abitanti) e che 21 di queste si troveranno nei Paesi in via di sviluppo (14 in ASIA, 5 in America Latina e 2 in Africa).
La crescita della popolazione urbana sta cambiando il volto del Pianeta e la condizione di vita di milioni di persone. I Sistemi Paese, come insieme di città, di aree metropolitane, di regioni, sono coinvolti pienamente in questi processi di cambiamento.
Le città consumano più risorse di quante siano disponibili all'interno dei loro confini e più cibo di quanto possa essere coltivato, e ancora, producono più rifiuti di quanti possano essere assorbiti a livello locale, causando inquinamento sia a livello regionale, che a livello globale, con drammatiche conseguenze per la salute della popolazione e per la biosfera.
Esse dipendono, per la produzione di cibo e di altre risorse, e per lo smaltimento dei rifiuti, dall'"hinterland" o da territori lontani con ripercussioni sull'intero Eco-Sistema.
Lo sviluppo sostenibile dei singoli Sistemi Paese è la più grande sfida dell'umanità per il XXI secolo. I vari Sistemi Paese dovranno nel futuro essere in grado di risolvere al proprio interno i problemi che generano (inquinamento, emarginazione sociale, disoccupazione, ecc.) senza trasferirli ad altri o alle future generazioni.
Una tale sfida è conseguibile solo con la crescita di una "consapevolezza globale" in tutti i cittadini sui temi legati allo sviluppo sostenibile e alla possibilità concreta di realizzare un maggior equilibrio tra i processi di "globalizzazione dell'economia", e la capacità di valorizzare le "risorse locali", dando vita a una nuova dimensione economica, industriale e sociale: la dimensione "glocale" (globale/locale).
Anche il Sistema Paese Italia del XXI secolo, per essere all'altezza, non deve essere passivamente inserito nei networks globali di mercato, ma viceversa contribuire a un modello di sviluppo sostenibile così come delineato dalle istanze emerse negli ultimi 20 anni in occasione delle conferenze sull'habitat (HABITAT I (Vancouver 1976) - Earth Summit di Rio (1992-Agenda 21) - HABITAT II (Instabul - giugno 1996).
Solo così entrerà a far parte della Comunità Mondiale del XXI secolo contribuendo alla soluzione di quelle che stanno diventando vere e proprie emergenze planetarie quali la disoccupazione strutturale, l'emarginazione sociale, il degrado urbano, dell'ambiente, ecc..
La Pubblica Amministrazione, centrale e locale, riveste un ruolo basilare per assicurare un modello di Sistema Paese a sviluppo sostenibile e per fronteggiare le emergenze di cui sopra.
Negli ultimi due secoli lo sviluppo dei Sistemi Paese ha ricevuto grande impulso dall'utilizzo di una vasta gamma di nuove tecnologie: quali la motorizzazione a carburante per il trasporto, lo sfruttamento dell'energia elettrica, del gas ecc..
Tutte queste tecnologie sono rimaste praticamente immutate nelle ultime decadi e il loro funzionamento è ancora basato sui vecchi modelli di utilizzo, che non tengono affatto conto della grande potenzialità innovativa delle tecnologie dell'informazione, pensiamo solo alle possibili applicazioni da sviluppare nel campo del riciclaggio dei rifiuti, dell'utilizzo di energie alternative, ecc..
La strada da seguire è sicuramente quella dell'innovazione tecnologica legata alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione che è "centrale" per imprimere un salto di qualità a tutte le altre "reti" del Sistema.
Ma come sempre, le tecnologie sono strumenti nelle mani dell'uomo: il salto di qualità dipenderà da come l'uomo le saprà utilizzare.



2. LA TELEMATICA A SUPPORTO DELLA "PURA PRODUZIONE QUANTITATIVA" DI BENI MATERIALI : la "telematica a vantaggio di pochi";

La pura globalizzazione dell'economia, supportata da una "telematica" al servizio di sistemi produttivi e commerciali essenzialmente centralizzati, conduce alla robotizzazione eccessivamente spinta dei processi, con effetti in realtà molto dannosi sugli attuali modelli di sviluppo, basati su Acciaio/Cemento/Petrolio/Carta, che sono sempre più pericolosamente saturi.
La conseguenza più vistosa è la disoccupazione strutturale (come dimostrano i 18 milioni di disoccupati nella sola Europa).
La "telematica", utilizzata semplicemente per rendere i processi di produzione sempre più automatici (robot e automazione d'ufficio), non sarà in grado di rendere reversibile il fenomeno della saturazione dei modelli di sviluppo tradizionali (di cui sopra).
Essa, nonostante le grandissime potenzialità intrinseche, finisce per essere impiegata in una miope prospettiva di vantaggi per pochi.
La "telematica" va invece utilizzata per aprire nuovi "spazi", totalmente indipendenti dagli "spazi fisici" per "desaturare" i modelli saturi: altrimenti rischia di diventare un "boomerang".
Gli "spazi informatici" per esempio sono aperti già da tempo, ma questa timida alba della Società dell'Informazione ancora non è stata seguita dallo splendore del giorno: le potenzialità di tali nuovi "spazi" sono rimaste confinate in ambiti angusti.
L'aumento di produttività dovuta all'innovazione portata dall'informatica a partire dagli anni '60 è elevatissima: sono saturi i mercati dei beni materiali, è saturo il territorio edificabile, i modelli di sviluppo tradizionali sono profondamente in crisi.
Sono fenomeni che riguardano tutte le Società industriali e impongono una totale e profonda revisione dei modelli di vita, di lavoro e di produzione.
Cosa fare per "avanzare" senza "arretrare" ?



3. LA TELEMATICA A SUPPORTO DELLA "PRODUZIONE QUALITATIVA" DI BENI MATERIALI AD ELEVATO CONTENUTO IMMATERIALE:
la "telematica a vantaggio di tutti" per la qualità della vita e per la nuova occupazione

E' urgente dare vita a "nuovi spazi" per "nuove attività" tramite le reti telematiche.
E' urgente superare i confini degli "spazi fisici" e dei modelli di sviluppo saturi dell'era industriale. La telematica, come ben mostra il fenomeno INTERNET, è la porta per accedere, dal "Mondo fisico" che va diventando sempre più affollato, ai "nuovi spazi" di un "Mondo dematerializzato" che preveda produzione e fruizione di nuovi beni immateriali (informazioni, software, servizi, intrattenimento, cultura, ecc.) e materiali ad elevato contenuto immateriale (design, moda, ecc.).
La nuova occupazione, le nuove attività, l'integrazione sociale, i nuovi stili di vita e di lavoro glocali (globali/locali) passano tutti all'interno di questi nuovi "spazi immateriali", essi sono alla base della futura economia della Società dell'informazione.
Per entrare nel XXI secolo è indispensabile progettare e realizzare nuove infrastrutture tecnologiche nel cui contesto si possa dare vita a questi nuovi "spazi immateriali" che allargano, rendono più ampio il "Mondo fisico". Tali "spazi" essendo però basati sull'immaginario collettivo e sulla circolazione "interattiva" delle idee, hanno bisogno per il loro sviluppo dell'interazione sociale tra individui, della condivisione e dello scambio delle loro idee, intrinsecamente legate alle forme di rappresentazione mentale di ciascuno.
La forte componente sociale degli "spazi immateriali" presuppone per il loro sviluppo che il 100% degli individui possa accedervi.



4. - PIAZZE TELEMATICHE: I NUOVI LUOGHI URBANI BASATI SULLE TECNOLOGIE E L'ECONOMIA DELL'INFORMAZIONE.

Il nuovo immaginario multimediale e collettivo interattivo globale, le future funzioni urbane, i nuovi prodotti e i servizi post-industriali, viaggeranno lungo le nascenti autostrade dell'informazione; è lungo tali autostrade che dovranno nascere gli "spazi immateriali", "spazi" con una fortissima componente sociale: le Piazze Telematiche. Dovranno essere i nuovi luoghi urbani del "Mondo dematerializzato" basati essenzialmente sulla circolazione e il confronto delle idee a "distanza" ed allo stesso tempo luoghi di incontro che consentono la socializzazione tra individui.
La progettazione e la realizzazione di questi nuovi luoghi urbani rappresenta un'opportunità storica, unica e irripetibile: localizzandoli sul territorio in modo mirato possono diventare i poli dello sviluppo post-industriale, contribuire al riorientamento dei flussi di traffico e di informazione e ridisegnare la mappa delle funzioni urbane per realizzare le città digitali del XXI secolo.
Infatti, realizzando le autostrade telematiche (via "cavo" e via "etere") in modo che i "contenuti digitali" (informazioni, software, servizi, funzioni urbane, ecc.) vengano veicolati in contesti territoriali ben individuati (ad esempio ex-uffici, o immobili in disuso, che si renderanno sempre più liberi a seguito della diffusione di teleattività, di teleservizi, ecc.), da riqualificare e recuperare per ospitare gli "spazi immateriali", diventando le polarità del nuovo sviluppo socioculturale.
La riqualificazione e il recupero urbano può essere esteso anche alle aree verdi e alle infrastrutture viarie circostanti gli edifici che ospitano gli "spazi immateriali", realizzandovi zone pedonabili, ciclabili, spazi per lo sport, il tempo libero e la cultura, restituendo il valore dei luoghi agli abitanti di tutto il territorio (nelle aree urbane, di periferia e rurali).
Una nuova concezione urbanistica, che riutilizza i "vuoti" e gli "spazi urbani interni" e da tenere ben presente nella stesura dei futuri Piani Regolatori.
La rete di "Piazze Telematiche" è destinata ad integrare all'interno della propria infrastruttura non solo i vari fornitori di reti e di servizi, ma soprattutto la stragrande maggioranza degli utenti e dei cittadini. Ciò potrà innescare anche l'avvio di uno sviluppo basato sui modelli immateriali (servizi, software, informazioni, ecc.), e quindi favorire anche la nuova occupazione e decongestionare i modelli "saturi" basati sulla competitività per la produzione di beni materiali (derivati da acciaio, cemento, petrolio, carta, ecc.).



LE PIAZZE TELEMATICHE PER L'ALFABETIZZAZIONE AI NUOVI LINGUAGGI "DIGITALI - ANALOGICI"

Le Scuole Comunali dell' '800-'900 ebbero a suo tempo un ruolo fondamentale per l'alfabetizzazione di massa degli italiani al linguaggio "analogico" (a, b, c, d....).
La nascita e la diffusione dei nuovi linguaggi digitali impone che ancora una volta le Istituzioni pubbliche si facciano carico dell'alfabetizzazione di massa, ma con modalità completamente diverse di quanto avvenuto nell' '800-'900 per l'alfabetizzazione analogica.
L'alfabetizzazione digitale (010001101001......) non può e non deve essere confinata soltanto all'interno delle aule scolastiche, la scuola deve restare il luogo dove si apprendono tutte le arti, supportate o no dalle tecnologie digitali, e deve mettere in grado ogni allievo di assecondare le proprie inclinazioni e aspirazioni.
Sarebbe estremamente rischioso ergere le tecnologie digitali a unico strumento per lo sviluppo di tutte le discipline: scientifiche ed umanistiche.
Nelle Piazze Telematiche si potrà realizzare quasi naturalmente l'alfabetizzazione digitale ed allo stesso tempo la mediazione tra linguaggio digitale ed analogico, grazie alla contemporanea presenza di giovani ed adulti, i primi più portati verso i nuovi linguaggi digitali per naturale inclinazione generazionale, i secondi più esperti nell'utilizzo dei linguaggi analogici. Si potrà così diffondere la conoscenza e l'uso del linguaggio analogico "moderno": ipertestuale, multimediale e interattivo.
Le PIAZZE TELEMATICHE del terzo millennio possono favorire la coesione sociale e preservare l'identità culturale locale, anzi fare della pluralità il punto di forza e creare reti di comunicazione in cui ognuno può liberamente esprimersi sicuro che troverà nell'interazione tramite gli "spazi sociali" e gli "spazi telematici" qualcun'altro che lo comprenda.
E' lo "spazio sociale" che garantisce l'interazione fisica tra persone e la presenza di competenze multidisciplinari, considerate premessa indispensabile per la creazione di nuove idee, progetti, nuovi prodotti e servizi post-industriali, ecc..
Interazione non vuole dire soltanto poter scambiare tramite monitor informazioni ufficiali con la Pubblica Amministrazione o con altri cittadini, interazione vuole anche dire, con un'estensione del concetto, le informazioni che due cittadini possono scambiarsi direttamente faccia a faccia in una Piazza Telematica.
Negli spazi sociali della Piazza Telematica i cittadini possono sostare, sedersi, recuperare la dimensione tempo e scambiare idee con altri cittadini, mettere in comunione esperienze ed emozioni. In questi "spazi sociali" si realizza l'integrazione socio-culturale locale, si sviluppa il senso di appartenenza alla propria comunità, si preserva la propria identità, ecc..

La PIAZZA TELEMATICA realizzata nell'ambito dell'evento "La Pubblica Amministrazione per il Sistema Paese", al padiglione Pubblismau, rappresenta metaforicamente questo nuovo scenario urbano e consente di vedere e toccare con mano come con le "autostrade dell'informazione" si possa aprire una nuova era con rinnovati stili di vita e di lavoro "glocali"; la "Piazza Telematica" quale segnale forte di un mutamento non più solo desiderato, ma indispensabile.
"Piazze Telematiche" quindi come infrastruttura "civica" al servizio di tutti i cittadini per assicurare il diritto universale all'accesso alle "autostrade dei BIT", forze propulsive per un nuovo Rinascimento.
Per lo sviluppo di questo innovativo scenario urbanistico e telematico, non si potrà prescindere dalla collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti: Pubblica Amministrazione, Società di telecomunicazioni, Aziende informatiche, Aziende editoriali, Società di costruzione, Banche, Ordini Professionali, "Cittadini interattori", ecc.. Soltanto un confronto continuo tra tutti gli "attori urbani" che partecipano alla costruzione della Società dei Servizi potrà consentire la realizzazione della rete di "PIAZZE TELEMATICHE" per un Sistema Paese a sviluppo sostenibile.



L'ASSOCIAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA E CULTURALE PIAZZE TELEMATICHE

Piazze Telematiche nella veste di Associazione non profit è impegnata nella promozione del miglioramento della qualità della vita e la creazione di nuova occupazione, favorendo nel contempo il confronto tra i vari "attori" che dovranno contribuire alla realizzazione della "Societa' dei Servizi", ed in particolare tra le Autorità locali e gli operatori di telematica.
Aderiscono all'Associazione sia soci individuali (docenti universitari, professionisti in campo urbanistico ed informatico, dirigenti di Società di informatica, comunicazioni, costruzioni, trasporti, ecc.), sia soci collettivi (associazioni di informatica, studi di consulenza, Enti Pubblici territoriali, ecc.).
La proposta PIAZZE TELEMATICHE è rivolta a uomini di business e a tutti i cittadini che desiderano contribuire alla migliore gestione delle risorse tramite un attento utilizzo della telematica.





BIBLIOGRAFIA

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Herbert Girardet - Foreword by Dr. Wally N'Dow
Secretary General of Habitat II - UNITED NATIONS "THE CITY SUMMIT" - Istanbul - June 1996

OUR CITIES, OUR FUTURE: Policies and Action Plans for Health and Sustainable Development
- Special Edition for Habitat II - Istanbul - June 1996

PUBLIC/PRIVATE PARTNERSHIPS ENABLING SHELTER STRATEGIES
UNITED NATIONS CENTRE FOR HUMAN SETTLEMENTS
(Habitat) - Nairobi 1993

MAKING CITIES WORK - The Role of Local Authorities in the Urban Environment
- Richard Gilbert, Don Stevenson, Herbert Girardet and Richard Stren
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TELECOMMUNICATIONS AND THE CITY - Electronic spaces, urban places
Stephen Graham and Simon Marvin
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WHEN CORPORATIONS RULE THE WORLD
- David C. Korten Copublished 1995 in the United States of America by Kumarian Press, Inc.,
and Berrett-Koehler Publishers, Inc., San Francisco

GLOBAL ECO-VILLAGE NETWORK (GEN)
International Secretariat
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